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Elio Samaga Hupakan Kariyana Turu
ඒලියෝ සමඟ හුකපං කැරියන තුරු

ELIO SAMAGA HUKAPAN KARIYANA TURU
(LP/MC/CD 1989)

A T T E N Z I O N E PER GLI ARGOMENTI TRATTATI E IL LINGUAGGIO UTILIZZATO QUESTO PRODOTTO POTREBBE RISULTARE SCONVENIENTE E OFFENSIVO. L'ASCOLTO È SCONSIGLIATO AI SOGGETTI PIÙ SENSIBILI.



ELIO SAMAGA HUKAPAN KARIYANA TURU


Adolescenti a colloquio. Improvvisamente, Tremoto.
JOHN HOLMES (una vita per il cinema)
Domande bizzarre
NUBI DI IERI SUL NOSTRO DOMANI ODIERNO (abitudinario)
According the Memphis Horns
CARRO
Una gita a...
The fabulous '68s according to Tony Martucci
NELLA VECCHIA AZIENDA AGRICOLA
SILOS
CASSONETTO DIFFERENZIATO PER IL FRUTTO DEL PECCATO
Introducing the real Parakramabahu according to Shantha Edirisinghe
PARAKRAMABAHU RAJATUMA
PIATTAFORMA
Suspense! Il signor Brando meets Marlon Brando
Introducing the Cara Ti Amo
CARA TI AMO
 (risvolti psicologici nei rapporti fra giovani uomini e giovani donne)

Messaggio Satanico
CATETO
Spuma da 100
JOHN HOLMES (Shidzu Version)
Ang ang ang



Primo album (o, più tecnicamente, "capolavoro") di Elio e le Storie Tese, raccoglie il meglio delle secrezioni musicali del complessino dalla genesi al 1989.

Sono tutte esecuzioni in studio, tranne Cara ti amo che è live.
È l'unico brano in cui compare alla batteria Christian Meyer, al secolo Pupillon, che entrerà a tutti gli effetti nel complessino solo l'anno successivo, durante il bellissimo tour dell'amore del 1990.
La formazione dell'album è: Elio (voce), Rocco Confo Tanica (tastiere), Faso (basso), Cesareo (chitarra) e Mu Fogliash (alias Feiez, sax). Alla batteria, invece, troviamo un ottimo "turnista" tedesco chiamato Curt Cress.
Cultura linguistica applicata:
il titolo dell'album, Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu, è una frase in cingalese (la lingua dello Sri Lanka):

ඒලියෝ සමඟ හුකපං කැරියන තුරු

La traslitterazione corretta, in realtà, sarebbe: "Ēliyō samaňga hukapang (o anche hukapaṁ) kæriyana turu"
['e:lijo: 'saməŋgə hu'kapəŋ 'kærijənə 'ṱuru]

Ciò che più conta, però, è il reale significato della frase, su cui i linguisti sono ancora in dubbio.
La traduzione ufficiale è: "Sborriamo e scorreggiamo con Elio in allegria!". Tuttavia, da ricerche più approfondite a cura del professor Propoli, risulta:

Ēliyō = Elio
samaňga = con
hukapaṁ = fotti (imperativo del verbo hukana, che vuol dire fottere)
kæriyana = sborrare (derivato da kæri, che vuol dire sborra)
turu = fino a

Quindi: "Fotti con Elio fino a sborrare".
Insomma, non ci sarebbero tracce di scorregge... né di allegria (senza scorregge, che allegria è?)!
Chi avrà ragione? Lo scopriremo solo vivendo!
Occhio alla copertina!
Il volto protagonista è il "figlio del mondo", alias il negro biondo con gli occhi a mandorla, che è un'idea di Jalessandra Callari, da una foto di Ilvio Gallo, su elaborazione elettronica di A.Koban - Imagic.
I segreti del montaggio ce li rivela il buon Ugo Coppola:
  • Capelli e corpo di Raffaella Carrà anni '70, entrambi un po' ristretti.
  • Fronte di Michael Jackson quando era ancora nero.
  • Naso di Mike Tyson,un po' ingrandito ed allargato.
  • Bocca di Whitney Houston,ingrandita ed ingrassata un bel po'.

L'idea potrebbe essere un simpatico omaggio all'album THE MIRACLE dei Queen, uscito lo stesso anno alcuni mesi prima, in cui i volti di Mercury, May, Taylor e Deacon si fondono in uno solo (tnx Meemmow).

Inoltre, se aguzzate la vista notate che gli Elii nel retro del cd hanno una spilla con l'immagine di copertina. Se aguzzate ancora più la vista, notate che anche il negro biondo ha una spilla, che raffigura il retro di copertina, ovvero Elio e le Storie Tese.
Quanta poesia in tutto questo...

Adesso, però, vorrei dedicare due righe alle copertine SCARTATE ed agli universi paralleli in cui sono state prescelte. Si tratta di una giostra pakistana, di un collage di un 45 giri di Peppino di Capri ed i suoi Rockers e di una locandina del film "Psycho" di Alfred Hitchcock, con sovraincollate le teste degli Elii (probabilmente per fare il verso ai loro manifesti live, in cui gli Elii appiccicavano vicino ai propri nomi le teste degli uomini che sborrano, ritagliate dalle riviste porno). Universi paralleli, quanto mi mancate.

Piccola curiosità: la prima copertina (novembre 1989) uscì con la divisione in tracce completamente cannata, perché per errore ogni brano iniziava con l'intro parlata. La partita "bacata" conteneva dunque solo dieci tracce, e fu ritirata dai negozi poche settimane dopo, quindi trovarne degli esemplari è difficilissimo... ma il prode Paolo Besser ce l'ha fatta, e ci ha donato in esclusiva questa ghiotta scansione:

Samaga cannato


Infine, al fondo dell'ultima di copertina ci sono ringraziamenti nei confronti di personaggi misteriosi... e noi li abbiamo decodificati! TUTTI!

Gli Immortali:
  • Cortellino: Paolo, primo bassista di EelST;
  • Zuffellato: Pierluigi, primo batterista di EelST;
  • Chiosco: Fabio Gianvecchio, secondo bassista di EelST;
  • Ciccio: Stefano Pancotti, violista in "Cavo" dal vivo;
  • Scaffale: terzo bassista di EelST, detto anche Piorrea;
  • Cosma: Roberto Sgorbati, secondo batterista di EelST;
  • Glande: Alessandro Sgorbati, armonicista live in "Addolorato".
  • Aldo scusaci: Aldo Baglio di Aldo Giovanni e Giacomo (allora ancora senza Giacomo! - tnx Don Diego), che gli Elii si erano dimenticati di coinvolgere nel coro di "Silos" dopo averglielo promesso;
  • La Connection: immaginaria organizzazione criminale che taglieggiava i locali milanesi;
  • Bisio: Claudio, attore;
  • Tremoto: in realtà Renato, domestico filippino di Otar Bolivecic;
  • Mamadou: modello senegalese della copertina di Elio Samaga;
  • Rixt: ulteriore modello senegalese, poi non utilizzato;
  • Jarco e Monica Edwards: Marco Conforti e Monica R. ;
  • Claudio Galoppa: Claudio Trotta, antico promoter salumiere di EelST;
  • Grussu: Pierino De Luca, protopresentatore e protomanager di EelST;
  • Jarlene Dentes: Marlene Dentes, sorella e ufficio stampa di Otar Bolivecic;
  • Cristina: Cristina Cereghetti, angelo biondo degli EelST;
  • Didde: Marco Guarnerio, insigne musicista e produttore;
  • Sergio Conforti: primo pianolista degli EelST;
  • Zancuoghi: Fabio, compagno di scuola di Elio e Mangoni e primo sound engineer degli EelST;
  • Svampa: Nanni, attore e cantante;
  • Mangoni: Luca, architetto e show-man;
  • Manlio Paolo e Mario: assistenti di studio della Psycho recording;
  • Jantonello Pillasch: Antonello Aguzzi, pianista e tastierista;
  • Jeppi Nocera: Peppi Nocera, cantante e produttore;
  • Luca Belisari: regista e consulente tecnico;
  • La Mandria: gruppo di amiche compiacenti;
  • Billo: Giancarlo Bozzo, direttore di Zelig, capo della Connection (vedi sopra) e successivo modello per i polpacci della mucca di "Italian Rum Casusu Cikti";
  • Nosei: Stefano, cantante e attore;
  • Prospero: Prospero Bozzo, regista e fiancheggiatore;
  • Sivieri: Maurizio, fiancheggiatore detto Bove e successivamente Boewe;
  • Metropolis: Studio di registrazione di Milano;
  • Carlo Forester: musicista e produttore;
  • Maurizio Camagna: sound engineer, fornitore della voce alternativa di "John Holmes shidzu version"
  • Grazia Riccardo e Lucio: Grazia Di Michele, cantante; I don't remember I dont' recall; Lucio Fabbri, musicista e produttore;
  • Brugna: Paolo, proprietario di PBS e sound engineer del primo tour di EelST;
  • Turi: Turi Patané, fonico di palco dei primi tour di EelST e personificazione live di Clistere;
  • PBS: Paolo Brugna Service, Novi Ligure;
  • Nicola Fasani: quarto bassista di EelST;
  • Peo: Paolo Bartezzaghi, fiancheggiatore ed enigmista;
  • Maprem: Joti, fiancheggiatrice;
  • Alex Peroni: Disk-jockey di 105 e produttore;
  • Il Camello: Davide Castradori, fiancheggiatore e ideologo;
  • Il Tullio: Tullio Turci, primo allenatore dell'Ares Milano Baseball;
  • Ed Bogas: autore della musichetta di Tetris messa abusivamente sotto il parlato dello srilankese;
  • Davide Civaschi: secondo chitarrista di EelST;
  • Andrea Musa: piccolo fan;
  • Paolo Economicosch: Paolo Costa, bassista;
  • Stefano Belisari: primo cantante e chitarrista di EelST;
  • Jicco: Chicco Sfondrini, autore;
  • Laura: I don't remember I don't recall;
  • Monti: I don't remember I don't recall;
  • Renata Camello: fiancheggiatrice e consorte del Camello;
  • Paolo Panigada: musicista, sound engineer e primo sassofonista di EelST;
  • Le Utere: gruppo di amiche compiacenti;
  • Jilvia: Silvia, fiancheggiatrice;
  • Antonella: Antonella Belforti, angelo moro degli EelST;
  • Cazzulani: fiancheggiatore;
  • Tettona: Manuela detta Molle, fiancheggiatrice e protofidanzata di Faso;
  • Bea: Beatrice S., fiancheggiatrice;
  • Spatgirl: protofidanzata di Cesareo, all'epoca chiamato anche Spatafielli da cui il soprannome di lei;
  • Juisa: Luisa, fiancheggiatrice;
  • Mary: fiancheggiatrice e ispiratrice;
  • Sorella della Mary ci manca un ricettario chiedi un po' ai tuoi amici se magari ce l'hanno loro: medico, cui venne rubato un ricettario durante una festa dove erano presenti 100 persone, che fece chiedere solo agli EelST se gliel'avevano rubato loro;
  • Claudio Dentes: alter ego di Otar Bolivecic;
  • Iuri: proprietario della discoteca Marina 2000 dell'isola d'Elba.
(tnx Nesto & Duccio!)
 Adolescenti A Colloquio. Improvvisamente, Tremoto 

Vi ricordate i tempi delle elementari, quando si giocava a figu? No? Meglio!
La prima volta che ho fatto sentire Elio ai miei amici handicappati è andata più o meno così... ma col tempo anche loro si sono rassegnati.

La scena in sè, con le vocine accelerate, è probabilmente una citazione dall'intro di Eptadone degli Skiantos, in cui uno dei protagonisti dice: "c'ho delle storie pese".

Il brano di sottofondo invece è On the road again dei Rockets, band famosa nel mondo perché nel 1996, a SanRemo, gli Elii si erano travestiti da loro (tnx Giuseppe).

Ma ritorniamo agli Elii! I nomi delle figurine, ovvero Buso e Facchetti, appartengono a due calciatori che erano famosi quando gli Elii erano bambini: Giacinto Facchetti (difensore 1960-78) e Sergio Buso (portiere 1968-88) (tnx Lorenzo).
Le parole "Tua Prinz" che concludono il dialogo sarebbero invece da attribuire ad una simpatica consuetudine in voga nella Milano degli anni 70. Ai tempi esisteva una macchina, chiamata Prinz (per la precisione la Prinz 4), che i milanesi pensavano portasse sfiga. Così, non appena ne vedevano una, toccavano un malcapitato e gli dicevano: "Tua Prinz!"... praticamente una versione alternativa di "Sfiga di suora!". Stranamente la Prinz è presto scomparsa dalla circolazione... (tnx Daiconan).

Il "RRRRRRRRRRRI" di Elio è un campionamento della sua voce preso da Piattaforma. Perché lo ficchino un po' dappertutto rimarrà per sempre un mistero.

La voce che parla in filippino alla fine del brano è naturalmente quella di Tremoto, uno dei due domestici di Otar Bolivecic che ormai tutti ben conosciamo. Pressappoco quello che dice sarebbe:
"Attenzione, diamo notizia di un grande spettacolo che si svolgerà a Milano il ventinove di agosto. Elio, Confo, Civas, Faso, Fogliasch e Otar, anche detti "Elio and the troubles stories", "Elio e le storie tese" (tnx Gianni Maiocchi e Uollano... ci avete provato!).
Il filippino potrebbe essere una citazione dell'intro in giapponese del lato B di I Sing The Body Electric dei Weather Report, che rientra nel mitico e rarissimo "Live in Tokio" (tnx Alberto).



"C'hai figu?"
"Sì, guarda, oggi ho la mazzetta."
"Fa vedere... celo... celo... Buso manca! Finisco l'album!"
"Eh... Buso, Buso è raro..."
"Eh, quante ne vuoi?!"
"Buso son tre vaschetti..."
"Guarda, io ce l'ho e te lo porto domani! Te ne do 10!"
"Ué, ciao ragazzi, si gioca a figu?"
"Cosa c'hai tu?"
"Io c'ho... Facchetti."
"AHAHAHA! Sei un..."
"E lo sappiamo tutti! C'hai sempre solo Facchetti! AHAHAH!"
"Ha fatto 5 album solo con Facchetti! Porca troia!"
"Vabbè, però c'ho anche un disco nuovo che mi sono cattato che è mondiale, una bomba."
"E attento che non ti esploda nel culo!"
"Ah ah ah ah!"
"Che sbiancata!"
"No, ma ascoltiamolo, e poi, cioè, è po... è troppo..."
"Sì ascoltiamo, senti che merda!"
"Tua Prinz!"
"Eh?"
"Troppo!"


RRRRRRRRRRRI

Inamapkilà:
aponi meroni paviki lalla segno,
namalagamba gai, nema gliari Bitols a Milano, Italy.
Si Milano mado se, an gamba de ventinueve en agosto.
Elio, Confo, Civas, Faso, Fogliasch and Otar,
collexi "Elio and the trouble stories"
"Elio e le storie tese"






 JOHN HOLMES (Una vita per il cinema) 

Come meglio (scusate la parola) aprire il primo disco se non con un degno tributo ad uno dei più grandi eroi del cinema porno?
Voi tutti sapete chi è John Holmes, giovani donne in particolare. Ma non tutti sapete che questo brano era già stato pubblicato all'interno della colonna sonora dello spettacolo tv Lupo Solitario del 1988, che vedeva un ghiotto siparietto di Elio e le Storie Tese.
Bellissima la batteria in 13/8, mentre la pianola addizionale è di Feiez, che qua si chiama proprio "Feiez", mentre nel resto dell'album si chiama "Mu Fogliash". Strana persona...
L'inizio, naturalmente, cita Quand'ero piccola di Mina (tnx Jacopo).
Ed ora, il genio: terminato il verso "tutti mi scherzavano", sul canale destro c'è una cantilena con un ritmo sincopato strano: "la là la la là", che si adatta perfettamente al ritmo dispari della canzone. Bene, è un campionamento da I tre porcellini (tnx Alamarco)



Quand'ero piccolo tutti mi scherzavano
per le dimensioni del mio pene,
ed io non stavo bene.
Soffrivo le pene per colpa del pene,
ma più il problema non si pone:
sì, perché il pene mi dà il pane,
son diventato un grande attore
e, benché schiavo dell'amore,
mi son comprato una moto.
E ora son schiavo della moto,
non faccio più moto,
infatti vado solo in moto
ma ora son diventato un mito:
ho rilanciato il film muto
perché sono muto,
e se vedrete il filmato
sicuramente converrete con noi
che questa è verità.

John Holmes, una vita per il cinema,
John Holmes, una vita per la moto.
John Holmes, una vita per il cinema,
John Holmes, una vita per la moto.

Trenta centimetri di dimensione artistica.
Su di ciò la critica è concorde
- oooh! ah, it's so big -
nel ritenermi sudicio.
Perché non hanno capito,
non parlo perché son rapito,
e poi in faccia non son mai inquadrato,
però dal pubblico son venerato,
e ora sono diventato un mito.

Ho rilanciato il film muto
perché sono muto,
e se fossi stato ceco
avrei lanciato il film ceco,
e se fossi stato m
avrei lanciato il filmm.
Dicon che faccio film penosi
perché lavoro col pene.
E insomma il pene mi dà il pane,
il pene mi dà sì la moto,
ma la moto non dà pene
perché funziona bene.
Sì sì, la moto non dà pene
perché funziona bene.

John Holmes, una vita per il cinema,
John Holmes, una vita per la moto.
John Holmes, una vita per il cinema,
John Holmes, una vita per la moto.






 DOMANDE BIZZARRE 

Prima improbabile intervista al complessino dell'ottimo Claudio Bisio, che persevererà anche negli album successivi.
Queste interviste potrebbero essere una citazione a quelle di Rattle and Hum degli U2, uscito appena un anno prima (tnx Discostu).
Notate quant'è bello Elio in sottofondo che ride tutto il tempo (tnx Uollano)
Non mi chiedete cos'è il Cool del Mac Bisiou perché non ne ho la più pallida idea... e non l'ho mai domandato agli Elii perché ho paura della risposta! :D



Ehm... questa sera ho qui con noi dal Roof Garden del cool del Mac Bisiou, il nostro gruppo.
E io, prima cosa che voglio chiedere al gruppo, potrà sembrare una domanda molto banale ma... come fate ad ottenere queste sonorità, queste, le vostre, così intense?
Come fate? Chi vuole rispondere di voi sei?
"Ma guarda, io penso che ci siano vari aspetti..."
Vuoi dirne uno?
"...c'è un aspetto tecnico. Dunque, noi abbiamo importato questa innovazione dal Canada..."
Tecnica?
"Ah ah ah ah ah! Tecnica!"





 NUBI DI IERI SUL NOSTRO DOMANI ODIERNO (abitudinario) 

È uno dei brani più commoventi ed introspettivi di Elio e le Storie Tese e riflette sulle abitudini che tutti hanno, ma negano di avere.
Venne proposto per la prima volta nel corso del tour 1988, con un'introduzione che faceva notare come, di fronte a un water con le righe gialle e marroni, tutti cercano di pulirlo con un bel getto costante di pipì... e nessuno lo dice.
Notare che, in realtà, "tutti" si riferiva ad un pubblico di soli maaaaski... ma, al momento dell'incisione dell'album, gli Elii sapevano benissimo che nessuna pheega li avrebbe ascoltati MAI.

Il ritornello originale, che recitava: "Ditemi perché se mangio molto bevo poco, brucio i peli delle ascelle con il fuoco!" qua è cambiato in: "La nostra vita è una sciarada, sulle prime sembra xxxxyx, e invece è zxxyxz!"
A proposito... siete riusciti a risolvere l'indovinello? Io non ho trovato di meglio che RRRROR ed ERRORE... peccato.

Le tastiere attorno al minuto 0.50 sono molto simili all'intro di Sunday morning here with you di Michael Franks (tnx Giorgio).
La parte: "Sono abitudinario, non mi giudicate, siete come me" e, nella seconda strofa: "Questi sono i miei costumi, vendo paralumi, siete come me" è, nella linea melodica, una citazione assolutamente chiara del ponte tra strofa e ritornello di Twilight degli Electric light orchestra, dall'album Time, del 1981 (tnx Stefano "Steve" Rizzo).
C'è poi una breve apparizione dei Memphis Horns, ottimo gruppo che nello stesso periodo aveva collaborato con Zucchero, nel brano "Con le mani".

Subito dopo, vengono citati i "Rararors": si tratta di un tormentone dei vecchi concerti degli Elii, una band inesistente formata da alcuni dei componenti di Elio e le Storie Tese (quasi mai gli stessi), che ne sfidava altre ben più agguerrite, tra cui i terribili "Sciasciasciosh" e, soprattutto, i "Pepperors".
Probabilmente, Elio andrà avanti a citare queste band per tutta la vita (ricordiamo il paese di Rararorro a Cordialmente... per non parlare della serie tv "Vite Bruciacchiate"!).

L'amico Frash, inoltre, ci invita ad un'importantissima riflessione: se prendiamo un normale dirigibile e gli togliamo elica e timone, come si fa poi a dirigere il dirigibile? È impossibile! Quindi, il dirigibile non dirigibile si può ancora definire "dirigibile"?

Infine, una curiosità: esistono 45 giri con "beep versions" di Abitudinario e Cara ti amo, c'è una versione in spagnolo su E.L.I.O. ed un divertente remake su Del meglio del nostro meglio.



Sono abitudinario,
leggo la targhetta sopra l'ascensore:
qual è la capienza, quanti chili porta,
poi si apre la porta e non lo so già più.

Sono abitudinario,
e se mi soffio il naso devo controllare
quello che ho prodotto, quanti chili pesa
e se c'è del pericolo per l'ascensor.

Seduto nella vasca,
emetto certe bolle che, salendo a galla,
corron sulla schiena fandomi felice;
giunte in superficie non mi piaccion più.

Sono abitudinario,
non mi giudicate, siete come me.

E adesso un lieto ritornello
che non c'entra un cazzo,
ma che piace ai giovani:

Ditemi perché
se la mucca fa mu il merlo non fa me.
La nostra vita è una sciarada,
sulle prime sembra xxxxyx, e invece è zxxyxz.
Ditemi perché
c'è un dirigibile marrone
senza elica e timone dentro me.

Quando c'ho la ragazza
faccio la conchetta per sentirmi il fiato,
sto vent'anni in bagno, penso che si chiava,
dopo non si chiava e non mi lavo più.

Cerco nelle mie narici
una testimonianza delle mie radici,
ma vi trovo un fico e lo dovrò spalmare
sotto qualche banco, come in gioventù.

Questi sono i miei costumi,
vendo paralumi, siete come me.

E allora un altro ritornello
che non c'entra un cazzo,
ma che piace ai giovani.

Ditemi perché
se la mucca fa mu il merlo non fa me.

"Hi, we are Wayne Jackson and Andrew Love,
the Memphis Horns!"
"Hi, I am the Rararors!"
"Big Trouble!"
"Thank you!"

Ditemi perché
c'è un dirigibile marrone
senza elica e timone dentro me.

Giunto al termine del giorno,
cerco fra le coltri un poco di speranza.
Peto in abbondanza, non ho più sgomento,
lieto mi addormento ebbro dei miei gas.





 According The Memphis Horns 

Prove di tromba per il mitico duo dei Memphis Horns.






 CARRO 

All'inizio sentiamo un "Flew in from Miami Beach" rallentato, e poi un "Flew in from Miami Beach" a velocità normale. Da dove arriva? Ma è semplice: da Back in the USSR dei Beatles (tnx Uollano).

Poi c'è Nembo Kid, che è il nome del SuperMan taroccato nelle prime edizioni a fumetti italiane degli anni 50 (tnx Il Diego).
Durante la prima strofa, da 00:30 a 00:45, l'armonizzazione della voce è stata ottenuta camuffando la stessa voce orientale della "Shidzu" version di John Holmes (tnx Simone).
Sui versi "Ma io l'ho fatto, e la donna volante, pericolo costante, mi ha rotto il carro" e ancor di più su "Ai motori farò la benzina, ma alle donne che cosa farò?" la melodia richiama quasi interamente la linea melodica di "si laudato Signore si laudato perché [m'hai donato l'amore per te.]" del brano Francesco, tratto dal musical Caino e Abele di Tony Cucchiara (tnx Pooloo).
Nella parte "Dai proverbi la saggezza, ma dal carro la letizia" viene invece ripresa la melodia di "Einigkeit und Recht und Freiheit", l'inno nazionale tedesco: forse si potrebbe leggere come un omaggio di Elio a Lothar Matthäus e Andreas Brehme, i due campioni teutonici grazie ai quali l'Inter (squadra del cuore del cantante nonché di Mangoni) aveva conquistato quell'anno il suo tredicesimo scudetto (tnx Don Diego).
Sul finale, "la vita è così" è una chiara citazione di La vita è così di Mino Reitano (tnx Emidio).

Infine, una curiosità: nel 1991, la frase "tra il dire e il fare c'è di mezzo 'e il'" è stata inserita nella raccolta di aforismi di Gino & Michele Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano (tnx NestoRe).



Flew in from Miami Beach BUAC

Me l'avevan detto che donne,
buoi e motori son gioie e dolori
e di non mettere le donne e i motori
davanti al carro davanti ai buoi.
Ma io l'ho fatto, e la donna volante,
pericolo costante, mi ha rotto il carro.
E siccome chi rompe caga
e i cocci sono suoi e dei buoi dei paesi suoi,
la donna volante caga coi suoi buoi.
Accidenti alla donna volante
e al pericolo costante.

Ed ora che non ho più il carro
che cosa ci metto davanti ai miei buoi?
Cosa fare riguardo ai motori
e riguardo alle donne
se il carro non c'è?
Ai motori farò la benzina,
ma alle donne che cosa farò?
C'è carenza di carro e le donne
ne soffrono un po'.
Accidenti alla carenza di carro
e all'abbondanza di pericolo costante.

Dai proverbi la saggezza,
ma dal carro la letizia.

L'erba voglio non cresce
neanche nel giardino del vicino.
Voglio l'erba del re: datemela.
Il re è vicino.
Il giardino del vicino
sta diventando sempre più verde.
Anche il vicino è verde.
Aiutatelo.

Entra ora in scena una ditta,
il cui portavoce mi ricorda di dare
un colpo al cerchio ed uno alla botte piena
ed uno alla moglie ubriaca, però,
tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il",
e una rondella non fa primavera.
Per cui mi dona un nuovo carro
munito di lanciarazzi,
per bombardare in maniera costante
la donna volante.

Lancio i miei razzi nel cosmo
e la donna volante mi appresto a colpire:
lei per evitare l'impatto
si infila in un nembo, ma è un tragico error:
non si tratta di un nembo normale,
ma di un nembo seguito da Kid.
Si è infilata nel buco del culo
di Nembo Kid, morendo.
Dio li fa e poi li accoppa, ho capito,
la vita è così.

La gatta frettolosa ha fatto i gattini
nel giardino del re,
tanto il re è cieco.
I gattini corrono per il prato.
Il re dice: "Sento un rumore di gattini
che corrono sul mio prato".
Intanto il vicino, affacciatosi sul giardino,
dice: "Restituiscimi i miei gatti, ladro".





 Una Gita A... 

Seconda intervista dell'amico Bisio. Il titolo "Una gita a..." è probabilmente ispirato all'omonima rubrica della Settimana Enigmistica con l'indovinello geofotografico (tnx Steve).

La risposta di Elio è invece diventata parte dell'idioma comune di noi giovani.



Voi fate dei pezzi con parole molto significative,
se non sbaglio.
Ecco, nasce prima il testo o la musica?
Cioè, voi vi ispirate per esempio...

"Questo è molto interessante.
Grazie per avermelo chiesto."






 The Fabulous '68s According To Tony Martucci 

Cosa facevate voi nel 1968?
Facevate gli scioperi? Facevate l'ammore? Facevate quelli che non erano ancora nati?
Be', Elio faceva il bambino che cantava all'Ambrogino d'oro la canzone "Cinque fratelli, cinque gemelli".
Chiunque abbia ascoltato questo brano ha sicuramente pensato ad uno scherzo... invece è tutto vero: l'Ambrogino d'oro esiste, è un festival di Milano, ed Elio ha davvero cantato quel brano nel 1968... abbiamo le prove! (tnx Duccio)

Cosa c'entra in tutto questo l'ottimo jazzista Tony Martucci? Assolutamente un cazzo... però vorrei salutare un altro Tony Martucci, patron dell'Ambrogino (tnx Don Diego).

"Oggi invece le canto così" è quasi sicuramente una citazione dall'omonimo album di Ornella Vanoni, pubblicato dieci anni prima.



Nel '68 all'Ambrogino D'Oro,
io, Elio, cantavo così:


"Abbiam capito, sì lo sappiamo,
sono le dita della mano.
Il primo è grosso, basso e spesso,
il terzo è il più lungo
e sta sempre in mezzo,
senza gli altri non sa cosa far.

Poi viene il quarto,
più vanitoso,
poi viene il quinto,
piccolino.
Non può parlar, né protestar,
deve restar!

Ci-ci-ci-ci-cinque fratelli,
cinque gemelli nella mano."

Oggi invece le canto così:





 NELLA VECCHIA AZIENDA AGRICOLA 

Vi ricordate la canzone Nella vecchia fattoria che tanto allietava le vostre giornate all'asilo?
Ecco... la canzone è nata nel tour dell'88 e da allora molte cose sono cambiate: spero di non dovervi spiegare perché lo zio Bruno è un orso, ma confesso che la "cozza tattu piane di sbarro" ha fatto dannare parecchi giovani fan, colpevoli di vivere in un'epoca in cui difficilmente si potevano leggere i testi delle canzoni senza pagare.

Le parole misteriose che compaiono in fondo, sono in realtà parolacce in tedesco:
  • SCHEISE (pron. sciaise) = MERDA
  • ARSCHLOCH = (letterale "buco del culo") = TESTA DI CAZZO, COGLIONE
  • SCHEISESPIEGEL (pron. sciaisespighel) = PEZZO DI MERDA
(tnx Elia da Bolzano!)



Nella vecchia azienda agricola,
icola, icola ò.
Quante bestie ha lo zio Cesco,
esco esco esco esco ciao.
Ha i pidocchi, occhi, pid pid pid.
Quante bestie ha lo zio Cesco
tutte su di sé.

C'è la capra,
capra espiatoria,
c'è il gomito,
gomito del tennista;
e il tennista sconsolato
non può più giocar.

Nella vecchia cooperativa,
I.V.A. al 2%.
Quante bestie ha lo zio Bruno,
uno uno uno,
lui che è un orso.
Poi c'è il ragno, ragno, rrrrragno,
c'e la cozza tattu piane di sbarro,
c'è il pesce pilota sul pesce volante,
c'è il pesce frizione sul pesce capelli.
Ma che bella autovettura, icola icola ura.
Ma che bella fattoria, piena di umorismo.
La fattoria, ha ha ha ha ha.

"Scheise!"
"Arschloch!"
"Scheisespiegel!"





 SILOS 

Vi siete mai fermati ad osservare le meraviglie del vostro corpo? Il nero sotto le unghie? Lo sporco in mezzo alle dita dei piedi? La cacca? La sburra? Non è un peccato che tutte queste cose vadano perdute?
Secondo gli EelST sì, ed ecco perciò l'idea di conservarle in appositi silos, in modo che possano ancora essere utili per gli uomini del ventunesimo secolo... che poi saremmo noi (senza offesa per le donne e per chi ci leggerà dal futuro).

Silos è una delle prime canzoni scritte dal complessino, ed era già stata incisa nella compilation Elementi, del 1987.
La prima scena al ristorante potrebbe essere un omaggio all'inizio di Una donna per amico di Lucio Battisti (tnx Il Diego).
Abbiamo qualche dubbio sull'identità dei coristi, comunque sono accreditati come "polifonica di Bals".
Le prime note di piano sembrano identiche alle note di piano che si sentono in La casa (Evil Dead) di Sam Raimi, mentre i ragazzi entrano nella casa, più o meno a 6:10 dall'inizio del film (tnx Strason).
L'incipit è molto simile a quello di Ci vuole un fiore di Sergio Endrigo: "Le cose d'ogni giorno / raccontano i segreti / a chi le sa guardare" (tnx Enrico).
Il ritornello riprende il tema di Song for Che di Charlie Haden dall'album Music liberation orchestra del 1969 (tnx Steve).
La seconda strofa è un chiaro tributo allo stile del grande Domenico Modugno.
Notevole il finale country, con tanto di Faso vecchietto del Far West!

Ah, una leggenda vuole che il ritornello sia ispirato a "Mosche"... ma non tutte sono d'accordo.



"Bella fresca, esce tutta la sborra!"
"Posso scurreggiare?"
"SHUT UP!"
"Ma lei è un gentleman allora!"
"Uscitele!"
"AHAHAHA!"

Sappiamo che il nostro organismo
secerne svariate sostanze,
ma il loro utilizzo ancora ci è ignoto
per la nostra scarsa nozione del cosmo,
per la nostra scarsa nozione del corpo,
a causa del fatto che misconosciamo
le varie funzioni cui esso è preposto
e perché.

Diciam che la cacca fa schifo,
ma ciò non è un dato oggettivo:
siam condizionati in questo giudizio
dall'uomo che vive nel mondo rotondo
che gira, che gira, che gira, che gira
e che mai si fermerà.
Son tante le cose segrete
dal nostro organismo secrete.

Ci sono i capperi, il muco,
il bianco della lingua,
il catarro, il sudore,
lo sporco in mezzo alle dita dei piedi.
Il tartaro, il pus,
le cacche delle ciglia,
la formaggia, il cerume,
il mestruo, la pipì e la pupù.

E allora cantiamo in coro,
cantiamo in coro, cantiamo in coro:

Voglio un silos, sì lo voglio un silos
per riporvi i frutti del mio corpo;
voglio un silos, sì lo voglio un silos,
sì lo voglio per l'umanità.

Voglio un silos, sì lo voglio un silos
per riporvi i frutti del mio corpo;
voglio un silos, sì lo voglio un silos,
sì lo voglio per l'umanità.

I dati di cui disponiamo
ci dicono che nel futuro
le fonti di cibo più scarse saranno
per l'uomo che vive nel mondo rotondo
che gira, che gira, che gira, che gira
e che mai si fermerà.
E allora ricorso farà
a ciò che egli secernerà,
e un silos d'amor riempirà.

Serbando i capperi, il muco,
il bianco della lingua,
il catarro, il sudore,
lo sporco in mezzo alle dita dei piedi.
Il tartaro, il pus,
le cacche delle ciglia,
la formaggia, il cerume,
il mestruo, la pipì e la pupù.

E allora cantiamo in coro,
cantiamo in coro, cantiamo in coro:

Voglio un silos, sì lo voglio un silos
per riporvi i frutti del mio corpo;
voglio un silos, sì lo voglio un silos,
sì lo voglio per l'umanità.

Voglio un silos, sì lo voglio un silos
per riporvi i frutti del mio corpo;
voglio un silos, sì lo voglio un silos,
sì lo voglio per l'umanità.

Le sostanze dal corpo secrete
oggigiorno non sono più segrete.
Le sostanze dal corpo secrete
oggigiorno non sono più segrete.
Le sostanze dal corpo secrete
oggigiorno non sono più segrete.
Le sostanze dal corpo secrete
oggigiorno non sono più segrete.

"Eccolo, è lui!"

Che mi venga un colpo se quello non è il vecchio Tom.





 CASSONETTO DIFFERENZIATO PER IL FRUTTO DEL PECCATO 

EelST sono sempre dalla parte dei più piccini. E così, di fronte all'orrore delle madri che buttano i propri figli nei cassonetti, propongono di alleviare la risultante sofferenza del nascituro e lo shock dell'operatore ecologico estendendo anche a loro i benefici della raccolta differenziata: è giunto il momento di creare un cassonetto differenziato per il frutto del peccato!

La genesi del brano risale al tour dell'88 (ricordiamo la struggente esecuzione a "L'araba fenice" su Italia1). È però solo in questa versione studio che gli assoli di chitarra sono suonati con la mano sinistra da Cesareo e con la mano destra da Confo Tanica.
Nessuno ci ha detto che cosa facevano con l'altra mano... per me salutavano.

A 1:08 dall'inizio, si sente per due/tre secondi l'inizio del quarto movimento (Stürmisch bewegt - Mosso tempestoso) della prima sinfonia di Gustav Mahler: Titan - Il Titano (tnx Rho77).
Al minuto 1:58, Elio canta mangiando dei crackers (tnx Helmuth/LeleElDiosSeMiCitiRealizziUnSogno).
Più avanti, "Donne atletiche, donne che si allenano..." è un chiaro richiamo a Le ragazze di Gaugin di Grazia di Michele, mentre la melodia di "Ma mettetevi nei panni di chi il cassonetto pulisce..." è molto simile a quella del verso "Il carretto passava e quell'uomo gridava: gelati" di I giardini di Marzo di Battisti/Mogol.
Vuole la leggenda che il produttore Claudio Dentes sia stato chiamato "Otar Bolivecic" A CAUSA di questa canzone e non viceversa: a quanto pare, stava seduto tra un paio di registratori di marca "Otari" mentre Elio incideva Cassonetto... e sono cose che possono cambiare la vita di una persona. Quindi, "Bolivecic". Chiaro, no?

Infine, il bambino che piange sulla chiusura del brano è un campione accelerato tratto da The Kids di Lou Reed (tnx Meemmow).



"Hi, we are Wayne Jackson and Andrew Love, the Memphis Horns! And you're watchin' Elio e le Storie Tese!"

Il tema della maternità
è stato sviscerato,
discusso e analizzato di già.
Ma un suo risvolto vi stupirà;
di me che son reietto
è il tema prediletto:
il tema del cassonetto.

Non sono come gli altri bimbi
che son frutto dell'amore.
Io sono sfortunato, sono frutto del peccato
e vivo nel cassonetto.

I frutti veri e propri
si trovan nel frutteto,
i frutti di mare
si trovano nel mare;
i frutti del peccato
si trovano nel mare e nel frutteto,
dentro al fiume e nel laghetto,
nella siepe sotto casa
o più probabilmente in un sacchetto
nel cassonetto.

Donne atletiche, donne che si allenano
scagliando il feto nel cassonetto dell'amor.

Non dite che non vi era stato detto
che il passo è molto breve
dal casso al cassonetto.

Ma mettetevi nei panni di chi
il cassonetto pulisce,
mi trova e non capisce
il perché di tanta inciviltà;
poi scende in piazza e sciopera
e la colpa è anche un po' tua,
se non ti batti per un mondo migliore
in cui una madre sappia dove gettare il bebè.

Che già lo fan per la carta,
le bottiglie le pile,
siamo gente civile
e allora dite perché
per i neonati non c'è,
perché, non c'è, dov'è
il cassonetto differenziato per il frutto del peccato?

Cassonetto differenziato per il frutto del peccato,
cassonetto differenziato per il frutto del peccato,
cassonetto differenziato per il frutto del peccato,
cassonetto differenziato per il frutto del peccato,
cassonetto differenziato, cassonetto differenziato.

Lo spazzino è più sereno
e poi s'impressiona meno.
Lo spazzino è più faceto
perché sa che trova il feto
nel cassonetto.

I frutti veri e propri si trovan nel frutteto,
i frutti di mare si trovano nel mare;
i frutti del peccato si trovano nel mare e nel frutteto,
dentro al fiume e nel laghetto, nella siepe sotto casa
o più probabilmente in un sacchetto nel cassonetto.

Nel cassonetto. Nel cassonetto.
Nel cassonetto. Nel cassonetto.
Nel cassonetto. Nel Bolivecic.

Cassonetto differenziato per il frutto del peccato,
cassonetto differenziato per il frutto del peccato,
cassonetto differénziato per il frutto del péccato,
cassònetto diffèrenziato per il frutto del peccassonètto
differenziato, cassonetto differenziato.
Cassonetto differenziato, cassonetto differenziato.
Uhei, my mam.





 Introducing The Real Parakramabahu

according To Shantha Edirisinghe 

Una voce registrata al contrario e che noi ascoltiamo al contrario, quindi dritta, annuncia l'arrivo del bizzarro duo dello Sri Lanka.

Il titolo "Introducing The Real Parakramabahu According To Shantha Edirisinghe" è probabilmente una citazione del disco "Introducing the Hardline According to Terence Trent D'Arby", esordio risalente al 1987 del bravo compositore Sananda Maitreya (tnx Uollano).

Davanti a una birra e un panino, Rocco il buon tastiere ci rivela che la musica di sottofondo è il livello 8 di un Tetris per Mac.



Anche nel lontano Oriente è giunta l'eco delle gesta di questo simpatico complessino che nel ridente Sri Lanka cantano così:





 PARAKRAMABAHU RAJATUMA 

Questo brano è l'UNICO INEDITO dell'album, è il PRIMO cantato da un'altra voce (il cingalese Shantha Edirisinghe) ed è LA PRIMA COVER di tutta la discografia ufficiale: l'originale è una canzone tradizionale dedicata a Parakramabahu I, Re di Sri Lanka.
Chi non vorrebbe essere al suo posto?
Io, per esempio.
Comunque, Elio e Feiez (ribattezzato "Monfoglia") suonano shinnatsu, mandoguitar e tsuhji diatonico. Insomma, mica cazzi.

Per quanto riguarda il testo, mi sembra tutto chiaro... non mi dilungo in traduzioni.

In compenso, vi rivelo una curiosità: nei credits del disco l'autore del pezzo risulta essere Cesareo, mentre nella versione dello stesso pezzo contenuta in Elio Samaga il brano era registrato come "tradizionale". In un'intervista pubblicata sulla newsletter n.3 del Fave club il Civas ci racconta come sono andate le cose: "La canzone era divertente e mi ricordo che la rivedemmo qua e là per darle un minimo di struttura ed arrangiamento. Quando arrivò il momento dei depositi SIAE, l'assemblea comunista del gruppo decise di depositarlo a mio nome per equilibrare fra di noi i proventi dei diritti d'autore sui pezzi. Venne depositato, se non sbaglio, come elaborazione di un brano tradizionale o simile. Non volevamo fare i furbi appropriandoci di una cosa non nostra; il fatto è che allora non eravamo riusciti a scoprire chi erano gli autori originali della canzone in questione. Fu così che venne depositata a mio nome ed iniziò un incubo. Sì, perchè la Siae andò in tilt. Non riusciva a capire perchè doveva risultare a mio nome un brano "tradizionale" dello Sri Lanka. Ricevetti decine di raccomandate di svariato tipo dove mi dicevano prima che non gli risultava depositato il brano. Poi non avevano ricevuto il testo. Dopo ero io che non risultavo iscritto alla Siae. Le ultime minacciavano di congelare la mia posizione Siae. Sfinito, scrissi che rinunciavo a tutti i diritti sull'opera. Non ho mai visto una lira di diritti ma le poste italiane mi volevano fare baronetto per l'aumento di fatturato di quell'anno, ottenuto con i miei francobolli. Non accettai." (tnx Fabio)

Comunque, questo brano è piaciuto così tanto a Elio e le Storie Tese che ne hanno pubblicata anche una versione live sul successivo album natalizio The Los Sri Lanka Parakramabahu Brothers.
Sono cose che fanno pensare.



Eledatik habi ma ne,
ve duvi du an ghe derené,
dinnamau finnasau
sirien saresau
fidideu fidideu saresé.

Lalelà, lelalelalelà,
- We the Parakramabahu sa Elio
anaghate honnamiturà 'nghevà -

lalelà, lelalelalelà.
Daiové elioelestorietese,
Daiové elioelestorietese.

Lalelà, lalelà,
- Elio con i The Parakramabahu,
amicizia sincera per un futuro migliore -

Daiové elioelestorietese.
Daiové elioelestorietese.







 PIATTAFORMA 

Canzone ispirata a Je t'aime... moi non plus di Jane Birkin e Serge Gainsbourg, storico brano censurato dalla radio francese nel 1969.

Il brano è nato nel tour dell'88 come duetto tra papà Elio e Rocco Tanica, entrambi già rodati da Cara ti amo. Nell'album, invece, il buon tastiere è stato sostituito da Peev Agliato, alias Paola Tovaglia, doppiatrice di cartoni giapponesi e conduttrice della trasmissione televisiva "Ciao ciao".
Scomparsa qualche anno dopo in seguito a una malattia, a lei è dedicato l'album Italyan, Rum Casusu Çikti.

I colpi elettrici computerizzati sono di Confo Tanica, la seconda metà del solo di pianola è di Laras.
I gorgheggi all'inizio di Piattaforma sono eseguiti da Feiez, ma attualmente non ne conosciamo il significato. Sappiamo però che sono stati ripresi nella sigla finale di Mai Dire Tv, accreditata ai Malloreddus (tnx Daniele Caibis).
L'incipit strumentale del brano ricorda moltissimo Cold Song di Klaus Nomi (tnx Il Diego).

Quando Elio dice "fra un momento sentirai fluire l'antigelo Paraflù", cita una delle più famose recl&aagrave;me pubblicità dell'epoca.
In sottofondo, però, c'é una musichetta suonata da un qualcosa che ricorda un fagotto: è uno dei temi dei cartoni animati Hanna & Barbera dei primi anni '70, e lo si sentiva quando un personaggio si trovava in una situazione imbarazzante (tnx Edo).

"A". "E". "I". "O". "U". Le vocali dell'amore" è un'ovvia autocitazione da Ti amo... e notare che la versione da 12 ore non era ancora stata cantata!

La frase "Senti come grida il peperone. Pam", qualche decennio più tardi, sarà usata dal PAM come slogan pubblicitario... senza, non dico pagare, ma nemmeno AVVISARE gli Elii... che non la prenderanno benissimo! ;)

Per quanto riguarda la sibillina frase: "Fremo a immaginarti tra i cateti"... be', pensate a quanti gradi misura l'angolo tra i cateti... devo aggiungere altro? :)

Curiosità: questa sembra essere una delle canzoni meno apprezzate dell'album, da parte del pubblico rock ma anche da parte degli Elii... che l'hanno inserita come ASCOLTO FORZATO del Vitello negli ultimi concerti del tour del 2005.



Presto, vai con i magneti.
Sei forte, sai, se esegui la manovra di recupero.
"Già fatto. Con te non ho divieti
e fremo a immaginarti fra i cateti!"


Questa nostra immensa saldatura
è perfetta, sai,
e questo grazie a te.
Se ti attacchi a questa tubatura
"Questa qui?"
fra un momento sentirai fluire
l'antigelo Paraflu.

"No, non ancora,
che la temperatura è troppo bassa
ed io non posso sublimar."


Ooooh, ooooh ooooh.
Pam, Pam Pam.
"Scusa, ma questo a cosa serve?"
Pam.

Ora vai sul terzo piolo,
ma bada che non entri in emostasi.
3, 2, 1 contatto.
Urca. Guarda che pinolo:
"È già il secondo pozzo
che mi intasi."

A. "E". I. "O". U.
"Le vocali dell'amore"

Senti come grida il peperone. Pam.
Inequivocabile segnal.
Viva il centro di trivellazione.
"Sì evviva!"
giorno e notte lo useremo
per cercare la felicità.

Il mattino è già alle porte,
devi andare, corri.
"Ciao, papà."
Ciao Enzo.
"Ciao!"

Piattaforma di trivellazione,
piattaforma di trivellazione.
Piattapiattapiattapiattapiattapiattaforma. Pr.





 Suspense! Il Signor Brando Meets Marlon Brando 

Dopo la cozza e la sciarada, ecco un altro riferimento alla settimana enigmistica: "suspense" è il gioco in cui compare l'indovinello che ha per protagonista il signor Brando.
È l'ennesima intervista di Bisio (l'ultima del disco), ma non so a cosa faccia riferimento la cosa delle autostrade, probabilmente a qualche esternazione vip dell'epoca, o più probabilmente ancora a un benemerito cazzo. Ma è sempre bello.



Ecco, per finire, progetti per il futuro.
"Costruire delle autostrade..."

"Per noi..."
Giovani!
"Giovani però!" Non... non per tutti, ma solo per i giovani."
Ecco, scusate, questa piccola curi...
"Delle autostrade dove tutti cantino e ballino insieme."





 Introducing The Cara Ti Amo 

Divertente introduzione di Cara ti amo, registrata live a Voghera, nel 1989.
Fin troppo iperrealistica...



Grrrrrrrrrazie.
Andiamo avanti ora con un brano, invece, di musica classica.
Fino adesso abbiamo fatto cazzate, in realtà noi siamo tutti di Celle Ligure, infatti siamo stati in carcere per molto tempo!
Hai sentito cosa ho detto? Eh! Eh!
Grazie, siamo al meta-humour.
Andiamo avanti con un brano di musica classica che abbiamo scritto noi stessi, che parla, praticamente, essendo stato scritto nel 1716, però parla di fatti attualissimi, cioè, parla del rapporto fra giovani uomini e giovani donne. Cosa succede?
Grazie, ma non è ancora incominciato.
Cosa succede praticamente al giorno d'oggi? Noi giovani... che cosa succede? Che le giovani donne in...gabbiano i giovani uomini, gli fanno degli occhiolini ballando la musica house, tutte queste cose qui, mentre ballano attirano nella loro trappola di mantidi questi poveri esseri implumi, con tanti peli, però inoffensivi e indifesi, e praticamente dopo 15 giorni, dopo avergli succhiato ogni liquido, ogni... ogni umore, praticamente glielo mettono nel culo.
Non si può dire, però è esattamente quello che fanno loro.
E allora, noi che abbiamo vissuto queste cose dall'esterno, ma anche dall'interno, non so se avete capito, c'era un doppio senso... Grazie!
Abbiamo pensato di stilare un freddo campionario delle frasi che queste giovani donne, queste puttane diciamo la verità, dicono ai giovani uomini. Grazie!
Abbiamo stilato un freddo campionario delle frasi che queste qui dicono ai giovani uomini indifesi quando glielo mettono nel buco del ...
E abbiamo composto praticamente questo brano che abbiamo intitolato "Risvolti psicologici nei rapporti fra giovani uomini e giovani donne", nel quale il tastierista e batterista elettrico Rocco Tanica eseguirà la parte del giovane uomo e io invece quello della puttana.





 CARA TI AMO (Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani  uomini e giovani donne) 

Ed eccola qua Cara ti amo, nata in un viaggio in macchina nell'87 e registrata durante un concerto a Corsico nell'89.
È una delle canzoni più famose di Elio e le Storie Tese, ed è il primo brano di questo album ad essere registrato da un concerto live.
È anche il primo in cui troviamo il grande Christian Meyer, allora Pupillon, adibito nientemeno che al... piatto del big jim! Credo che non ci fosse modo più nobile per entrare per la prima volta nella discografia di Elio e le Storie Tese! ;)

Le sorprese non finiscono qua: sapete chi è l'autore della registrazione? Un tale, allora sconosciuto, chiamato Antonello Aguzzi... in arte Jantoman! I casi della vita.

Io che ho il bootleg originale (e voi no ahaha! sooooka!) so che, durante il concerto, Elio aveva anticipato al pubblico che sul nuovo disco avrebbero inserito un brano tratto proprio da quel concerto: La saga di Addolorato.
Evidentemente hanno cambiato idea.

Curiosità: "Io sono come sono" è una citazione di una famosissima canzone degli Anni Cinquanta di Juliette Gréco chiamata Je suis comme je suis (testo di Jacques Prévert e musica di Joseph Kosma). La canzone dice che gli uomini non devono pretendere che una donna cambi per loro, perché lei è come è. Insomma, "Cara ti amo" sembra la degna risposta (tnx Pietro)



Eravamo fidanzati
poi tu mi hai lasciato
senza addurre motivazioni plausibili.


"Non è vero,
tu non capisci l'universo femminile,
la mia spiccata sensibilità
si contrappone al tuo gretto materialismo maschilista!"

Ciononostante,
Cara ti amo

"Mi sento confusa"
Cara ti amo
"Devo stare un pò da sola!"
Cara ti amo
"Esco da una storia di 3 anni con un tipo!"
Cara ti amo
"Non mi voglio sentire legata!"
Cara ti amo

- È il momento dello humour... ci vuole... -

Rimani in casa
"Voglio essere libera"
Esci pure con chi ti pare
"Non t'interessi mai di quello che faccio!"
Vorrei palparti le tette
"Porco"
Mai ti toccherei neanche con un fiore
"Finocchio"
Mi drogo, bestemmio, picchio i bambini e non ti cago
"Ti amo"
Mi faccio il culo 14 ore di seguito per mantenerti e ti cago
"Ti lascio per un tossicomane che non fa un cazzo tutto il giorno, che bestemmia e picchia i bambini"
Mi metto il goldone
"Ho un desiderio di maternità"
Ho un desiderio di paternità
"Mettiti il goldone"

Cara ti amo
"Mi sento confusa"
Cara ti amo
"Devo stare un po' da sola"
Cara ti amo
"Esco da una storia di 3 anni con un tipo"
Cara ti amo
"Non mi voglio sentire legata"
Cara ti amo

- Giovani comici qui al Corsico -

Rimango in casa
"Mi opprimi"
Esco
"Questa casa non è un albergo"
Ti passo un cubetto di ghiaccio intinto nel Cointreau sulla pancia dopodiché ti scopo bendata
"Non sono una troia!"
E allora in posizione canonica io sopra tu sotto
"Che palle"
Disse la vacca al mulo
"Oggi ti puzza il culo!"
Disse il mulo alla vacca
"Ho appena fatto la cacca"

Cara ti amo
"Mi sento confusa"
Cara ti amo
"Devo stare un po' da sola"
Cara ti amo
"BRRRREsco da una strrrrr con un tipo"
Cara ti amo
"Hna hna hna hna hna hna!"
Cara ti amo

Ed ora uniamo i nostri corpi nell'estasi suprema che è propria dell'idillio dell'amore
"No, perché quando avevo 13 anni mio cugino me l'ha fatto vedere e da allora sono traumatizzata, però possiamo restare abbracciati tutta la notte senza fare niente, sarà bellissimo lo stesso"
Te lo tronco nel culo
"Dai sì adesso"

Usciresti con me domani sera
"Sono un po' stanca e forse ho già un altro impegno"
Beh poco male così vedo i miei amici
"Sono libera"
Mettiamola sul sesso
"Ho bisogno d'affetto"
Mettiamola sull'affetto
"Chiaviamo!"
Io sono come sono
"Cerca di cambiare"
Ecco sono cambiato
"Non sei più quello di una volta"
Tu mi appartieni
"L'utero è mio"
Eccoti i soldi per la pelliccia
"Eccoti l'utero"
Evviva l'amore.





 Messaggio Satanico 

Questi erano i lontani tempi in cui Elio e le Storie Tese, quando incidevano qualcosa al contrario... avvisavano! :D
Non sarebbe durata a lungo...

Per la cronaca, il brano dei Black Sabbath che contiene messaggi al contrario è Iron Man.



Caro acquirente di questo microsolco,
l'ascolto del medesimo volge al termine,
ma anche noi, come i Black Sabbath,
vogliamo lasciarti con un misterioso messaggio satanico.
Per comprenderlo sarà sufficiente ascoltare al contrario
il simpatico motivetto che segue:

ah ah ah ah ah ah ah ah
ozrehcs ehc
et a irugua itnat
icilef irugua itnat
et a irugua itnat
et a irugua itnat






 CATETO 

Romantica storia d'amore... e anche un po' di merda, a dimostrare che le due cose non sono necessariamente in contraddizione.
Anche qua troviamo Peev Agliato, nei panni della donna di Erba, e poi ci sono i Fogliash Horns (breaths).

La voce di Elio è chiaramente alzata di un semitono (tnx Simone).
In questo brano Faso suona per la prima e ultima volta lo "steeq" (alias stick), una sorta di basso "alternativo". In un casa Fasani, Faso raccontò di come gli venne ciulato subito dopo averlo suonato e che tutti l'hanno preso per il culo per giorni, mesi, anni... finché non è stato ritrovato da MC Costa su Internet, dove un ricettatore lo stava vendendo... tutto è bene quello che finisce bene (tnx Meemmow/Pietro).

A proposito di casa Fasani: in molti mi avete chiesto il perché del titolo "cateto".
E io ho sempre risposto supercazzole.
Finché l'inviato speciale di marok.org Otto Orizzontale non è tornato con la risposta, per viva voce del buon Faso:

Eravamo in una di quelle fasi in cui andava di moda quel giochino botta e risposta tipo:
"e tu starai mica piolando?"
"eh?"
-pernacchia-
[come il nostro "SOOOOKA!" - ndM]
E nel mentre di questi giochi fra me ed Elio salta fuori il cateto:
"Ehi, hai mica visto un cateto per strada?"
"Si l'ho raccolto e l'ho messo in un cassetto"
Il cateto era diventato un oggetto fisico e tangibile.
Ecco, ed è stato dato questo titolo ad una canzone che ancora non aveva nome!"


Sempre Otto Orizzontale segnala questa frase di Rocco Tanica, tratta da un'intervista del 2001: "In Cateto uno dei temi è l'adagio per archi e oboe di Benedetto Marcello letto al contrario". Sono cose che fanno pensare.

Il tema dei fiati potrebbe essere una "distorsione" dell'intro di Sir Duke di Stevie Wonder (tnx Jonathan).
Da notare anche la citazione di Mexican Hat Dance della tastiera a 0:54 (nei prossimi album, verrà citata altre TRE VOLTE! quali?) e quella del tema di James Bond, quando Jonathan Grass si presenta all'aromatica fanciulla (tnx Shake7/Meemmow).

Sia la ghost track di Pierino De Luca (alias Grussu) che mangia la merda sborrata dagli animali, sia la frase "la lingua in bocca, per dimostrarle che è vero" sono ovviamente registrate all'incontrario... ma... senza elettronica: è proprio una bobina che è fatta andare nel senso inverso con la mano! (tnx Gòwno/Don Diego/Mapo Sae).

Ad un primo ascolto, la O che fa rima con A, cioè "Rimedio" che fa rima con "Tragedia", sembra una più che evidente citazione di Tex dei Litfiba: "il silenzio taglia tutta la città, grande spirito mi chiama dai falò", vero e proprio tormentone all'epoca in cui l'album è uscito.
In realtà, resta qualche dubbio cronologico, perché abbiamo testimonianze di Cateto (col verso incriminato) già nel 1987, mentre Tex è stato pubblicato con "Litfiba 3" nel 1988. Non escludiamo che gli Elii l'abbiano sentita inedita in qualche live, ma Piero Pelù all'epoca non cantava ancora da coglione (cioè le A non erano tutte uguali alle O), quindi rimane il mistero.
Se è una coincidenza, questo mondo è veramente strano.

Il finale, da "e la morale di questa storia...." è una probabile citazione di Fantoni Cesira di Guccini. Il tema musicale, però, è indubbiamente quello di "lascia che io viva un amore romantico" di Non ho l'età di Gigliola Cinquetti (tnx Alessio Pusceddu).
Infine, sotto le parole "cacca più amore", si sente un campionamento della vecchia sigla del mulino bianco (tnx Katakill).

Nella versione originale del pezzo, presentata al teatro Magia nel 1987, Jonathan Grass riesce a salvarsi dall'incidente aereo e ad irrorare la salma di lei con tiepido pissing (che poi, alla fine, sempre di concimare si tratta...).
Sull'album invece crepano entrambi, perché fa più ridere.



C'era un uomo che viveva
a Chicago (IL) e gli cresceva
l'erba sulla faccia;
egli era infelice.
Sulla faccia aveva l'erba,
sulla testa piante che
perdevano le foglie;
per tagliarsi i capelli
usava la motosega.

C'era poi una donna
che viveva ad Erba (CO);
era molto bella, però
i suoi pori secernevano escrementi
invece che sudor.
Triste la sua condizione
per l'infausta secrezione:
cacca dalla faccia.
Ella era infelice.

Lui decise che per essere felice
doveva emigrare da là;
addio alle delusioni cicaghesi,
addio all'importantissimo nodo ferroviario.
Si diresse all'aeroporto
per volare fino ad Erba (CO),
e lì trovare l'erba
sulla faccia della gente.

De Luca mangia la merda
sburrata dagli animali

Lei, di contro, per un caso
che potrà sembrarvi strano
decollò da Erba (CO)
alla volta di Chicago (IL);
questo nome suscitava
nella fetida ragazza
una nuova speme.
Già dopo il decollo
la gente voleva buttarla fuori.

Ma il destino era in agguato
sotto forma di pilota
che, svenuto per le esalazioni,
nel suo sogno di pilota
trasformossi in kamikaze
e diresse verso l'aeroplan
che da Chicago (IL) andava ad Erba (CO);
e il bagliore dell'impatto
fece luce sui due volti,
l'uno verde, l'altro invece no.
E lui cadendo vide lei,
e lei cadendo vide lui.

"Mi presento, io mi chiamo Jonathan Grass",
disse lui sfrecciando nel blu.
"Chiedo scusa per l'audacia ma mi rendo conto
che qui fra non molto poc'anzi moriremo,
e per l'impatto al suolo, e per il grave scontro,
e se mi è concesso per lo shock
che entrambi abbiamo subito poco fa".

"Si figuri, caro amico,
sono conscia anch'io del fatto
che qui il tempo stringe;
e per dimostrarle che è vero
le metto la lingua in bocca!"

- La lingua in bocca? -
- Per dimostrarmi che è vero! -

Il contatto dei due visi
misti all'impeto d'amore,
fece da rimedio in quella tragedia;
l'erba si allungò all'istante
per l'effetto concimante.
Cacca più amore
operano più miracoli
di quanto non si creda.

Ma la luce dell'amore
fu oscurata dall'odore
che quella puttana sprigionava;
e lo sventurato amante,
ritiratosi all'istante,
si negò all'abbraccio e disse: "Pfui",
avviluppandosi nell'erba.

Lui, cadendo sulla terra,
disse: "Muoio sulla terra",
lei gli cadde sopra e ne morì,
originando lì per lì
l'allegra aiuola dell'amore.

In quel mentre due bifolchi,
ivi intenti a tracciar solchi,
videro l'evento - Guarda, un evento! -
e dissero: "Portento!" - Portento! -
Queste spoglie sovrapposte
sono un monito celeste.
Presto, grandi feste - Presto, feste! -
per celebrare il concime
che rese i campì coltivabìli!".

E la morale di questa storia
è che la merda
non è così brutta come la si dipinge.





 SPUMA DA 100 

Vi ricordate gli adolescenti a colloquio in compagnia dei quali avevamo iniziato l'ascolto del disco? Be'... pare siano entusiasti!
Per la cronaca, in sottofondo c'è un po' di Modugno... così, tocco di classe.



"Che schifo!"
"Ma cos'è 'sta roba?"
"Ma cos'è?"
"È Elio e le Storie Tese. Un grosso..."
"E chi se li incula?"
"Elio e le St... a me piacciono! Ho speso 7500 e me li ascolto!"
"Ma vai a fanculo te e le storie appese!"
"Te li ascolti a casa tua e non rompi le palle!"
"Andiamo a farci una spuma da 100!"
"Ma va a cagare va, andiamo!"
"Ma non capisci un cazzo!"
"Eh, son belle quelle che ascoltate voi!"
"Sì, è bello il tuo culo, vai, vai!"
"Prendi il pacco va'!"
"Ma andate a cagare..."
"Ma vaffanculo!"





 JOHN HOLMES (shidzu version) 

Questa traccia, che compare solo nell'edizione cd, ha una storia un po' particolare.
Un bel giorno MC Costa, cervello elettronico di Elio e le Storie Tese, si stava sentendo la base di John Holmes; lo stesso giorno il fonico di allora, Maurizio Camagna, aveva portato con sé un cd di teatro giapponese.
Uno ha premuto play, l'altro ha premuto rec, e così... è nata la Shidzu Version! :D
Come faccio a sapere tutte queste cose?
Semplice: anch'io leggo le interviste delle Fave Romane!

Nemmeno Maurizio Camagna, interpellato, ha saputo darci indicazioni su quel frammento di Giappone.
Qualche anno più tardi, ho scoperto che quella traccia faceva parte della colonna sonora di Blade Runner.
Solo dopo altri lunghi anni di ricerche, però, siamo arrivati alla soluzione: la cantante è Ayako Handa ed il brano si intitola Ogi no Mato ("The Folding Fan as a Target") (tnx QiQQo).
Finché non la levano, potete ascoltarla a questo indirizzo.



(testo giapponese)





 Ang Ang Ang 

Un bel gioco dura poco, e sono i fratelli dello Sri Lanka a darci l'addio... ovviamente a modo loro.
Ritroveremo queste bizzarre frasi nel brano "La vendetta del fantasma formaggino", dell'album Italyan Rum Casusu Cikti (tnx Simone).



Ang ang ang storie nang Filippin...
nang ang angen...
I've forgotten the troubled story...
Sì sì, finito.
Compra 7 copie di questo disco e spediscile a 7 amici.
Se così farai, entro sette giorni avrai una grande sorpresa, ricchezza e fortuna.
Se non lo farai tremende disgrazie ti colpiranno.
Non spedire soldi, non è superstizione.
Non ridere di questa catena. Non interromperla.
Essa è cominciata nel 1978 a Calcutta e ha già fatto il giro del mondo due volte.
Felipe B. di Copacabana ha preso sottogamba questo disco e dopo tre giorni è morto.
Mu F. di Zagabria invece ha comprato 7 copie, le ha spedite e adesso fa parte di un celebre complesso.
Se vi vengono in mente particolari da aggiungere, cose simpatiche e cervellotiche da scrivere su questo disco, o anche se avete trovato degli errori... segnalatelo nel Buko!
Ed anche la pheega se ne accorgerà.

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