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    • Questo forum è stato realizzato da Marok basandosi sul progetto open-source Vanilla 1.1.5a, realizzato da Lussumo. Su Internet trovate la Documentazione e la Comunità di Nerd che ci stanno dietro. A breve, rilascerò il codice sorgente di questo forum... giusto il tempo di rileggere con calma le minkiate che ho scritto! :)

Vanilla 1.1.5a is a product of Lussumo. More Information: Documentation, Community Support.

    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime20/03/2014, 20:50 modiFICAto
      2 punti
    Posted By: Forz

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      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime22/03/2014, 19:50
      2 punti
    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime30/03/2014, 19:43
      4 punti
    •  
      CommentAuthorForz
    • CommentTime02/04/2014, 17:21
      8 punti
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      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime20/08/2014, 18:27
      4 punti
    •  
      CommentAuthorForz
    • CommentTime26/09/2014, 16:03
      6 punti
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      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime26/09/2014, 18:48
      1 punto
    Posted By: Forz

    È un account fake, purtroppo
    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime13/10/2014, 12:44
      8 punti
    @diodeglizilla
    Sono sempre stato così. Da bimbo non riuscivo a cantare con gli altri perché dicevo "Il coccodrillo come fa, non c'è nessuno che lo sappia".
    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime10/02/2015, 14:57
      2 punti
    Terzo post su Incollamelo o qui? Qui, l'ultimo è dell'anno scorso.

    Hommage à Maonevlla:

    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime12/04/2015, 11:57
      1 punto
    •  
      CommentAuthorMarok
    • CommentTime11/06/2015, 15:29
      1 punto
    Illustre Grammar Nazi,
    credo che Lei converrà con me che l'italiano "informale", quello che noi parliamo tutti i giorni, è stato in gran parte "influenzato" dalla televisione.

    Alcuni maligni suggerirebbero che, dal fascismo in poi, l'italiano "parlato" sia proprio stato inventato di sana pianta, nel tentativo (vano) di aggiungere alla lingua "artificiale" quell'espressività che i nostri nonni potevano trovare solo nella propria lingua madre, il millenario dialetto.
    Non saprei dire se questo è vero: le mie conoscenze sono troppo limitate, rispetto a quelle di un accademico come senz'altro è Lei.

    A tal proposito, però, mi piacerebbe sentire la Sua opinione su un'abitudine che tutti i media (televisione, carta stampata, Internet) stanno cercando di inculcare nella popolazione: l'abbandono dell'articolo di fronte a tutti i nomi che si scrivono con la lettera maiuscola, anche quando non appartengono a persone o località.

    Ce ne siamo accorti un po' tutti, credo:
    "L’infermiere sardo contagiato da Ebola in Sierra Leone"
    "Vicepresidente ai tempi del regime di Hussein, considerato la mente di ISIS in Iraq."


    Che cosa ne pensa?
    Non le ricorda un po' vacca su muro?

    Grazie.
  1.   2 punti
    Posted By: MarokIllustre Grammar Nazi,
    [...]
    Grazie.


    Stimato Dottore,

    è doveroso premettere che la questione dell'italiano stardard resta quantomai aperta: molti autori hanno tentato una definizione ed altri ne hanno addirittura negata l'esistenza. Ciò lo si può motivare sia per la estrema giovinezza dell'italiano come lingua comune degli italiani, sia ad una netta differenza tra la lingua scritta ed il parlato (sebbene si sia registrando un avvicinamento tra le due parti e c'è chi parla di ristandardizzazione) (sì, il termine fa schifo, abbiamo già provveduto a rapire i figli dell'autore). Insomma, cos'è una lingua standard? è legata al prestigio? all'uso? alla diffusione? alla mutua comprensione? Immagino che ve ne freghi poco o nulla, quindi passiamo oltre.

    [potreste casomai leggervi qualche libro di storia della lingua italiana del Migliorini o del De Mauro o i Saggi del Lepschy o l'Introduzione alla fonetica del Canepari (Einaudi, 1979) o L’italiano dell’uso medio del Sabatini]

    È vero (e ne troviamo esempi proprio nel summenzionato testo del Migliorini e soprattutto del De Mauro (Storia linguistica dell'Italia Unita) che la principale fonte di un "modello" linguistico dell'italiano negli ultimi sessant'anni è stata la televisione, la quale inizialmente prevedeva un elevato livello di pianificazione (quindi di controllo), ma che col tempo ha cominciato ad accogliere anche le altre innumerevoli realtà linguistiche italiane (e meno male!); questo però non significa che l'italiano parlato sia stato inventato, come dice lei, per aggiungere espressività al dialetto.
    Possiamo trovare le radici dell'italiano parlato già nella lingua franca che fin dal quattrocento era nota a mercanti, marinai e dotti della penisola e tale "prestigio" ha portato alla compilazione di dizionari e grammatiche del volgare fiorentino (caso quasi unico, tenuto conto del medesimo lavoro fatto col veneziano). Nell'Italia postunitaria questa lingua franca diviene la lingua delle scuole e delle istituzioni d'un regno il cui parlamento discute in francese: le lingue locali resteranno le lingue principali per qualunque ambito della vita, fatta esclusione della burocrazia, della carta stampata e dell'esercito. Quest'ultimo, la leva obbligatoria e le guerre hanno contribuito a loro modo ad un ulteriore diffusione dell'italiano anche tra le classi sociali che non avevano avuto accesso agli studi elementari, ma solo nel secondo dopoguerra si avrà l'esplosione di una lingua italiana viva e presente in tutti i momenti della vita. Non si tratta quindi di un'invenzione, bensì d'un'evoluzione, la quale risente infatti di tutte le influenze locali e sociali dei parlanti: l'italiano dell'uso medio di Roma non sarà lo stesso di Torino né di quello di Maddaloni, questo perché va tenuto conto delle stratificazioni delle precedenti parlate locali.

    Riguardo al brutto vizio di parlare di Ebola, di Isis, di Expo eccetera, purtroppo il mio parere è che si tratti del solito brutto vizio giornalistico di copiare lo stile anglosassone.
    Tale abitudine, in quanto si distanzia dalla norma senza un giustificato motivo, è bollata come boiata.

    Cordialmente sua,

    Grammar Nazi
    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime16/02/2016, 13:57
      4 punti
    •  
      CommentAuthorQiQQo
    • CommentTime18/02/2016, 00:05
      1 punto
    Posted By: Grammar Nazi
    Posted By: Marok Illustre Grammar Nazi,
    [...]
    Grazie.


    Riguardo al brutto vizio di parlare di Ebola, di Isis, di Expo eccetera, purtroppo il mio parere è che si tratti del solito brutto vizio giornalistico di copiare lo stile anglosassone.
    Tale abitudine, in quanto si distanzia dalla norma senza un giustificato motivo, è bollata come boiata.

    Cordialmente sua,

    Grammar Nazi


    Non è che invece stiamo assistendo ad un'evoluzione dell'ellissi? Infatti penso che i titoli riportati dal dottore li potremmo trovare anche così:

    "L'infermiere sardo contagiato da Ebola in Sierra Leone"
    "Vicepresidente ai tempi del regime di Hussein, considerato la mente di ISIS in Iraq."

    Quindi in sostanza si tratta di eliminare parti del discorso considerate superflue per diminuire il numero di parole e dare enfasi al messaggio (o, tipograficamente parlando, per poter aumentare il corpo del testo al massimo senza alterare troppo la crenatura).
    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime27/05/2016, 08:09
      3 punti
    •  
      CommentAuthorPropoli
    • CommentTime09/06/2016, 16:55
      3 punti
    Amici del Buco, ma soprattutto amiche del Buco,

    scelgo il degno filone nazigrammatico per rendervi partecipi d'un mio progetto: come forse alcuni di voi ricorderanno, qualche anno fa ebbi la malaugurata idea di tornare a studiare in università. Be', l'idea si è rivelata non così inutile ora che determinerà il mio futuro lavorativo (nonché il mio affitto, la mia dieta eccetera).

    Ora, per la mia tesi sto portando avanti un'interessante ricerca sulle strategie didattiche dei docenti di lingue e per completarla ho bisogno dell'aiuto di tutti voi per DIFFONDERE il questionario.

    Se avete amici o conoscenti che insegnano lingue (qualunque lingua presso qualunque struttura pubblica o privata o solo per delle ripetizioni o per dei corsi online, qualunque), vi chiedo di INOLTRARE questo indirizzo e di chiedergli di compilare il questionario online.
    http://www.survio.com/survey/d/L9M4K1D7L4H1D7O9Z

    Il questionario è totalmente anonimo, le domande sono quasi tutte a risposta chiusa e richiede circa 30 minuti per essere completato.

    Spero che riusciate ad aiutarmi e che convinciate i vostri amici a dedicarmi questo tempo. Il contenuto del questionario potrebbe anche rivelarsi utile per la loro didattica!

    Vi ringrazio sin d'ora per l'aiuto che potrete fornirmi.
    Ovviamente, siccome son sotto tesi, non passerò molto spesso per il Buco (né questo né altri analogici), quindi per qualunque dubbio, curiosità o qualunque segnalazione riguardante
    il questionario, potete contattarmi via mail all'indirizzo:
    1. Forma un trio con Aldo e Giovanni.2. Celebre modello di Fiat degli anni '90 disegnato da Giugiaro.3. La Mariagrazia protagonista del film 4. Animale alla base dell'elicicoltura.5. Celebre servizio di posta elettronica fornito da Google.6. Il dominio internet più diffuso.
    •  
      CommentAuthorGrumo
    • CommentTime09/06/2016, 20:59
      1 punto
    Posted By: Propoli4. Animale alla base dell'elicicoltura.

    Uhm... ho capito solo che Uollano non c'entra. :-P
    •  
      CommentAuthorMarok
    • CommentTime14/07/2016, 12:14
      0 punti
    Illustrissima Grammar Nazi,
    quello che Le sottopongo oggi è un quesito di natura prettamente etimologica.

    La parola che andremo ad esaminare oggi è NAJA.

    Spieghiamo, per le numerose minorenni che leggono marok.org, che il significato della parola è "servizio militare obbligatorio".
    Qualora le suddette minorenni non abbiano capito un cazzo, aggiungiamo che, dal 1861 fino ad epoca ultrarecente (la prima leva interamente graziata è quella dell'85 del 1985, credo), tutti i giovani maaaaski, superati i 18 anni, venivano condannati ad un anno di reclusione in una o più caserme, poi ridotto a 10 mesi.
    Scappatoia temporanea, il rinvio per studi (2 esami l'anno all'università).
    Scappatoia definitiva, farsi riformare dimostrando di essere handicappati (certiFICAto medico alla mano e previa controperizia dell'ospedale militare) o rifiutare la divisa (con un buon avvocato, non si andava in galera, ma si pagavano circa 6 milioni) ed in entrambi i casi si rimaneva marchiati ed era un ostacolo ai concorsi pubblici.
    Scappatoia parziale, il servizio civile (non sempre era concesso ed oscillava tra Paradiso e Inferno, a seconda della raccomandazione, e comunque era regolato da norme simili agli arresti domiciliari... e anche questo lasciava il segno, impedendo l'accesso ad alcuni concorsi pubblici).

    E adesso veniamo alla nostra domanda: io ho sempre creduto che "NAJA" derivasse da TENAJA, cioè TENAGLIA, quella che per un anno vincolava il giovane uomo alla caserma.
    Oggi, invece, ho trovato un articolo sull'archivio storico del Corriere, datato 5/9/1999:

    La naia? Anche l'etimologia e' "negativa"

    I dizionari registrano "naia" e anche "naja". Nelle "Scarpe al sole" (1921), Paolo Monelli scrive che gli alpini "avevano incominciato ad ostiare e a bestemmiare la naja": lo stesso Monelli e' autore di "Naja parla" (1957). Carlo Emilio Gadda, in "Accoppiamenti giudiziosi" (1963), conferma con "Porca la naja!", ma nel Piero Jahier di "Con me e con gli alpini" (1919) si trova: "La naia si e' fatta viva a stilar l' atto di morte". Se "naia" riconduce soprattutto al gergo della Prima guerra mondiale come sinonimo di "servizio militare, esercito", dal punto di vista dell' etimologia la parola e' piu' antica e ha fatto molto discutere, ferma restando la sua origine veneta. Sono state scartate alcune vecchie spiegazioni da "(te)naia" (la tenaglia che tiene stretto il soldato) o da "(ca)naia", con allusione sulla quale e' impossibile equivocare. Il linguista Manlio Cortelazzo sostiene che "ora e' generalmente accettata l' identita' col veneto "naia", razza, genia (nella fattispecie dei superiori che opprimono l' alpino), significato sviluppatosi da quello di "natali, stirpe" (dal latino "natalia")". La sfumatura negativa del passaggio da "razza" a "genia" come "gentaglia", non ha bisogno di spiegazioni. Al di la' dell' etimologia, piace ricordare una definizione di Paolo Monelli: "Naja e' un vocabolo che compendia per il soldato alpino quello che e' la sua mitologia, il destino oscuro della sua vita di guerra e di pace".

    Cara Grammar Nazi, Lei cosa ne pensa?
    Ha delle informazioni aggiuntive sull'etimologia?
    •  
      CommentAuthor[u]
    • CommentTime14/07/2016, 12:50
      5 punti
    Figo, io invece a "naia" ho sempre associato la parola "mannaia".
    E comunque è la storià di uno.
    •  
      CommentAuthorQiQQo
    • CommentTime16/07/2016, 00:22
      3 punti
    comunque in realtà la prima leva graziata ufficialmente era quella del 1986.

    me lo ricordo bene perché io, ovviamente, sono del 1985.
    •  
      CommentAuthorHuber
    • CommentTime05/08/2016, 15:30
      1 punto
    In quest'articolo c'è qualche cosa che non mi torna. Forse il caro grammar nazi mi potrà aiutare.

    http://milano.corriere.it/foto-gallery/cronaca/15_maggio_31/bovisa-fedez-siffredi-corsa-mutande-014a7236-079b-11e5-811d-00d7b670a5d4.shtml

    Copio-incollo io testo caso mai la pagina venisse a scomparire.

    Il rapper Fedez in mutande con l’ex porno attore Rocco Siffredi: i due, sabato, sono stati visti, e subito immortalati, dagli abitanti nel quartiere Bovisa. Il trio era impegnato nelle riprese del video del rapper «Non c’è due senza trash», che ironizza sulla tv e sulla conduttrice del programma «Pomeriggio 5» Barbara D’Urso (foto dal profilo Facebook di Rocco Siffredi)
    •  
      CommentAuthorsae
    • CommentTime05/08/2016, 16:21
      0 punti
    Posted By: HuberIn quest'articolo c'è qualche cosa che non mi torna. Forse il caro grammar nazi mi potrà aiutare.

    http://milano.corriere.it/foto-gallery/cronaca/15_maggio_31/bovisa-fedez-siffredi-corsa-mutande-014a7236-079b-11e5-811d-00d7b670a5d4.shtml

    Copio-incollo io testo caso mai la pagina venisse a scomparire.

    Il rapper Fedez in mutande con l’ex porno attore Rocco Siffredi: i due, sabato, sono stati visti, e subito immortalati, dagli abitanti nel quartiere Bovisa. Il trio era impegnato nelle riprese del video del rapper «Non c’è due senza trash», che ironizza sulla tv e sulla conduttrice del programma «Pomeriggio 5» Barbara D’Urso (foto dal profilo Facebook di Rocco Siffredi)


    Punteggiatura a cazzo?
    •  
      CommentAuthorGiuliA
    • CommentTime05/08/2016, 16:42
      2 punti
    "Il trio"?
    Ma non credo sia un errore.
    •  
      CommentAuthornxurt
    • CommentTime05/08/2016, 16:52 modiFICAto
      0 punti
    Posted By: GiuliA"Il trio"?
    Ma non credo sia un errore.

    M'anfatti, forse "l'arte" di Rocco è considerata entità a sé stante, ma non c'entra la grammatica
    •  
      CommentAuthorMarok
    • CommentTime19/09/2016, 12:54
      4 punti
    Narra un'antica leggenda che, talvolta, una costruzione grammaticale formalmente corretta possa nascondere qualche insidia. Però io non ci credo.

    "Ne uccide più la penna?"

    Addio a Ciampi, Mattarella e Napolitano alla camera ardente al senato

    (tnx Francy6814)
    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime22/09/2016, 11:07
      0 punti
    •  
      CommentAuthorChoolaudia
    • CommentTime16/12/2016, 10:22
      0 punti
    Leggendo un articolo sul sito de La Stampa mi sono imbattuta in questa frase:

    Se queste riterranno falsa una notizia, il post sarà segnalato come controverso e accompagnato da un articolo che spiega il perché. Va senza dire che il tutto funzionerà prima e meglio in lingua inglese, mentre con ogni probabilità ci vorrà più tempo perché il meccanismo riesca ad avere un impatto significativo sulla diffusione di notizie false in altre lingue, come l’italiano.

    Mi sembra chiaro che il "va senza dire" è un francesismo, da ça va sans dire. Però in italiano non ha assolutamente senso, o comunque in 35 anni di vita nel Nord Italia (quindi in una regione vicina alla Francia, per lo meno come influenze dialettali) non l'ho mai sentito.

    Per mantenere lo stesso senso del ça va sans dire francese, che espressione avreste usato voi?
    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime16/12/2016, 11:21
      1 punto
    Tipo "assolutamente sì", dai.


    Posted By: ChoolaudiaPer mantenere lo stesso senso del ça va sans dire francese, che espressione avreste usato voi?

    Inutile dire che il tutto funzionerà ecc. ecc.
    •  
      CommentAuthorChoolaudia
    • CommentTime16/12/2016, 11:45
      1 punto
    Posted By: lelev*
    Posted By: Choolaudia Per mantenere lo stesso senso del ça va sans dire francese, che espressione avreste usato voi?

    Inutile dire che il tutto funzionerà ecc. ecc.

    Troppo semplice... non ci sarei mai arrivata... :)
    •  
      CommentAuthorGiuliA
    • CommentTime16/12/2016, 11:53 modiFICAto
      0 punti
    In un contesto informale, "neanche a dirlo" dopo la frase: Il tutto funzionerà, neanche a dirlo! (per tenermi vicina anche alla traduzione letterale!)
    In un contesto meno informale, sempre dopo la frase "certamente", "senza dubbio" :)
    •  
      CommentAuthorMarok
    • CommentTime16/12/2016, 12:28
      3 punti
    Posted By: Choolaudia"va senza dire che..."

    Per mantenersi il più letterali possibile:
    • Va da sé che...
    • Inutile dire che...
    • Francia fankulo. Quindi...
    •  
      CommentAuthorMonica
    • CommentTime17/12/2016, 02:38
      1 punto
    Illustre Grammar Nazi,
    vorrei conoscere la sua opinione - e quella degli altri utenti del Buko - sull'introduzione nel nostro linguaggio di vocaboli appositi per indicare al femminile quelle professioni che in passato erano tipicamente appannaggio degli uomini (ad esempio "ministra" o "avvocatessa"). Io penso che essa sia piuttosto giusta, ma anche un po' bruttina...
    •  
      CommentAuthorGiuliA
    • CommentTime17/12/2016, 06:54
      1 punto
    Posted By: MonicaIllustre Grammar Nazi,
    vorrei conoscere la sua opinione - e quella degli altri utenti del Buko - sull'introduzione nel nostro linguaggio di vocaboli appositi per indicare al femminile quelle professioni che in passato erano tipicamente appannaggio degli uomini (ad esempio "ministra" o "avvocatessa"). Io penso che essa sia piuttosto giusta, ma anche un po' bruttina...



    Non sono illustre tanto quanto Grammar Nazi, ma ho sostenuto un esame in cui si insisteva molto sul sessismo linguistico.
    Secondo i linguisti sarebbe corretto introdurre termini femminili, tra l'altro facendo attenzione ai morfemi che marcano il genere, perché alcuni sono considerati offensivi.
    Infatti sarebbero da evitare (e da sostituire, perché molti già esistono!) i sostantivi in "-essa", preferendo quelli in "-a" (professora, avvocata).
    Questa rivoluzione linguistica andrebbe fatta perché, ovviamente, una cosa esiste quando ha un nome, quindi, tra l'altro, per farla brevissima, per dare a maschietti e femminucce uguale possibilità di sognare di arrivare a un certo livello nel ramo lavorativo.
    Addirittura c'è chi propone di utilizzare al plurale il verbo coniugato al genere più numeroso/all'ultimo nome pronunciato quindi, per esempio:
    Un tavolo e dieci sedie sono statE spostatE.
    Luca e Anna sono uscitE.

    Personalmente credo che la lingua, essendo legata a regole del tutto convenzionali, è questione di abitudine. Mi suona malissimo professora, tra trent'anni invece sarà d'uso comune e mi suonerà malissimo professoressa, magari!
    Sono dell'idea che sì, è vero, una cosa esiste solo se ha un nome, quindi ben vengano i sostantivi al femminile!
    •  
      CommentAuthormanila
    • CommentTime17/12/2016, 08:06
      3 punti
    Posted By: MonicaIllustre Grammar Nazi,
    vorrei conoscere la sua opinione - e quella degli altri utenti del Buko - sull'introduzione nel nostro linguaggio di vocaboli appositi per indicare al femminile quelle professioni che in passato erano tipicamente appannaggio degli uomini (ad esempio "ministra" o "avvocatessa"). Io penso che essa sia piuttosto giusta, ma anche un po' bruttina...


    A me fa, scusate l'eleganza, vomitare. Detesto la cacofonia (mi rifiuto e mi rifiuterò sempre di dire "gli pneumatici") e trovo molto più gradevole, quando proprio indispensabile, la versione in "-essa" rispetto a quella in "-a". Non condivido la posizione per cui una cosa esiste solo se ha un suo nome, io esisto anche se la mia professione non ha originariamente una declinazione femminile. Ma soprattutto, non trovo fondato il presupposto per cui vada attribuita una caratterizzazione sessuale al fatto che in Italiano un termine termini (ah ah) in -a o in -o, quando questo non è sempre vero, peraltro i soli generi femminile e maschile cominciano ad essere insufficienti per definire la complessità del mondo attuale, dunque mi piacerebbe conoscere l'opinione di Grammar, e degli altri utenti del buko, sulla seguente questione:
    Conducente femmina di aerei = piloto o pilotesso?
    •  
      CommentAuthorRombo
    • CommentTime17/12/2016, 10:22 modiFICAto
      3 punti
    Non c'entra un granché tuttavia qualche giorno fa parlando della questione con amici, per estremizzare un po' i l tutto sono uscite frasi tipo "L'altro giorno al cantiere ho visto l'architetta litigare con il geometro"
    •  
      CommentAuthorGrumo
    • CommentTime17/12/2016, 12:49 modiFICAto
      2 punti
    Posted By: GiuliASecondo i linguisti sarebbe corretto introdurre termini femminili, tra l'altro facendo attenzione ai morfemi che marcano il genere, perché alcuni sono considerati offensivi.
    Infatti sarebbero da evitare (e da sostituire, perché molti già esistono!) i sostantivi in "-essa", preferendo quelli in "-a" (professora, avvocata).

    Che -essa possa essere linguisticamente "sbagliato", o improprio, o quello che volete, se ne può discutere, io non sono un linguista e non posso esprimermi in materia.

    Ma perché dovrebbe essere addirittura offensivo?
    •  
      CommentAuthorlelev*
    • CommentTime17/12/2016, 13:45
      2 punti
    Posted By: GiuliAQuesta rivoluzione linguistica andrebbe fatta perché, ovviamente, una cosa esiste quando ha un nome

    Questo è un punto importante, soprattutto quando si sposta l'argomento su orientamenti sessuali o identità di genere. Se usate correttamente, le etichette servono a fare chiarezza, agli altri ma soprattutto a se stessi. Ahimè se usate male finiscono però per deridere o addirittura ghettizzare (o autoghettizarsi).
    •  
      CommentAuthorMarok
    • CommentTime17/12/2016, 15:12
      0 punti
    Posted By: Grumo
    Posted By: GiuliA Secondo i linguisti sarebbe corretto introdurre termini femminili, tra l'altro facendo attenzione ai morfemi che marcano il genere, perché alcuni sono considerati offensivi.
    Infatti sarebbero da evitare (e da sostituire, perché molti già esistono!) i sostantivi in "-essa", preferendo quelli in "-a" (professora, avvocata).

    Che -essa possa essere linguisticamente "sbagliato", o improprio, o quello che volete, se ne può discutere, io non sono un linguista e non posso esprimermi in materia.

    Ma perché dovrebbe essere addirittura offensivo?

    "GiudiCEEEEEEEEEESSA!" (cit)
    •  
      CommentAuthorGrumo
    • CommentTime17/12/2016, 23:52
      1 punto
    Posted By: Marok "GiudiCEEEEEEEEEESSA!" (cit)

    Ma CEEEESSA per alcune non deve essere offensivo... è solo la DURA REALTA! :-D
    •  
      CommentAuthormanila
    • CommentTime18/12/2016, 04:37
      1 punto
    Posted By: Grumo
    Posted By: Marok "GiudiCEEEEEEEEEESSA!" (cit)

    Ma CEEEESSA per alcune non deve essere offensivo... è solo la DURA REALTA!:-D

    Potrebbe essere addirittura un complimento!
    •  
      CommentAuthorMarok
    • CommentTime19/12/2016, 17:37
      2 punti
    Posted By: manila
    Posted By: Grumo
    Posted By: Marok "GiudiCEEEEEEEEEESSA!" (cit)

    Ma CEEEESSA per alcune non deve essere offensivo... è solo la DURA REALTA!:-D

    Potrebbe essere addirittura un complimento!

    Be', una volta si diceva: "Quella ragazza è un CESSO!".
    Il fatto che adesso si dica "CESSA" dovrebbe essere un segno di rispetto.

    Comunque, ci sono siti tipo Women News in cui, con la massima naturalezza, dicono "La SOPRANA".
    Sono cose che fanno pensare.
    Chi viene al funerale di Grammar Nazi? Devo distribuire gli inviti...
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      CommentAuthorferilli
    • CommentTime19/12/2016, 19:54
      1 punto
    "Si tratta di un evento unico, che vedrà insieme la soprana Amarilli Nizza, la soprana Maria Luigia Borsi, la soprana Annalisa Raspagliosi, la soprana Marta Mari, la soprana Silvia Tortolani, la soprana Raffaella Milanesi, la mezzosoprana Giovanna Lanza, la mezzosoprana Renata Lamanda, il tenore Fabio Armiliato, il tenore Marco Frusoni, il baritono Nicola Alaimo, il baritono Giovanni Meoni, il basso Mirco Palazzi, il Duo Baldo, la pianista Sabrina Troise, il pianista Oscar Lobete, il pianista Sergio La Stella."

    É perché non, a questo punto, il pianistO Oscar Lobete, il pianistO Sergio La Stella????
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      CommentAuthormanila
    • CommentTime19/12/2016, 20:09
      0 punti
    Posted By: ferilli"Si tratta di un evento unico, che vedrà insieme la soprana Amarilli Nizza, la soprana Maria Luigia Borsi, la soprana Annalisa Raspagliosi, la soprana Marta Mari, la soprana Silvia Tortolani, la soprana Raffaella Milanesi, la mezzosoprana Giovanna Lanza, la mezzosoprana Renata Lamanda, il tenore Fabio Armiliato, il tenore Marco Frusoni, il baritono Nicola Alaimo, il baritono Giovanni Meoni, il basso Mirco Palazzi, il Duo Baldo, la pianista Sabrina Troise, il pianista Oscar Lobete, il pianista Sergio La Stella."

    É perché non, a questo punto, il pianistO Oscar Lobete, il pianistO Sergio La Stella????

    E non LA Duo Baldo???
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      CommentAuthorPropoli
    • CommentTime05/01/2017, 15:40 modiFICAto
      8 punti
    Come in molte questione linguistiche, questa è molto "politica", quindi non conviene interpellare Grammar Nazi.

    Grumo si chiede: Ma perché dovrebbe essere addirittura offensivo?

    In effetti quest'aspetto offensivo non è più percepito nella lingua attuale, ma risale a parecchio tempo fa, in cui le donne facevano soprattutto le mogli, talvolta le madri, meno spesso le streghe o le monache: a quel tempo il suffisso in -essa nei mestieri non indicava la versione femminile, bensì solo la moglie del tizio che fa quel mestiere: l'ostessa, la duchessa, la baronessa, la leonessa, la dottoressa, l'avvocatessa, erano i nomi delle mogli osti, dei duchi, dei baroni, dei leoni, dei dottori, degli avvocati; non a caso esiste ed è ben diffuso il termine avvocataOrsù dunque, avvocata nostra, rivolgi..»).
    Dove sta l'offesa? stava nel fatto che il termine è andato ad indicare "una donna che s'atteggia a far un mestiere che non le compete":
    un'avvocatessa poteva essere una donna che metteva il becco in una disputa credendo di poter dire la sua su come dirimere una disputa. Una dottoressa era una donna saccente. Una studentessa era una ragazza che pensava di poter imparare chissacché dai libri (studentessa è proprio la quintessenza dell'offensivo, in quanto in nessun altro caso di nomi derivanti da participio presente esiste qualcosa di simile: la cantante, la latitante, la dilettante, l'insegnante, la negoziante, la docente, la dirigente eccetera).
    In parte, questo senso ironico o di scherno è percepibile ancora adesso: se dicessero d'una donna «Lei fa la filosofessa" penso che non fatichereste a comprendere una chiara la presa in giro.

    Idem per presidente/presidentessa, dove per lungo tempo il secondo termine ha indicato solo la moglie del presidente.
    Infatti lo stato attuale deriva soprattutto dai moti femminili, che volevano evitare l'uso del suffisso in -essa lasciando spazio a veri e propri mostri, come l'avvocato Marina Scarfò, il dirigente scolastico Maria Rita Paglioni, il ministro Carla Bonocore e così via: robe spaventose... oltretutto se pensiamo a Ministro come un termine che ha medesima origine di Maestro, sembra ridicolo discutere dell'uso della parola Ministra, quando Maestra è di uso comunissimo.
    La questione riguarda la nostra percezione: a sentir dire "la Presidente della Camera Irene Pivetti" non si fa quasi caso a quell'articolo, mentre invece in "all'uscita del tribunale, l'avvocata Marina Scarfò ha dichiarato...", oggigiorno quella declinazione in -a richiama più attenzione che il fatto che questa donna probabilmente sta tenendo un qualche processo, ha studiato giurisprudenza o chissà che altro.
    In questo modo, forse in modo paradossale, l'uso della forma al maschile invariata è diventata la norma in quanto il maschile è percepito come "normale" e quindi neutro:
    "all'uscita del tribunale, l'avvocato Marina Scarfò ha dichiarato..." ci fa concentrare di più sulle dichiarazioni.

    Come si deve fare? si deve imporre l'uso d'una forma o dell'altra ai giornali, televisioni, radio? be' in alcuni paesi lo fanno... certo, in alcuni paesi le accademie linguistiche godono anche d'un certo prestigio che in Italia è stato spazzato colla seconda guerra mondiale.
    In vero negli anni '70 è stato prodotto una specie di prontuario per evitare sessismi nella lingua... non ha avuto alcun successo.

    L'affascinante Manila domanda: Conducente femmina di aerei = piloto o pilotesso?

    In questo caso si parte da un nome maschile in -a e si tratta quasi sempre di termini derivanti da tradizione dotta, per cui è normale che il maschile e il femminile restino invariati: il pilota, la pilota; il collega, la collega; poi tutti i nomi con suffissi che al maschile terminano in -a: l'artista, la camionista, la pediatra, la suicida...
    Ciò non toglie che col tempo si siano affermati termini come poetessa.

    Il Dottor Marok sottolinea: Comunque, ci sono siti tipo Women News in cui, con la massima naturalezza, dicono " La SOPRANA " .

    Ecco, quello di soprano è un caso a parte, considerando che un tempo eran bambini o castrati... oggi poter dire la soprana sarebbe anche una necessità, ma alla fine il nome rimane quello che è ci si limita a trattar la parola come femminile (es. "la bravissima soprano austriaca") per quanto anche questo lo si possa considerare un "errore"
    Sempre Marok ci sbocca un bel: "GiudiCEEEEEEEEEESSA!" (cit)
    Ecco, questo è un caso tipo insegnante o studente: non c'è nulla di brutto nel sentir dire la giudice, quando è normale dire la preside (e poi la consorte, la nipote, l'erede... poi esiste ed è diffuso il brutto vigilessa, ma tanto quelle stanno sulle balle a tutti.

    Infine, GiuliA dice: Personalmente credo che la lingua, essendo legata a regole del tutto convenzionali, è questione di abitudine. Mi suona malissimo professora, tra trent'anni invece sarà d'uso comune e mi suonerà malissimo professoressa , magari!

    Fondamentalmente, funziona proprio così.
    A me professora non fa né caldo né freddo, perché in spagnolo si usa formare così le parole che in italiano terminano in -tore o -sore, mentre in italiano abbiamo tanti casi, tante eccezioni e spesso facciamo fatica a formare parole in -trice e si preferisce il più popolano -tora/sora.
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      CommentAuthorFrash
    • CommentTime07/01/2017, 02:21 modiFICAto
      4 punti
    Posted By: manilaNon condivido la posizione per cui una cosa esiste solo se ha un suo nome

    Non a caso noi nerd abbiamo tutti contratti da METALMECCANICI!

    (Scusa per il -1 è solo che, in breve, questi nuovi modi di dire spacciati da stampa e tv mi fanno rabbrividire come il gesso sulla lavagna. Inoltre -- come peraltro dice Propoli all'inizio del suo ottimo post -- questa faccenda mi sa più di politica che di linguistica. Però di una politica brutta che tende a far credere che il rispetto portato per vie grammaticali ad un genere sia dovuto quasi più del rispetto efettivo. Si tende a perdersi in facezie di forma, per non dire "cazzate", mentre nel frattempo abbiamo un gruppo ben nutrito di rappresentanti di genere femminile in politica che sono più una vergogna che un vanto).

    EDIT: mi si è anche rotto il tasto backspace mentre scrivevo questo testo!
 

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