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    • Questo forum è stato realizzato da Marok basandosi sul progetto open-source Vanilla 1.1.5a, realizzato da Lussumo. Su Internet trovate la Documentazione e la Comunità di Nerd che ci stanno dietro. A breve, rilascerò il codice sorgente di questo forum... giusto il tempo di rileggere con calma le minkiate che ho scritto! :)

Vanilla 1.1.5a is a product of Lussumo. More Information: Documentation, Community Support.

    •  
      CommentAuthorALE
    • CommentTime28/11/2010, 12:01
      8 punti
    Posted By: Propoli «Caprio Espiatorio»

    menaje
    •  
      CommentAuthorMarok
    • CommentTime28/11/2010, 15:56
      4 punti
    Posted By: PropoliVorrei spezzare la proverbiale lancia a favore di questo uso particolare della preposizione "a" reggente un complemento oggetto. Essendo assai diffuso nel Meridione, io non lo considererei tanto un errore, quanto una variante locale del neo-standard.
    Oltretutto ho appena scoperto che la compianta Monica Berretta aveva dedicato un articolo [intitolato «E a me chi mi consola?»] [...] Insomma, dire "voglio spaventare a mio fratello" non è più sbagliato di un "ma cosa ne sai te?"

    NØ.

    Dire "a me spaventa l'ignoranza" equivale a "mi spaventa l'ignoranza" ed è ASSOLUTAMENTE CORRETTO.
    Dire "a me l'ignoranza mi consola" non è il massimo della raffinatezza stilistica, un po' come "ma cosa ne sai te dell'ignoranza?", però siamo ancora ad un livello accettabile, seppure in un contesto informale.

    Dire "l'ignoranza spaventa A mio fratello" oppure "Va' a spaventare A tua sorella!" invece è una forma orribile, palesemente errata, non diffusa solo al sud ma OVUNQUE, e fa parte della più genuina espressività tarra, come l'uso fuori posto di "minchia", "troppo" e "cioè".

    È qualcosa che si può usare per riprodurre un dialogo tra tamarri, alla stregua di espressioni come "tabacchino", per dire "tabaccaio", "crescere" per dire "avanzare / avere in sovrappiù", o "imparare" per dire "insegnare".
    Sono espressioni diffuse a livello nazionale, non inquadrabili nel regionalismo o nel dialetto (se non in senso etimologico).
    Di sicuro non possono essere accettate in un contesto formale... ma anche in quello informale denotano comunque, in maniera inequivocabile, il parlante come tarro.

    I modi e le forme che esprimono l'idea di un contesto ben preciso non andrebbero usate altrove a sproposito... pena l'impoverimento di loro stesse, prima che della lingua italiana (o di ciò che ne fa le veci).
    •  
      CommentAuthorEminenza
    • CommentTime28/11/2010, 18:00 modiFICAto
      1 punto
    e la cosa non si limita a questo. La lingua che parliamo è la stessa che usiamo per pensare. Un linguaggio scorretto, elementare, povero di vocaboli e ricco di luoghi comuni condiziona in modo drammatico il pensiero.
    A tal proposito ho visto un interessante piccolo libro.
    _
  1.   1 punto
    Posted By: lelevez
    Cambio argomento.
    Si scrive "al che" o "alché"? :|


    alchermes
    •  
      CommentAuthorArj Ranpa
    • CommentTime28/11/2010, 19:57
      1 punto
    Posted By: valecalimero Posted By: lelevez
    Cambio argomento.
    Si scrive "al che" o "alché"? :|


    alchermes

    +1 all'alchermes (anche da solo col ghiaccio, senza metterlo su un dolce)
    •  
      CommentAuthorPropoli
    • CommentTime28/11/2010, 20:24 modiFICAto
      5 punti
    Posted By: Marok NØ.

    Dire "a me spaventa l'ignoranza" equivale a "mi spaventa l'ignoranza" ed è ASSOLUTAMENTE CORRETTO.

    È come se me l'avessi chiesto apertamente, allora SIGLA:

    Paraparappa pappapara paraparappappàaa
    ===L'Angolo della Grammatica Italiana del Professor Propoli===
    conduce in studio: il Professor Propoli

    [cercherò d'essere il più breve possibile per venire incontro a chi fatica a leggere interventi lunghi]

    Di certo la frase "mi spaventa l'ignoranza" è grammaticalmente ineccepibile, ma tu saprai anche che il pronome atono "mi" ha due funzioni: come pronome del complemento oggetto e come pron. del compl. di termine ("Laura MI ha detto che MI ama", ossia "Laura ha detto A ME che ama ME"); questa corrispondenza vale anche per altre persone ("Laura TI ha detto che TI ama?"; "Anche a noi Laura CI ha detto che CI ama"; "Vuoi vedere che quella troia di Laura VI ha detto pure a voi che VI ama!"), ma non per la terza e la sesta persona ("Laura GLI ha detto che LO ama")

    In questo caso il verbo spaventare regge il complemento oggetto (ossia si può domandare "Chi/che cosa è spaventato?"), ma non il compl. di termine.
    Proviamo a trasformare la frase in terza persona: "a me spaventa l'ignoranza" => "A LUI spaventa l'ignoranza"... suona strano... proseguiamo: "GLI spaventa l'ignoranza"....eeeh no, abbiam proprio toppato: la frase corretta è "LO spaventa l'ignoranza", al che concludiamo che "A ME spaventa l'ignoranza" è formalmente scorretta.
    •  
      CommentAuthorManovella
    • CommentTime29/11/2010, 18:53
      4 punti
    uh cmq mi piace la prima regola del buko!! si si
    "prima regola del buko: mai correggere Manovella!
    seconda regola del buko: mai correggere manovella!"

    si si si
    •  
      CommentAuthorMarok
    • CommentTime29/11/2010, 20:02
      0 punti
    Posted By: PropoliProviamo a trasformare la frase in terza persona: "a me spaventa l'ignoranza" => "A LUI spaventa l'ignoranza" ... suona strano... proseguiamo: "GLI spaventa l'ignoranza"....eeeh no , abbiam proprio toppato: la frase corretta è "LO spaventa l'ignoranza", al che concludiamo che "A ME spaventa l'ignoranza" è formalmente scorretta .

    Ci stavo ripensando oggi... in quella frase, "a me" non lo sento come un semplice complemento di termine.

    In "Mi spaventa l'ignoranza", l'accento è sull'ignoranza: sarebbe lei, probabilmente, il soggetto di un'eventuale seconda parte della frase.
    Nell'altra versione che sulle prime avevo reputato identica, cioè "A me spaventa l'ignoranza", sento un accento fortemente spostato verso il "me": m'aspetterei un'eventuale continuazione in prima persona.

    Insomma, "a me spaventa" lo tradurrei più o meno con "per quanto riguarda me, mi spaventa".
    Dunque, è verosimile che sia qualcosa di non "inquadrato" nell'italiano GrammarNaziApproved.

    PS: Per non dimenticare Capitan Ovvio, è probabile che siano paranoie mie! :)
    •  
      CommentAuthorPropoli
    • CommentTime29/11/2010, 22:39
      1 punto
    Posted By: Marok
    Posted By: Propoli Proviamo a trasformare la frase in terza persona: "a me spaventa l'ignoranza" => "A LUI spaventa l'ignoranza" ... suona strano... proseguiamo: "GLI spaventa l'ignoranza"....eeeh no , abbiam proprio toppato: la frase corretta è "LO spaventa l'ignoranza", al che concludiamo che "A ME spaventa l'ignoranza" è formalmente scorretta .

    Ci stavo ripensando oggi... in quella frase, "a me" non lo sento come un semplice complemento di termine.

    In "Mi spaventa l'ignoranza", l'accento è sull'ignoranza: sarebbe lei, probabilmente, il soggetto di un'eventuale seconda parte della frase.
    Nell'altra versione che sulle prime avevo reputato identica, cioè "A me spaventa l'ignoranza", sento un accento fortemente spostato verso il "me": m'aspetterei un'eventuale continuazione in prima persona.

    Insomma, "a me spaventa" lo tradurrei più o meno con "per quanto riguarda me, mi spaventa".
    Dunque, è verosimile che sia qualcosa di non "inquadrato" nell'italiano GrammarNaziApproved.

    PS: Per non dimenticare Capitan Ovvio, è probabile che siano paranoie mie! :)


    È come se me l'avessi chiesto di nuovo, quindi SIGLA:

    Paraparappa pappapara paraparappappàaa
    ===L'Angolo della Grammatica Italiana del Professor Propoli===
    conduce in studio: il Professor Propoli

    [M'atterrò alla difficile scelta di non dilungarmi, al limite sottolineo le parti importanti in grassetto per venire incontro anche agli allergici alle divagazioni]


    Non son paranoie, perché la differenza tra l'uso del pronome in forma atona o tonica c'è e si sente!
    Prendo l'esempio direttamente dalla Grammatica del Serianni (NSD NSD SC SC):
    Pronome atono: «Laura TI ama»
    Pronome tonico: «Laura ama TE»
    È lampante all'orecchio di tutti che mentre la prima è una semplice constatazione, la seconda ha valore esclusivo, è un po' come dire: «Ama TE e nessun altro, mica me o chiunque altro, ma te!»; è più forte, appunto, è TONICO!
    (È un po' come quando si dice: «questa giacca è MIA» e «questa giacca è LA MIA»)

    per ciò che concerne il tuo dubbio circa il valore che può assumere il pronome in «A me spaventa l'ignoranza» ("per quanto riguarda me, mi spaventa l'ignoranza"), non posso che confermare che possa essere così... cioè, non trovo conferma nella grammatica sull'uso di "a+pronome" per formare una proposizione limitativa, ma è plausibilissimo: si rimarca ulteriormente il valore esclusivo del pronome tonico.
    Questo si riaggancia anche alla questione accennata poco sopra: il Sabatini fa notare che in frasi come «A me non me la fai» o «A me di questa faccenda nessuno mi aveva detto nulla» questo "a me" equivale ad un "per quanto riguarda me" e
    rappresenta il tema, sul quale si svolge poi il discorso o rema

    Si pensi anche a frasi come:
    «Chi vi ha dato quei pass di Alan Magnetti?» «A me me l'ha dato Marok del sito marokpuntoorg perché ho le tette.», la funzione limitativa è ancora più evidente!
    Lo stesso varrà in:
    «Ma passi sempre le vacanze in montagna?» «È che a me mi piace un sacco sciare.»
    Magari sono espressioni da evitare in un registro scritto controllato, ma che nel parlato sono invece ben giustificate e meritano la dignità toltagli dalle maestrine indottrinate.
    •  
      CommentAuthorEminenza
    • CommentTime29/11/2010, 23:33
      3 punti
    "Mi scuso per la lunghezza della mia lettera, ma non ho avuto il tempo di scriverne una più breve".
    Blaise Pascal, 1656, Lettres Provinciales.

    Vive la différence!
    •  
      CommentAuthorSibilla
    • CommentTime02/12/2010, 16:28
      0 punti
    Lingua italiana..

    differenza tra cominciare e incominciare??
    e di conseguenza, tra ricominciare e rincominciare?
    •  
      CommentAuthorsae
    • CommentTime02/12/2010, 16:30
      2 punti
    Rincominciare sicuramente non esiste!
    (...credo, perchè ormai ogni mia certezza vacilla... lascio la parola al Prof. Propoli...)
    •  
      CommentAuthorLavinia
    • CommentTime02/12/2010, 19:05
      1 punto
    Posted By: Sibilla Lingua italiana..

    differenza tra co minciare e inco minciare??
    e di conseguenza, tra rico minciare e rinco minciare?

    Se conoscessi il Latino non faresti di queste domande...!
    •  
      CommentAuthorSibilla
    • CommentTime02/12/2010, 19:07
      0 punti
    Posted By: Lavinia
    Posted By: Sibilla Lingua italiana..

    differenza tra co minciare e inco minciare??
    e di conseguenza, tra rico minciare e rinco minciare?

    Se conoscessi il Latino non faresti di queste domande...!

    evidentemente non lo conosco abbastanza bene ERGO illuminami please!
    •  
      CommentAuthorQiQQo
    • CommentTime02/12/2010, 21:19
      0 punti
    Posted By: Sibilla
    Posted By: Lavinia
    Posted By: Sibilla Lingua italiana..

    differenza tra co minciare e inco minciare??
    e di conseguenza, tra rico minciare e rinco minciare?

    Se conoscessi il Latino non faresti di queste domande...!

    evidentemente non lo conosco abbastanza bene ERGO illuminami please!


    da goooogle:

    Compulsando il dizionario etimologico Pianigiani mi sono accorto che in
    fondo "cominciare" è solo una variante di "iniziare" (cum-iniziare), verbo
    derivato da "inizio", che a sua volta è derivato dal verbo "ire" (cum + in +
    itus) o dal sostantivo "itio, -onis" (l'andata).
    In definitiva, dicendo "incominciare" è come se si dicesse
    "in-com-in-andare".

    Sono strani questi italiani...
    •  
      CommentAuthornxurt
    • CommentTime03/12/2010, 17:21
      2 punti
    Le busta paghe, le buste paga o le buste paghe?
    No, è perché per un po' non ne vedrò, ahimè.
    Io propenderei per la seconda ipotesi (cit.), ché mi suona meglio.
    Non vorrei farmi trovare impreparato.
    •  
      CommentAuthorMarok
    • CommentTime03/12/2010, 20:08
      3 punti
    Posted By: nxurtLe busta paghe, le buste paga o le buste paghe?
    No, è perché per un po' non ne vedrò, ahimè.

    Non lo so, però con la busta paga dei capistazione, delle caporedattrici e delle caporeparto si possono comprare capolavori, casseforti e pomodori.
    •  
      CommentAuthorvalecalimero
    • CommentTime03/12/2010, 20:36 modiFICAto
      5 punti
    Posted By: nxurt Le busta paghe, le buste paga o le buste paghe?
    No, è perché per un po' non ne vedrò, ahimè.
    Io propenderei per la seconda ipotesi (cit.), ché mi suona meglio.
    Non vorrei farmi trovare impreparato.

    le buste paga ( ho lavorato da un commercialista)

    Dj Boosta
  2.   2 punti
    il mediavideo ieri, occhi ai errori:

    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime05/12/2010, 18:55 modiFICAto
      0 punti
    Posted By: costiquelkecosti il mediavideo ieri, occhi ai errori:


    -1 perché non ce l'ho più, il teletext. :(
    •  
      CommentAuthormanila
    • CommentTime05/12/2010, 19:35
      0 punti
    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime05/12/2010, 19:38
      0 punti
    Posted By: manila per i momenti di astinenza :
    http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/index.jsp

    Lo so, lo so, ma a sto punto guardo Ansa.it... Io lo voglio SULLA TV! :(
    •  
      CommentAuthormanila
    • CommentTime05/12/2010, 20:05
      0 punti
    Posted By: lelevez
    Posted By: manila per i momenti di astinenza :
    http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/index.jsp

    Lo so, lo so, ma a sto punto guardo Ansa.it... Io lo voglio SULLA TV! :(

    Io ce l'ho-o! Io ce l'ho-o! :-p
    •  
      CommentAuthorRombo
    • CommentTime05/12/2010, 20:14
      0 punti
    Posted By: lelevez
    Posted By: manila per i momenti di astinenza :
    http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/index.jsp

    Lo so, lo so, ma a sto punto guardo Ansa.it... Io lo voglio SULLA TV! :(


    ma cosa vuol dire che non ce l'hai più? Digitale fankulo?
    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime05/12/2010, 20:21
      0 punti
    Posted By: Merillo
    Posted By: lelevez
    Posted By: manila per i momenti di astinenza :
    http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/index.jsp

    Lo so, lo so, ma a sto punto guardo Ansa.it... Io lo voglio SULLA TV! :(


    ma cosa vuol dire che non ce l'hai più? Digitale fankulo?

    No, il decoder dell'IPTV di Telecom Italia non prevede il Teletext. Sinceramente me ne faccio una ragione, tra avere Sky gratis per i prossimi sei mesi (più qualche promozione durante l'anno, di certo non pago per avere nessuna pay tv) e avere il televideo preferisco la prima opzione.
    •  
      CommentAuthorRombo
    • CommentTime05/12/2010, 21:37
      1 punto
    ah ok..è vero l'avevo letto di là...

    comunque molto lol il televideo su internet...funziona dimmerda come nella vita normale in tv.
    •  
      CommentAuthorLavinia
    • CommentTime18/12/2010, 18:45
      1 punto
    Qui a Paderno c'è un negozio di scarpe che sta chiudendo. Da circa tre settimane ha esposto un cartello che parla di magnifici sconti e che si conclude con un "APROFITANE!". Quando l'ho visto la prima volta ho avuto un misto tra ridolino compulsivo e voglia di rotolarmi in mezzo alla strada in attesa di una macchina che mi investisse. Poi c'ho pensato e sono giunta alla conclusione che forse chi aveva scritto il cartello aveva calcolato male lo spazio e che l'unico modo per far entrare tutta la parola fosse togliere le doppie.
    Poco fa stavo tornando dalla biblioteca, in preda ad un mal di testa da moto insurrezionale piemontese del 1831, e ho visto un nuovo cartello al posto di quello succitato. La scritta "APROFITANE!" c'è ancora, quindi no, non era per scarsità di spazio che han tolto le doppie.
    •  
      CommentAuthorferilli
    • CommentTime01/02/2011, 17:32
      0 punti
    Frase: "ti piacerebbe avere un fratellino o una sorellina più piccol. di te?".
    Sostituireste il punto con "i" o con "a"?
    La seienne ha scritto "piccoli" e la maestra ha corretto con "piccolA", secondo voi é corretto?

    Poi, a domanda "perché?" non sarebbe meglio rispondere "perché bla bla bla..."?
    No, perché la scolara ha scritto alcune risposte senza anteporre il "perché" (esempio: d."Piero é felice?", r. "si", d. "perché", r. "può giocare") e la maestra non gliele ha corrette.

    Illuminatemi, grazie!
    •  
      CommentAuthorRombo
    • CommentTime01/02/2011, 17:59
      0 punti
    Posted By: ferilli Frase: "ti piacerebbe avere un fratellino o una sorellina più piccol. di te?".
    Sostituireste il punto con "i" o con "a"?
    La seienne ha scritto "piccoli" e la maestra ha corretto con "piccolA", secondo voi é corretto?


    A suo tempo imparai che m+m=m (cubo e denti sono gialli), f+f=f (le rose e primule sono rosse), m+f=m (dadi e primule sono rossi) dunque: ....
    umh...qui entrano in gioco le disgiunzioni inclusive/esclusive quindi mi tiro fuori...anche perché penso che la parte cancellata valga solo con congiunzioni.

    Parola ai più esperti
    •  
      CommentAuthorMarok
    • CommentTime01/02/2011, 19:01
      1 punto
    Posted By: ferilliFrase: "ti piacerebbe avere un fratellino o una sorellina più piccol. di te?".
    Sostituireste il punto con "i" o con "a"?
    La seienne ha scritto "piccoli" e la maestra ha corretto con "piccolA", secondo voi é corretto?

    Le due frasi vogliono dire due cose diverse.
    1) Ti piacerebbe avere {un fratellino} oppure {una sorellina più piccola di te}
    2) Ti piacerebbe avere {un fratellino oppure una sorellina} più piccoli di te

    Nella 2) il fratellino è più piccolo di te. Nella 1) anche no.

    Posted By: ferilli Poi, a domanda "perché?" non sarebbe meglio rispondere "perché bla bla bla..."?
    No, perché la scolara ha scritto alcune risposte senza anteporre il "perché" (esempio: d."Piero é felice?", r. "si", d. "perché", r. "può giocare") e la maestra non gliele ha corrette.

    L'obbligo di anteporre il "perché" mi sembra inutile pedanteria.
    •  
      CommentAuthorChoolaudia
    • CommentTime01/02/2011, 19:27
      0 punti
    Posted By: Marok
    Posted By: ferilli Poi, a domanda "perché?" non sarebbe meglio rispondere "perché bla bla bla..."?
    No, perché la scolara ha scritto alcune risposte senza anteporre il "perché" (esempio: d."Piero é felice?", r. "si", d. "perché", r. "può giocare") e la maestra non gliele ha corrette.

    L'obbligo di anteporre il "perché" mi sembra inutile pedanteria.

    Però suona meglio.
    •  
      CommentAuthorferilli
    • CommentTime01/02/2011, 20:10
      2 punti
    In inglese "why?" "because..."
    in francese "pourquoi?" "parce-que..."
    ci sará un motivo, non mi pare pedanteria.
    Ma la prova inconfutabile sta nella storica canzone di Jannacci (vengo anch'io, no, tu no, ma perché? Perché no).

    Quanto alla frase del fratellino o sorellina, secondo me cià rraggione mia figlia, il "piccoli" suona meglio in quanto si riferisce allo stato di entrambi.
    Attendo parere G.N. o Prof. Propoli.
    •  
      CommentAuthorQiQQo
    • CommentTime01/02/2011, 20:54
      5 punti
    siccome non so se ci sarò, ho programmato vcast per seguire questa nuova puntata de "l'angolo del prof. propoli"
    •  
      CommentAuthorLavinia
    • CommentTime01/02/2011, 21:03 modiFICAto
      1 punto
    Posted By: ferilli In inglese "why?" "because..."
    in francese "pourquoi?" "parce-que..."

    In Tedesco si tende ad ometterlo ("Warum?") e se qualcuno lo inseriva all'inizio della risposta significava una sola cosa: era italiano.
    :D
    Però, da quel che mi ricordo, mi pare che inserirlo comunque non era errore. Io, in ogni caso, evitavo di farlo. Ho inoltre l'impressione che il "perché" inserito ad inizio risposta sia anche inteso come un rafforzativo. Se nella canzone Jannacci avesse detto "ma perché? No" avrebbe perso parecchio mordente!
    QiQQo, poi mi passi il tuo podcast?
    •  
      CommentAuthorPropoli
    • CommentTime01/02/2011, 21:27 modiFICAto
      3 punti
    Posted By: ferilli In inglese "why?" "because..."
    in francese "pourquoi?" "parce-que..."
    ci sará un motivo, non mi pare pedanteria.
    Ma la prova inconfutabile sta nella storica canzone di Jannacci (vengo anch'io, no, tu no, ma perché? Perché no).

    Quanto alla frase del fratellino o sorellina, secondo me cià rraggione mia figlia, il "piccoli" suona meglio in quanto si riferisce allo stato di entrambi.
    Attendo parere G.N. o Prof. Propoli.


    Perdonate il ritardo nel rispondere.
    ModiFICA: dimenticavo la sigla, so che ci siete affezionati!
    Paraparappa pappapara paraparappappàaa
    ===L'Angolo della Grammatica Italiana del Professor Propoli===
    conduce in studio: il Professor Propoli

    Ci tengo a precisare ancora una volta la mia totale contrarietà alla grammatica insegnata dalle maestre delle elementari, che potranno esser brava e gentili e preparate, ma colle regole grammaticali fanno errori sia omettendole, sia creandole, sia dando loro maggior peso di quanto meritino.
    Quindi, Ferilli cara, t'autorizzo a dare i miei contatti alla summenzionata maestra qualora avesse qualcosa da ridire circa la spiegazione che tosto ti darò.
    Come vedete non mi trattengo dall'essere pedante, ma per sicurezza metto l'avviso:
    Avviso di Pedanteria Continua.

    La regola dell'accordo dell'aggettivo riferito a più nomi di genere diverso è un po' particolare, ossia è buona norma mettere il genere maschile (o pseudo-neutro) come ha fatto la Ferillina:
    «Ti piacerebbe avere un fratellino o una sorellina più piccoli di te?»

    Parliamo invece della scelta di quella scellerata maestrina di Scuola Primaria—ossia concordare l'aggettivo con l'ultimo nome della serie. La possibilità è ovviamente contemplata dalle grammatiche, ma:
    1) l'aggettivo va sempre e comunque al plurale!
    2) qualora l'ultimo elemento fosse femminile può applicarsi SOLO quando questo è PLURALE e INANIMATO, il che non s'addice PER NIENTE a "sorella"

    Dunque:
    La bottiglia e il bicchiere nuovi GIUSTO!
    Il bicchiere e la bottiglia nuovi GIUSTO!
    Il bicchiere e la bottiglia nuova SBAGLIATO!
    Il bicchiere e la bottiglia nuove SBAGLIATO!
    Gli operai e le segretarie nuove SBAGLIATO!

    Il bicchiere e le bottiglie nuove GIUSTO!
    Ma, come sottolineato dal Dottor Marocco, in questo caso può sorgere il dubbio che solo le bottiglie siano nuove e non anche i bicchieri.
    Quindi la Ferillina ha assolutamente ragione e la sua maestrina andrebbe inculata con falli insabbiati.
    •  
      CommentAuthorSibilla
    • CommentTime01/02/2011, 21:40
      0 punti
    Posted By: Propoli
    Posted By: ferilli Frase: "ti piacerebbe avere un fratellino o una sorellina più piccol. di te?".
    Sostituireste il punto con "i" o con "a"?
    La seienne ha scritto "piccoli" e la maestra ha corretto con "piccolA", secondo voi é corretto?


    Perdonate il ritardo nel rispondere.
    La regola dell'accordo dell'aggettivo riferito a più nomi di genere diverso è un po' particolare, ossia è buona norma mettere il genere maschile (o pseudo-neutro) come ha fatto la Ferillina:
    « Ti piacerebbe avere un fratellino o una sorellina più piccol i di te? »

    Parliamo invece della scelta di quella scellerata maestrina di Scuola Primaria—ossia concordare l'aggettivo con l'ultimo nome della serie. La possibilità è ovviamente contemplata dalle grammatiche, ma:
    1) l'aggettivo va sempre e comunque al plurale!
    2) qualora l'ultimo elemento fosse femminile può applicarsi SOLO quando questo è PLURALE e INANIMATO, il che non s'addice PER NIENTE a " sorella "

    Dunque:
    La bottiglia e il bicchiere nuov i GIUSTO!
    Il bicchiere e la bottiglia nuov i GIUSTO!
    Il bicchiere e la bottiglia nuov a SBAGLIATO!
    Il bicchiere e la bottiglia nuov e SBAGLIATO!
    Gli operai e le segretarie nuov e SBAGLIATO!
    Il bicchiere e le bottiglie nuov e GIUSTO!


    Mi si perdoni l'intervento..


    Caro Pròf.,

    sin qui, almeno, io ci sono: tutto chiaro e già noto; ma mi sorge spontaneo un dubbio sulla frase ' ti piacerebbe avere un fratellino o una sorellina più piccol.?'. La conguinzione o e la frase interrogativa si affrontano allo stesso modo di come si affrontano la e e la frase affermativa?
    •  
      CommentAuthorferilli
    • CommentTime01/02/2011, 22:03
      0 punti
    Propoli caro, ti sei scordato di erudirci sul "perché "...
    •  
      CommentAuthorPropoli
    • CommentTime01/02/2011, 22:09
      0 punti
    Posted By: Sibilla Mi si perdoni l'intervento..

    Caro Pròf.,

    sin qui, almeno, io ci sono: tutto chiaro e già noto; ma mi sorge spontaneo un dubbio sulla frase ' ti piacerebbe avere un fratellino o una sorellina più piccol.? '. La conguinzione o e la frase interrogativa si affrontano allo stesso modo di come si affrontano la e e la frase affermativa?


    Be', sì, perché no?

    A proposito, per la serie "Risposte a rate"... La questione del perché:
    Personalmente penso che si risolva solo con regole del buon stile; rispondere senza premettere il "perché" può essere un calco del parlato, quindi giustificatissimo in una seienne che di letteratura sa pochissimo.

    Riguardo a Jannacci: e no sostituiscono un'intera frase (infatti NO è diverso da NON): "Hai sonno? No, ho fame." = "Hai sonno? Non ho sonno, ho fame.", così "Ma perché? Perché no!" = "Ma perché? Perché non puoi/voglio!", poiché la congiunzione "perché" non è sintatticamente parte della frase, ma appunto una congiunzione della causale; lo stesso vale per altre proposizioni e congiunzioni, ad es. "Non so se andare a Prato oppure no" = "non andarci".
    •  
      CommentAuthormanila
    • CommentTime02/02/2011, 00:10
      1 punto
    Posted By: Propoli regole del buon stile;


    ...per i posteri!
  3.   0 punti
    Posted By: Lavinia
    Posted By: ferilli In inglese "why?" "because..."
    in francese "pourquoi?" "parce-que..."

    In Tedesco si tende ad ometterlo ("Warum?") e se qualcuno lo inseriva all'inizio della risposta significava una sola cosa: era italiano.
    :D

    Scusa, Lavinia, ma che io sappia in tedesco è "Warum?" "Weil..."
    •  
      CommentAuthorLavinia
    • CommentTime02/02/2011, 00:45
      0 punti
    Posted By: Governatòra
    Posted By: Lavinia
    Posted By: ferilli In inglese "why?" "because..."
    in francese "pourquoi?" "parce-que..."

    In Tedesco si tende ad ometterlo ("Warum?") e se qualcuno lo inseriva all'inizio della risposta significava una sola cosa: era italiano.
    :D

    Scusa, Lavinia, ma che io sappia in tedesco è "Warum?" "Weil..."

    Sì, però a me hanno sempre detto di evitare di iniziare una frase con weil ed effettivamente, sia in terre teutoniche che in terre partenopee riconosciute come Goethe-Institut, ho notato che poche volte veniva usato come "incipit". Poi non saccio.
    :|
  4.   0 punti
    Allora forse sono così tanto più grande di te che finché l'ho studiato io insistevano per farlo mettere (anzi, GUAI se non lo mettevi... ahaha )...
    •  
      CommentAuthorLavinia
    • CommentTime02/02/2011, 10:54
      0 punti
    Posted By: Governatòra Allora forse sono così tanto più grande di te che finché l'ho studiato io insistevano per farlo mettere (anzi, GUAI se non lo mettevi... ahaha )...

    Cacchio, mi hai fatto tornare in mente che quando sono entrata al liceo avevamo nell'aula di Tedesco un poster con una fantomatica riforma sulla lingua che era in atto in Germania. Poi non ho più saputo niente, chissà se c'entra qualcosa. Appena mi capiterà di risentir parlare Tedesco ci farò caso, comunque.
    •  
      CommentAuthorManovella
    • CommentTime02/02/2011, 11:17 modiFICAto
      1 punto
    Posted By: Lavinia
    Posted By: Governatòra Allora forse sono così tanto più grande di te che finché l'ho studiato io insistevano per farlo mettere (anzi, GUAI se non lo mettevi... ahaha )...

    Cacchio, mi hai fatto tornare in mente che quando sono entrata al liceo avevamo nell'aula di Tedesco un poster con una fantomatica riforma sulla lingua che era in atto in Germania. Poi non ho più saputo niente, chissà se c'entra qualcosa. Appena mi capiterà di risentir parlare Tedesco ci farò caso, comunque.


    si si la riforma c'è stata, non ricordo di preciso cosa, ma il prof del corso che ho ha fatto,ci ha edtto ceh c'era stata una riforma della lingua e ha parlato di cambi nell'ortografia di parole con la doppiaesse: invece della scharfes si usano le due esse.
    Aveva detto anche altro, non lo ricordo!
    Quindi,forse, era incluso sto fatto del Weil a inizio frase. boh.
    •  
      CommentAuthorPropoli
    • CommentTime02/02/2011, 13:05 modiFICAto
      0 punti
    Posted By: Manovella
    Posted By: Lavinia
    Posted By: Governatòra Allora forse sono così tanto più grande di te che finché l'ho studiato io insistevano per farlo mettere (anzi, GUAI se non lo mettevi... ahaha )...

    Cacchio, mi hai fatto tornare in mente che quando sono entrata al liceo avevamo nell'aula di Tedesco un poster con una fantomatica riforma sulla lingua che era in atto in Germania. Poi non ho più saputo niente, chissà se c'entra qualcosa. Appena mi capiterà di risentir parlare Tedesco ci farò caso, comunque.

    si si la riforma c'è stata, non ricordo di preciso cosa, ma il prof del corso che ho ha fatto,ci ha edtto ceh c'era stata una riforma della lingua e ha parlato di cambi nell'ortografia di parole con la doppiaesse: invece della scharfes si usano le due esse.
    Aveva detto anche altro, non lo ricordo!
    Quindi,forse, era incluso sto fatto del Weil a inizio frase. boh.


    Come accennato da Manov, si tratta d'una riforma puramente ortografica, quindi non riguarda la grammatica.
    È un po' come se in Italia un giorno decidessero che "sé stessi" si scrive con l'accento, "d'accordo" con l'apostrofo e "sogniamo" con la i mentre adesso le diverse grafie son comunque accettate.
    D'altronde anche in italiano ci sono regole che nessuno segue più, tipo il dittongo mobile, e che hanno fatto sì che s'accettassero anche pronunce diverse dalla norma.
    •  
      CommentAuthorLavinia
    • CommentTime08/02/2011, 16:00 modiFICAto
      0 punti
    Ho una domanda per il Dottor Propoli (questo ormai è l'angolo giusto visto che Grammar Nazi ultimamente interviene pochissimo) che mi è venuta mentre stavo mangiando una chiacchiera.
    Volevo sapere perché, secondo lui, molta gente, soprattutto dal centro Italia a salire, trova una differenza affermando ferocemente che la "chiacchiera" sia la frittella che si mangia sotto Carnevale e la "chiacchera" sia invece il parlare e tutti i vari sinonimi annessi e connessi. E soprattutto: quanto mi fa incazzare la gente che dice che chiacchiera è sbagliato e chiacchera è giusto?
    •  
      CommentAuthorflanella
    • CommentTime08/02/2011, 16:57
      12 punti
    secondo me, chiacchera senza i non esiste.
  5.   1 punto
    Ma infatti, che gente frequenti?
    •  
      CommentAuthorLavinia
    • CommentTime08/02/2011, 20:38 modiFICAto
      0 punti
    Posted By: quetzalcoatl Ma infatti, che gente frequenti?

    No, non è gente che frequento, fortunatamente!
    :D
    È che l'ho sentito spesso, anche in discorsi di altre persone completamente sconosciute (tipo conversazioni ascoltate sui mezzi, in Università, o semplicemente lette in giro). E qualcuno, purtroppo in tanti, crede in questa differenza a cui ho accennato su!

    (Eccomunque anche io, fino all'anno scorso, ignoravo l'esistenza della variante "chiacchera"!)
    •  
      CommentAuthorPropoli
    • CommentTime08/02/2011, 21:13
      2 punti
    Lavinia è un'attenta osservatrice, in effetti l'errore di grafia e pronunzia che trasforma chiacchiera in chiacchera è diffusissimo e registrato già dal settecento; mi è del tutto nuova invece la giustificazione che dica che uno si riferisca al dolce (detto anche bugia o frappa) e l'altro a ciarle e cicalecci vari.
    Ora, spiegare il perché della diffusione d'una pronunzia e ortografia piuttosto che un'altra è un po' complicato e credo davvero di non poterti rispondere. Comunque cercherò d'informarmi a riguardo, frattanto sei autorizzata a picchiare chiunque sbagli grafia.
 

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