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La biografia elica

GLI ESORDI
Gli esordi Elio e le Storie Tese non sono mai nati, esistono da quando esiste il mondo, il giorno della creazione erano nascosti dietro un cespuglio e pigliavano per il culo Adamo perché ce l'aveva piccolo, Eva perché era una troia, e il serpente perché compare in una canzone dei Litfiba. Tutto su una base in tredici ottavi.

Per il loro primo concerto ufficiale bisognerà però aspettare l'anno 1980. Erano in tre: Elio voce e chitarra, Zuffellato alla batteria e Cortellino al basso. Piacque molto il Cortellino: dopo il primo concerto fu sostituito con Chiosco. Piacque anche Chiosco, al cui posto si insediò quasi subito Scaffale Scaffale (anche detto Piorrea).

A quel punto, Elio decise che i tempi erano maturi per far entrare nella band un nuovo elemento, "Confo" Tanica: era piaciuto perché sapeva eseguire "Quando la mazurka si ballava sull'aia" senza commettere errori.

Anche Zuffellato dal canto suo riscuoteva consensi: durante ogni pezzo la sua batteria accelerava a tal punto che gli altri non riuscivano a stargli dietro, Elio periodicamente si voltava e gli urlava: "PIANO! PIANO!" e lui, ubbidiente, suonava sempre più piano. Come volume. Ma velocissimo.
"O impari ad andare a tempo - gli disse un giorno il cantante Elio - o chiamo un altro!".
"Boh... chiama un altro..." rispose Zuffellato.

E così fu: venne chiamato un nuovo batterista, Roberto Sgorbati detto Cosma.
Rimase nella band per breve tempo, poi gli Elii affidarono le parti di batteria alle sapienti mani di Confo Tanica, che per lunghi anni l'avrebbe suonata con la tastiera.

Giovani Rocco Tanica e Cesareo provano in studio Intanto, nel 1983 si aggiunse alla ciurma un nuovo chitarrista molto rock: Cesareo. L'equipaggio era finalmente pronto, ed il complessino poté salpare per un lungo e fortunato viaggio attraverso pub e cabaret milanesi, tra i quali ricordiamo Magia, Tangram, Riverside e Zelig.

La prima canzone incisa risale al 1985: Abbecedario. Si trovava all'interno di una compilation chiamata Musica Metropolitana, e ne erano tutti felici e contenti, specie il bassista Scaffale, che subito dopo partì per Naja. "Tenetemi il posto!" disse agli Elii. "Sìsì!" risposero gli Elii, e al suo posto chiamarono un certo Pasto, che i posteri chiameranno... Faso Faso!

La new entry sconvolse il già precario equilibrio mentale del complessino, che di successo in successo nel 1987 partecipò ad una seconda compilation chiamata Elementi, incidendovi Silos ed una versione di Pork & Cindy riarrangiata in modo così assurdo da far ridere persino un bue.
Quell'anno, "Confo" Tanica cambiò nome in Rocco Tanica, in onore del pezzo "Vivi Rocco". L'assonanza con "Rocco Tano", nome d'arte di Rocco Siffredi, è assolutamente involontaria... questa, almeno, è la versione degli Elii.

Il vero insulto nei confronti del mondo avvenne però con un concerto a Borgomanero, sempre nel 1987. A fine serata qualcuno riuscì ad avere una copia della registrazione da mixer, la diffuse ai quattro venti e l'impatto fu devastante: le copie di quella cassetta si sarebbero riprodotte come un virus, e brani come Cara ti amo o Alfieri diventarono in breve tempo un incredibile tormentone. Potete scaricare gratuitamente il concerto nell'area Mp3.

La prima emittente nazionale ad accorgersi degli Elii fu Italia1, che da quell'anno li chiamò per partecipare a varie trasmissioni, tra cui L'araba fenice e Lupo Solitario. Da quest'ultimo nacque una compilation sulla quale gli elii impressero un'orma destinata a passare alla storia: John Holmes.
Sempre Italia1 quell'anno dedicò ad Elio e le Storie Tese uno special, condotto da Patrizio Roversi e Susy Blady, in cui vennero presentati frammenti di Ti amo, ovvero una canzone che durava 3 ore. Con due soli accordi ripetuti. Il mondo non era ancora pronto. Niente hit parade.

E va be', in compenso nel 1988 gli Elio e le Storie Tese diventarono cinque, con l'aggiunta del "sassofonista slavo" Mu Fogliash, alias Paolo Panigada, alias Feiez. Feiez In realtà Feiez entrò nel gruppo come factotum, suonando oltre ai fiati anche chitarra, batteria e percussioni. Ma mai contemporaneamente.
In ogni caso gli slavi portano fortuna, e poco tempo dopo la copia di una misteriosa cassettina (live in Bologna 88 - io ce l'ho e voi no! ahaha sborroh) finì per puro caso sul tavolo del produttore Claudio Dentes, in arte Otar Bolivecic.

"Che ne dite di incidere un disco?" chiese Otar.
Alla notizia gli Elii decisero di sciogliersi ed organizzarono un "Concerto d'addio" al teatro Ciak. Presente tra il pubblico un certo Antonello Aguzzi, che da allora rimase traumatizzato.
PRIMI BOLLORI
Il primo disco uscì nel 1989, in copertina aveva un negro biondo e si chiamava Elio Samaga Hukapan Karijana Turu, che in lingua Tamil vuol dire più o meno "Sborriamo e scorreggiamo con Elio in allegria!". Soprattutto grazie al titolo, il disco ebbe un grande successo.
Gli Elii non avevano ancora un batterista, così per registrare in studio si rivolsero a Curt Cress, turnista tedesco oggi sulla sessantina, definito da Tanica "il batterista con il volume più alto del mondo". Per il tour live "dell'amore" chiamarono invece un loro amico jazzista, un certo batterista Bobo, all'anagrafe Christian Meyer. Christian Meyer Piacque, e il tour del 1990 fu letteralmente un trionfo.

Il 1990 vide anche l'inizio della collaborazione con la Gialappa's Band, nonché la replica di Ti amo, che questa volta raggiungeva la durata record di... 12 ore! Sarebbe stato un record da Guinness dei primati, ma nessuno ebbe voglia di pagare un notaio per omologarlo... tutto in perfetto stile Elio e le Storie Tese.

Come ampiamente previsto, sull'onda di cotanto successo arrivarono le prime inevitabili rotture di cazzo: il secondo disco, che avrebbe dovuto contenere le splendide cover dei pezzi di Sanremo a suon di parolacce e prese per il culo, fu boicottato da quel simpaticone di Mogol e non vide mai la luce.
Non migliore sorte toccò ai due LP Sveliatevi, dei quali i Testimoni di Geova chiesero ed ottennero il sequestro perché sulla copertina li si pigliava allegramente per il culo.

Di fronte a tanto sfacelo, gli Elii reagirono con classe: a Natale partorirono un nuovo disco. Ma non da soli: con loro i "The Los Sri Lanka Parakramabahu Brothers", famosissimo complesso di musica cingalese formato da due dei filippini che facevano le pulizie nello studio di Otar Bolivecic. L'omonimo disco, anche noto come The red album, sarebbe dovuto essere uno spregio, inascoltabile dall'inizio alla fine, ed invece contiene un'autentica perla: la canzone "Agnello Medley", uno splendido assolo di batteria, basso e percussioni by Naco a cui fu sovrapposta con odio l'orrenda dissonanza vocale del duo filippino. Meraviglioso.

Scopa nel culo Il 1991 fu un anno di ritiro e meditazione: gli Elii si misero in mutua e si rinchiusero in studio. Fecero un'unica esibizione live, in cui iniziarono a pigliare per il culo un po' di democristiani e/o socialisti in diretta nazionale RAI. La RAI li segò immediatamente e furono cacciati dal palco. Anche questo è amore.
È anche da ricordare il grande successo di un progetto "parallelo" realizzato quell'anno: Paté d'animo, disco di Claudio Bisio e Rocco Tanica che, con la canzone "Rapput", passò in modo indelebile alla storia.

Nel 1992, nonostante RAI, testimoni di Geova, governi e Mogol, finalmente il frutto di un anno di fatiche vide la luce: usciva l'album con la vacca in copertina, ovvero Italyan, Rum Casusu Cikti. Il titolo, che in cipriota vuol dire "Si è scoperto che l'italiano era una spia greca!", era una dedica al grafico del libretto, Massimo Rana, arrestato a Cipro in quanto spia greca. Lui si era dichiarato innocente, ma con la faccia da spia greca che si ritrova ha poco da rompere i coglioni.

Stavolta l'album non si limitò a produrre uno sbrego di copie vendute, ma divenne il vero e proprio manifesto di un'epoca: termini come "servi della gleba", "due di picche", "scopa nel culo" o "fave di fuca" diventarono di fatto neologismi della lingua italiana. E questo conta immensamente di più rispetto a qualunque classifica, fu davvero uno dei più bei momenti della secrezione artistica di Elio e le Storie Tese.

Nel 1993 uscì una raccolta di inediti, chiamata Esco dal mio corpo e ho molta paura. Ebbe meno successo perché il nome era in italiano, tuttavia fu lo spunto per iniziare la fortunata avventura radiofonica su Radio DJ. Nel corso di Cordialmente, allora "Pista di lancio. Forse", agli ascoltatori venne data facoltà di parola Elio rocket diretta con il complessino, e l'ottimo rapporto che Elii dimostrarono avere con i maniaci squilibrati senza speranza come Ivan Piombino portò, nel 1995, alla nascita del Fave Club, alias il fan club ufficiale.
Là dentro non ne ho conosciuto uno normale. Ci sarà un perché.

Gli Elii comunque non erano ancora soddisfatti: le giovani donne li amavano in quanto artisti, in quanto compositori, in quanto uomini di spettacolo, ma ancora non erano attratte a sufficienza dai loro corpi.
Per ribaltare questa tendenza e trasformarsi da "gruppo che suona bene" a "gruppo che tromba un casino" decisero di giocare la loro ultima carta: SanRemo!
LA ZONA VIP
Nel 1996 Elio e le Storie Tese parteciparono al Festival con la canzone La terra dei Cachi. Sarebbero dovuti arrivare primi, ma il governo assegnò loro il secondo posto. Il complessino la prese con filosofia, anche perché l'album Eat The Phikis vinse il disco di platino, e decollò in un tour memorabile, soprattutto per Assago i tendoni costruiti con i reggiseni che le giovani fan lanciavano sul palco. Bei momenti.
Quell'anno nacque anche il primo sito internet dedicato al complessino, curato dalla fava Ascoli Guidotti. Sarebbe stato il capostipite di una prolifica generazione di siti di altissimo livello, finché non è arrivato marok.org.

Dal 1997 gli Elii rarefecero la propria attività compositiva (va però ricordata la geniale L'eterna lotta tra il bene e il male) in favore di quella live, tanto che il calendario dei concerti del 1998 venne ribattezzato "Neverending Tour".

Tutto sembrava filare liscio, troppo liscio, e infatti l'imprevisto non tardò ad arrivare: il fottutissimo 23 dicembre del 1998 un'emorragia cerebrale si portò via il grande Paolone Feiez.
Morì da musicista, sul palco, e per sei lunghi mesi fu solo silenzio.
Fino all'uscita di un nuovo disco, Craccracriccrecr, pubblicato a maggio del 1999.
Era un disco diverso, brillante nella musica ma più spento nei contenuti. Non incontrò un grande successo di pubblico come gli album precedenti, ma l'accoglienza dei fan fu calorosa. Particolare successo ebbe la canzone Discomusic, il cui videoclip rimase in rotazione per un anno intero su tutte le emittenti musicali, ed anche il tour li riportò lentamente verso gli antichi splendori, grazie al fondamentale apporto della new entry Antonello Aguzzi, in arte Jantoman Jantoman.

Pochi mesi più tardi gli Elii realizzarono la colonna sonora per il film della Gialappa's Band Tutti gli uomini del deficiente, un delizioso disco dalle atmosfere anni 70, intriso di contaminazioni progrèssive che vanno da Frank Zappa agli Area di Demetrio Stratos.
La stagione live che ne seguì (siamo già nel 2000) fu una delle più belle di tutta la storia di Elio e le Storie Tese, soprattutto per i medley storici e le improvvisazioni sull'Indianata. Di una di queste date (Lugano) gli Elii dissero: "La pubblicheremo su dvd entro Natale 2000!".
Aspettiamo fiduciosi.

Nel 2001 in compenso uscì il primo album live, Made in Japan. Un buon disco, sebbene segnato dalla mancanza di inediti e dell'arco temporale "ristretto" delle registrazioni, tutte comprese tra il 1996 ed il 1999.
Seguì un lungo periodo di stagnazione in cui sempre più spesso gli Elii apparvero solcati dalle occhiaie della solitudine. La crisi colpì soprattutto il glorioso Fave Club, che da quell'anno iniziò lentamente a biodegradarsi. Gli Elio e le Storie Tese sembravano un organismo assopito in fase digestiva, ed in effetti lo erano: il mondo se ne accorse nel 2003, di fronte al prodotto ancora fumante. Era uscito un nuovo album: Cicciput!

Ispirato nel titolo alle gesta del profeta Gennaro D'Auria, riscopriva il retrogusto dei primi dischi aggiungendovi condimenti ricercati, che si concretizzavano in autentiche perle come PAGÀNO. Ascoltatelo e troverete il Nirvana.

Favone Insomma, con Cicciput gli Elii ripresero vigore, ed anche per questo perdoniamo loro il fatto di avere corrotto le nuove generazioni attraverso il tormentone SHPALMAN!
LA SVOLTA - AUTOGESTIONE
Con l'anno 2004 si avviò la rivoluzione proletaria: Elio e le Storie Tese interruppero ogni rapporto fisico con le case discografiche e divennero produttori di loro stessi.
Questo permise di realizzare un'idea innovativa: il cd brulé, ovvero il concerto registrato, masterizzato e venduto in tempo reale. La ventata di tecnologia rivitalizzò anche il Fave Club, i cui soci, aprendo gli occhi dopo un lungo letargo, si ritrovarono a tu per tu con la possibilità di scaricare un'orgia di mp3 (tra cui quasi tutta la discografia ed i brulé) dal sito ufficiale, che anche se vi sembrerà strano... non è marok.org! :).
Furono così realizzati nell'anno 2004 una cinquantina di cd brulé, il cui meglio fu raccolto nell'album live Ho fatto due etti e mezzo, lascio?
Insomma, se le case discografiche sono il male, Elio e le Storie Tese sono la cura. Speriamo funzioni, il mondo è ammalato.
In ogni caso l'avventura continua.
E soprattutto vaffankulo!



(Per le immagini che vedete in questa pagina ringraziamo Suricata, La Fava Etrusca, l'anale Pelodia, Ivan Piombino, Rai uno, Italia1, Videomusic, e la vhs "Chi hai incastrato Elio e le Storie Tese")