MENU:

Marok.org > Elio > Biografia | Recensioni | Midi | Video ed mp3 | Disegni | Foto | Links | Discografia | Dizionario | Ghiotti scambi

LOADING...
Sei in: Home >Elio >Recensioni > Percfest 2002 > Cap 3




Saturday Night Strage - Sabato 29 giugno 2002
UNA VALIDA ALTERNATIVA A UN POMERIGGIO INTELLIGENTE
Aperti gli occhi al mondo, il Favone ed io notammo che qualcosa in mezzo a noi era cambiato: il colorito di GrumoGrumo, dal consueto pallore post-decesso, aveva improvvisamente virato verso il magenta.
In altre parole: l'amico era interamente ricoperto da ustioni di terzo grado.

"Grumo, ma non è che per caso ti sei un po' scottato ieri al sole?"
"Eh... è normale, è la prima volta che vado al mare..."


Solo di fronte al primo incontro/scontro con lo specchio, Grumo concluse: "Ma sì, oggi noleggio un ombrellone!"

Fu un'idea molto saggia, soprattutto perché il paonazzo compare anticipò tutti i soldi e noi ci potemmo svaccare sulle sdraio alla facciazza porca sua. In mezzo a un mare di pheega.

Rimanemmo in quella posizione più o meno un'oretta, dopo aver annullato tutta la pheega nei primi cinque minuti.
Dopo una breve immersione corredata da racconti di sborra, di mare e di spermatozoi che lo rincorrevano, Grumo continuum il Favone ci disse che tutto ciò gli aveva messo fame, che noi eravamo stronzi perché non venivamo a mangiare il pesce, che eravamo teste di cazzo perché stavamo in spiaggia, quindi ci mandò affanculo e se ne andò imprecando e bestemmiando.

Lo rivedemmo solo nel tardo pomeriggio, fisso di fronte al batterista di turno, con la fedele Desperados, che, più che una birra, sembrava quasi una didascalia. Qualche secondo di insulti e convenevoli per poi dirci che era tardi e bisognava andare in piazza a prendere i posti.
Questa volta la curiosità ci spinse a seguirlo.

Nonostante fossero appena le sei, constatammo come il calcolo del tempo non fosse sbagliato: nel tragitto tra il Mayflower e piazza Marconi la velocità media fu di circa un metro all'ora, visto che ogni persona che incontravamo aveva MILLE ANNI di vita da raccontarci... e noi dovevamo ascoltarli. Tutti.
Certe volte rimpiango di non essere sordo.

Le uniche forme di vita che quel giorno non avevamo ancora incontrato erano le Fave Romane, peccato.
Avrei anche potuto chiamarle al telefono, certo, solo che purtroppo era sopraggiunto un inconveniente insormontabile: non avevo voglia.

Comunque, una volta emersi dalla baia delle cazzate, affondammo le nostre scomposte membra negli stessi posti diversamente figati della sera precedente, sperando che, almeno da lì, non ci esiliasse nessuno.
Ci rassicurammo presto: anche volendo, la deportazione sarebbe stata impossibile. Intorno a noi, il selciato era formato da un impenetrabile groviglio di corpi orrendamente accatastati ed incastrati gli uni negli altri, tanto che era impossibile capire quali e quanti arti appartenessero ad ogni individuo. Sarebbe bastata la presenza di un monco o di un organismo con tre braccia per mandare l'intero censimento a puttane.
Se sopra le nostre teste fosse passata una ferrovia e una superstrada, la regione Liguria ci avrebbe chiamati "città".
LA FINALE DEL CONCORSO PERCFEST
Fu proprio in questo scenario che si svolse la finale del PercFest e, sul palco, fece la sua comparsa un bizzarro personaggio dalle sopracciglia folte e pelose.

"ELIOOOOOOOOOOOH!!!" urlò il Favone.

Il cantante si guardò intorno stupito.

"Ma... ma... anche qua???" mormorò terrorizzato.

Era la conferma: dopo la dipartita di Ivan Piombino, anche per lui eravamo l'incubo peggiore.

Visto che il Favone non poteva salire sul palco a rendere omaggio al suo idolo, ci pensarono i suoi amici nonché concittadini nonché vincitori della semifinale della sera precedente, alias il "Beccaro e Ruggero" duo, ora in lizza per il primo posto.
L'esibizione fu spettacolare, ma anche stasera l'apparecchio che usavano per distorcere e ripetere la voce non mancò di mandarli affankulo: nel matrimonio con la tecnologia, i Biellesi facevano a gara con la pheega.

Riccardo Ruggeri Andrea Beccaro Beccaro-Ruggeri duo


Venne quindi il turno dei loro agguerriti e lievemente intimoriti I trombati del Percfestavversari, che nessuno invidiava.

"Secondo voi vincerete?" chiese Elione.
"Questa è una bella domanda, grazie per avermelo chiesto!"

Solo per questa citazione, avrebbero meritato il primo posto: lascio decidere a voi di cosa.

Anche a livello musicale, comunque, ci diedero parecchio dentro, ma gli amici del Favone avevano veramente sputato fuori l'inverosimile; e i "quattro dell'Ave Maria", alias Elio, Christian Meyer, Gilson Silveira ed Ellade Bandini, li incoronarono vincitori ufficiali del Concorso PercFest.

"Vaffanculo, ora avranno la macchina piena di premi e non mi portano più a casa!" commentò il Favone Grassone, che già pregustava le sue sei ore di treno al ritorno.

Le sorprese però non erano finite. Era in arrivo il gruppo successivo, ovvero gli "Aires Tango".
Il loro leader supremo, Xavier Girotto e le armi contundentiXavier Girotto, era un sassofonista e clarinettista fuori di testa, nel senso fisico della parola, perché sembrava che gli dovesse scoppiare il cervello ogni volta che faceva un assolo.
L'impressione era che rischiasse circa tre o quattro infarti al secondo.
Stima per difetto.

Anche il bassista, Marco Siniscalco, era assolutamente un mostro: passava scenograficamente inosservato, rispetto al frontman, ma faceva dei numeri da paura.

Il più sovraumano, però era il mitico batterista, Michele RabbiaMichele Rabbia, che rendeva musicali tutti gli elementi della natura conosciuti, più qualcuno non ancora scoperto dai più.
Ma tutto in nome dell'amore.
Ed è questo che conta, in fondo.

"Sapete, è bello essere argentini! - esordì il cantante - Abbiamo perso il mondiale fin dal primo giorno, abbiamo provato a pubblicare cinque dischi, i primi quattro sono spariti, il quinto non ce l'hanno neanche pubblicato perché hanno messo una bomba al Manifesto, ma... stasera siamo qua!"

Gli mancava solo un dettaglio per raggiungere la perfezione e porre fine alle proprie sofferenze: uscire una sera con noi.

Il concerto in piazza Marconi si concluse con la "Rosario Bonaccorso's Reunion", con Stefano Di Battista al sax, Bebo Ferra alla chitarra, Dado Moroni al pianoforte ed il fenomenale Gilson Silveira forever!Gilson Silveira alle percussioni: tanta altra buona musica!

Se il volto di Gilson Silveira non vi è nuovo, sappiate che l'avete già visto in tv: era il brasiliano pazzo che nove anni prima (nel '93) suonava con Claudio Bisio e Rocco Tanica in "Cielito Lindo", la splendida trasmissione di Rai Tre.
Una delle cose migliori che siano mai andate in onda sulla tv pubblica, Gilson c'era e voi no!
Tié!
Andate subito a riguardare quelle puntate, non ve ne pentirete!

Quella sera, comunque, tutto era perfetto, anche le jam da Pacàn e Mayflower: non avevo mai visto quei ragazzacci così scatenati. Vi allego quattro contributi in formato jpeg, così, per gradire. Fatene buon uso!
Ellade Bandini porta il buonumore Piano e contrabbasso
Il suonatore di crépes Ellade Etcì
AFTER
Per tutta la notte, il ritmo frenetico delle jam accompagnò i nostri passi lenti e strascicati tra Pacàn e Mayflower, la ricerca delle Fave Romane inesistenti, il Favone che si faceva l'ultimo panino lardo e miele della giornata, Grumo che sparava le ultime cazzate, il vento del mare che condiva di granellini di sabbia i detriti del nostro handicap, e poi finalmente tutti a nanna felici e contenti, pronti per assicurare il nostro corpo alle sozze coltri dei nostri giacigli, pronti per assicurare le nostre vite all'ennesima botte di ferro.
Immancabilmente piena di merda.

Indice Capitolo2 Capitolo4 Le foto