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Elio e le Storie Tese live in Milano 14/9/2005

Quante volte la vita ci obbliga a scegliere?
Quante volte è il caso a scegliere per noi?
Zucchero o miele? Salame o formaggio? Merda o risotto? Lavoro o cazzeggio? Handicap o pheega? Jpeg o filmato? Lesbian o teen?
La vita è un bivio, o bivi aiutano a vivere la vita?
Così pensavo quando il telefono, per l'ennesima volta, squillò.
Handicap o pheega?
Handicap: era l'autistico Grumo.

"Ciao Marok! Mercoledì c'è un concerto di Elio qua a Milano! Vieni?"

Un concerto di Elio.
Un altro!
Il TERZO UGUALE in dieci giorni, dopo Farigliano e Gonzaga!!!
Cosa rispondere all'autistico Grumo?
"FottitiFankuloSokaPiombinoKastrox!"
SBORROK
Per avere la coscienza a posto, decisi di controllare se per caso ci fosse almeno un Motivo per andare a Milano.
La minorenne bionda Flo aveva appena ricominciato la scuola, per cui i genitori ogni sera la legavano al cancello di casa. Se interessa, scrivetemi che vi mando l'indirizzo.
Anche Francy soka, ma purtroppo solo in senso figurato: doveva dare un esame e non poteva venire.

Il caso del Motivo dell'alba Daiconan, invece, fu ben più singolare.
Qualche giorno prima le avevo spedito una romantica letterina che si concludeva in perfetto stile: "SBORROH!".
Scritto in caratteri cubitali, con tanto di disegnino e gocciolina.
Firmato: Dottor Marok.

Daiconan aveva pensato bene di lasciare la romantica letterina aperta sul tavolo della cucina.
La signora Loretta, mamma di Daiconan e, come tutte le mamme, fervida ammiratrice delle Fave, trovò la missiva, la lesse ed urlò: "Chi è SBORROK!?!!!!"
Da quel giorno, Daiconan era blindata in casa e non poteva più uscire.
Perfetto.
LA SFIDA
Ok, pacco al 100%, così è deciso, l’udienza è tolta.

Fu il caso a ricorrere in appello, facendomi notare un particolare che fino ad allora avevo trascurato: Pass di Alan Magnetti quello di Milano sarebbe stato il concerto più caro di tutto il tour: 13 euro!!!
E sarebbe stato in uno dei posti in cui i buttafuori più scassano il cazzo: il Mazda Palace.

Poteva essere il DUELLO FINALE: il PASS DI ALAN MAGNETTI contro il MONDO!

Accettai la sfida.

Se non mi avessero fatto entrare gratis sarei tornato indietro e fankulo.
SALUTAMILANO
Per il viaggio ebbi un compagno d'eccezione: KASTROX!
Rompeva il cazzo meno del solito, perché era troppo impegnato a preparare il tabacco per la pipa ed a farsi una cultura sfogliando La cultura di Kastroxriviste di Wrestling.
Negli ultimi tempi, l'unico modo per fare incazzare KASTROX era chiamarlo KASTROX: da Luglio pretendeva di essere chiamato "sir NESSBETH", il nome dello stregone medievale che, come tutti sapete, si è reincarnato nel mostro di Lochness.

E così passavamo le giornate a chiamarlo KASTROX, lui si incazzava e ci rispondeva "NESSBETH!" e noi, in coro, urlavamo: "KAAAAASTROX!"
Noi sì che ci sappiamo divertire.

Alle 16:40 il treno ci scaricò a Milano, la città da bere, la città del lavoro, la città di Grumo, di Elio e di Berlusconi, la città in cui se siete fermi davanti al Duomo non trovate un cane che vi sappia indicare in linea d'aria da che parte è la stazione centrale, la città dove proprio in quei giorni alcuni comitati spontanei stavano raccogliendo firme perché nessuna via si chiamasse mai "via Roma", la città che ormai conoscevo a memoria ed era tutta colpa di Elio e le Storie Tese.

C'era un tempo splendido, perché il concerto era al coperto, e davanti al Mazda Palace ci aspettavano due volti noti: I fratelli Uollano@Biba e Uollano.
"Ciao KASTROX!"
"NESSBETH!!"
"KAAAAAAAAASTROX!!!"

L'ingresso era surrealmente abbandonato a se stesso e della temibile security non c'era neanche l'ombra... il motivo del viaggio stava venendo meno: i nostri pass non se li stava inculando nessuno.
PiombinoKastrox.

Nel Mazda due bizzarre forme di vita, Don Diego e l'autistico Grumo, da soli in prima fila fissavano il palco vuoto.
Si girarono e videro KASTROX.
"CIAO NEDVED!!!" urlò Grumo.

Nedved era un giocatore della Juve.
KASTROX, ultrà granata, non disse una parola, ma afferrò Grumo e lo ATTERRÒ CON UNA MOSSA DI WRESTLING.
Poi si rialzò, trionfante, gridando: "ERA UNA VITA CHE VOLEVO PROVARLA!".

E NESSUNO arrivò a cacciarci!
Non c'era più religione.

E va be', mentre Uollano cercava di fare la Chiave di violinochiave di violino fotografando i riflettori, Grumo ed il Don ci raccontarono di uno strano personaggio incontrato all'ingresso del Mazda, un barbone scassacazzo che ripeteva ossessivamente: "Ce l'hai un euro? Dai, mi dai un euro? Ce l'hai un euro?".

Loro avevano cercato in tutti i modi di mandarlo affankulo ma il tipo, seppure storto e zoppo, gli si era incollato addosso.

"Ce l'hai un euro? Dai, mi dai un euro? Ce l'hai un euro?"
C'è chi attira la pheega, loro attirano i barboni.
"Ce l'hai un euro? Dai, mi dai un euro? Ce l'hai un euro?"
Del resto non potevo dire un cazzo, avevo fatto il viaggio con KASTROX...
"Ce l'hai un euro? Dai, mi dai un euro? Ce l'hai un euro?"
"NO! Non ce l'ho un euro! Fankulo!"
"Dai, DON DIEGO, ce l'hai un euro?"

Solo le parole "Don Diego" avevano aperto gli occhi ai due handicappati: si erano fatti prendere per il culo persino da SchopenhauerSCHOPENHAUER! Ai confini della realtà.

Quindi a Milano c'era SCHOPENHAUER, c'era KASTROX, per una buona catastrofe chi mancava?
Lui.
"Che bello, guarda, arriva Schopenhauer meets Ivan PiombinoIvan Piombino! Al Mazda Palace con Ivan Piombino! E tutti in coro, MUORI PIOMBINO!!!".

Sì!
L'artista poliedrico era tra noi!!!

Con il sorriso dipinto sul volto, Ivan Piombino si preoccupò subito di raccontarci della sua splendida giornata passata a casa della piccola Cate, con mamma, papà e fratellino.
Stavano assieme da un anno e nemmeno stavolta Piombino era riuscito a sfiorarla. Però era contento.

Come dice sempre il Kompagno Gillette, le umiliazioni di Piombino sono un danno per l'intero genere maschile, perché causano un ribasso del mercato: se, anziché farti seghe, stai con una troia di donna e lei viene a sapere che esistono elementi come Piombino, per la teoria della libera concorrenza va a finire che, se fa lo schiavo lui, devi farlo anche tu. E quindi...

Non facemmo in tempo a finire di insultare Piombino che ci voltammo e vedemmo Ed ecco a voi... l´handicappato!KASTROX col KILT! Senza che nessuno se ne fosse accorto, si era cambiato e si era vestito da scozzese.
Come a Collegno!
Era oltre lo schifo umano.
Quasi quasi lo preferivo in versione cowboy.

"Ciao KASTROX!" disse Piombino.
"NESSBETH!!!"
"KAAAAAAAAASTROX!!!"

Non facemmo in tempo a finire di insultare KASTROX che ci voltammo e vedemmo ritornare Schopenhauer, già ubriaco, che saltellava con una bottiglia di birra vuota in mano.

"Oh MARGO MARGO MARGO!" cantò, non appena mi vide.
"E a lui non dici niente?"
"Ciao KASTROX!" urlò Schopenhauer.
"NESSBETH!!!!"
"KAAAAAAAAASTROX!!!"

Non facemmo in tempo a finire di insultare Schopenhauer che ci voltammo e vedemmo due new entry, due fave disperse che si erano aggiunte a noi.
Uno era palesemente handicappato, ci venne incontro con un cartello Songhe IESONGHE IE ed iniziò a ballare con KASTROX col Kilt.
Almeno l'altra però era pheega e bionda.
Non ero venuto invano.

"Ehi, ma tu sei KASTROX!"
"NESSBETH!!!!!"
"KAAAAAAAAASTROX!!!"
Amore a prima vista.

Nessuno sa se i due nuovi compari possedessero un nome, ma poco importava: a loro ci pensò KASTROX, che li ribattezzò Propoli e Choolaudia e, non contento, ordinò Don Diego cardinale battista.
CARDINAL DIEGO CONTRO KAAASTROX



skarica DIVX (14.5MB)
BUTTAFUORI SET MODE +B
Nonostante tutto il macello che stavamo facendo, eravamo dentro.
La sfida era vinta, ma senza usare i pass! Un dramma.
L'unico risultato tangibile era l'effetto scenico: avevamo @tutti il pass al collo ed eravamo proprio belli, ce l'avevano persino @Propoli e @Choolaudia, persino @Piombino, @Schopenhauer e @KASTROX, insomma @tutti, proprio @tutti, tranne una persona, uno a caso: UollanoUollano.

"Be' sì, il pass l'ho lasciato a casa - ci disse - ma siamo dentro, chissenefotte!"

Ci vennero incontro sei buttafuori, grandi, grossi ed incazzati.
Il loro capo ci guardò con aria schifata e disse: "Ok, quelli che hanno il PASS possono stare dentro, gli altri... FUORI!"

Riassumendo: i buttafuori avevano fatto stare dentro @PIOMBINO, @SCHOPENHAUER e @KASTROX ed avevano BANNATO UOLLANO, perché non aveva la chiocciola.
Tutto secondo le previsioni.

Uollano, inseguito dai buttafuori, corse allo stand brulé per cercare aiuto.
Il Il Presidente Copspresidente Cops provò a dire la sua, e venne puntualmente schifato e minacciato di espulsione senza ritorno.
Per fortuna, le sue disperate invocazioni arrivarono alle orecchie di Marco e Chiara della Casi Umani, che, visto il caso umano, capirono e provarono pietà.
"Ma che non si ripeta!"

Ok, ora l'imperativo era resistere e rimanere dentro, a tutti i costi: se fossimo usciti avremmo sicuramente dovuto pagare il biglietto.

Fu allora che a Piombino squillò il telefono. Era una persona a caso: Andate e riproducetevi. Il meno possibile.la piccola Cate.
"Dove sei? Vieni fuori!"
"Ma se vengo fuori PAGO..."
"Cazzi tuoi, non ho voglia di aspettare fuori da sola!"

E fu così che Piombino uscì fuori, ritrovandosi anello pagante di un'interminabile coda, pur di stare assieme alla piccola Cate con mamma, papà e fratellino.
Però era contento.

Alle otto della sera i cancelli si aprirono e sboccarono centinaia di corpi sporchi, unti, grassi, puzzolenti e sudati. A quel punto controllare chi avesse i biglietti sarebbe stato definitivamente impossibile, dunque LA VITTORIA FU UFFICIALE: eravamo riusciti ad ENTRARE GRATIS AL MAZDA PALACE di MILANO con I PASS DI ALAN MAGNETTI!!!
Tutti, tranne Ivan Piombino.
Fantastico.


Grumo Marok Don Diego Schopenhauer Kastrox - Nessbeth - Kaaaaaastrox!!!


GRUPPO ELETTROGENO
L'ultima volta che avevo visto un concerto al Mazda Palace, il gruppo spalla erano stati i cinque io di Alan Magnetti, con gli splendidi risultati che tutti ricordano con affetto e nostalgia grazie a questo mp3.

Questa volta invece la band si chiamava GRUPPO ELETTROGENO.
Erano un gruppo di ragazzi simpatici e parecchio validi, facevano una specie di progressive elettronico demenziale.

"Guarda, il Marchesetastierista è quello degli Ossi Duri!" mi disse Uollano.
"Alex Armuschio? Cazzo, forse hai ragione... ma che minchia ci fa qua?"

Il tastierista misterioso si lanciò in un assolo di Frank Zappa, tormentone degli Ossi Duri.
Ok, era Alex.
Mi sbracciai per farmi vedere.
Lui se ne accorse e mi salutò: "Ciao Marok!"
Mandai un sms a Filippo degli Ossi Duri: "Ti saluta Alex da Milano!"
Filippo rispose: "Alex è qua con me, stiamo in studio... fuma meno!"

Ok, era un sosia.
Ok, era un sosia che suonava le stesse identiche cose che suona Alex.
Ma come cazzo faceva a conoscermi???
Mi sarebbe rimasto il dubbio per tutta la vita.
Dottor Marok near pheega L'INCONTRO
Il Mazda si riempì in fretta, motivo in più per essere contento del mio posto gratis in prima fila vicino alla pheega: Choolaudia.
Certo, ero anche vicino a Schopenhauer e KASTROX, il primo che urlava ubriaco, l'altro che ballava da solo, col kilt. Ma nessuno è perfetto.

Non feci in tempo a finire di insultare Schopenhauer e KASTROX che mi voltai e vidi il polo opposto del pubblico rock: PAOLO MACCHI, uno dei promotori del comitato Bosco di Gioia. Avevamo lottato assieme per il bosco e, assieme, ci eravamo presi un grattacielo di traverso su per il culo. Quanti ricordi...

Paolo Macchi, abituato a dialogare con la Regione Lombardia, Paolo Macchi fans club fece subito amicizia con Schopenhauer e KASTROX.
Già immaginavo che avrei passato il concerto vedendo Schopenhauer e KASTROX danzare assieme, felici come fratelli, rompendo il cazzo a tutti quelli che li circondavano.
E invece no: KASTROX ebbe l'unica reazione che, da lui, non mi sarei mai aspettato.

"Eh ma CHE PALLE! - disse - Io mi voglio VEDERE IL CONCERTO, non voglio ascoltare TE CHE ROMPI IL CAZZO! Adesso che inizia Elio SMETTILA DI FARE CASINO e NON ROMPERE I COGLIONI!"
Come ci vedono i nostri cazzi Lo guardai, era serio.
KASTROX, con tanto di kilt, aveva detto ad un altro handicappato di non fare casino. Fantastico...

"Quando ti rompi il cazzo di Schopenhauer - spiegai - mandalo in culo al mondo a prenderti da bere. Se non ce la fa a tornare siamo a posto. Altrimenti, almeno si beve gratis!"
"Ma è così handicappato?"
"Sta a vedere... Schopenhauer, abbiamo sete, ci prendi da bere?"
"CORRO!!!" urlò l'handicappato, nuotando nel pubblico.

Il Mazda era pieno, ero sicuro che questa sarebbe stata la volta buona che non sarebbe più tornato. Ed invece...
Condoglianze, Biba! "Eccomiiiiiii!!!" urlò Schopenhauer.
In meno di dieci minuti, Schopenhauer, ubriaco, era riuscito ad attraversare l'intero Mazda Palace, andare al chiosco della birra, prendere quattro bicchieri (più quelli che eventualmente si era scolato in loco), riattraversare il Mazda nel senso opposto camminando sulla folla e ritornare in prima fila portando i quattro bicchieri pieni fino all'orlo, senza rovesciarne nessuno.
Soprannaturale.

"Ohu - dissi - abbiamo ancora sete!"
"Corrooooooo!!!"

Schopenhauer fece quattro volte il giro del Mazda senza il minimo intoppo, ogni volta accompagnato dalle colorite bestemmie in piemontese di KASTROX.

Alla quarta ed ultima volta, oltre all'alcool, Schopenhauer ci portò anche la pheega: "Vi presento due mie amiche!!!"

Pensa a chi sta peggio... Schopenhauer era riuscito a trascinare davanti due tipe sconosciute, una bionda e una mora, giovani e pheeghe, ma soprattutto ubriache al punto da non reggersi in piedi.
Schopenhauer era un genio.
Handicappato, però un genio.

Presi la bionda e, con la scusa di farla appoggiare alla transenna, la misi tra me e KASTROX.
"Io sono Marok! - le dissi - E tu come ti chiami?"
"Franziska!" rispose lei.
Era dell'Est!!! SBORROH!!!
O, semplicemente, i genitori erano fan di De André.
"Lui invece si chiama KASTROX!" dissi.

Pheega "Ciao KASTROX!"
"NESSBETH!!!!!!"
"KAAAAAAAAAASTROX!!!"

Alcool e pheega, gratis.
Ero in Paradiso.
Cosa poteva andare storto ormai?

In un momento di silenzio sentii due buttafuori parlare tra loro.
"Oh ma che cazzo è quel pass che hanno al collo? - disse uno - Che cazzo c'è scritto?"
Se ci avessero fatto uscire adesso, ce la saremmo presa longitudinalmente nel culo.
"ALANIS MORRISETTE!" rispose l'altro.
"Ah, boh... chissenefotte!"
Splendido.
Il concerto poteva iniziare.


Il fantastico mondo di Choolaudia
Blu soka
Sono bello. Duo handicap
Trio handicap


E FINALMENTE... ELIOELESTORIETESE!
Nonostante l'età, il concerto ormai lo sapevo a memoria.
Ombelico Inizio rock con SHPALMAN, per viva voce del tastierista Pierluigi Calimero, e poi la scaletta solita del brulé 3.

Su una cosa KASTROX aveva davvero ragione: Schopenhauer era una cosa insopportabile, urlava in continuazione e, non contento, abbracciava tutti.
Sembrava proprio KASTROX.
Per fortuna non stavo registrando il concerto, altrimenti l'avrei preso a calci in culo fino al mixer.

Se non altro, almeno il complessino era in ottima forma, soprattutto Elio: per la prima volta lo sentii fare tutta ABATE CRUENTO senza cappellare il testo. SuperMangoni Bisogna anche dire che di parole, viste le condizioni sfavorevoli, riuscivo a sentirne una su tre, però sul canale sinistro avevo una pregevole cover della moglie di Furio: "Non lo sopporto piùùù! Non ce la faaaaaaaacciooo!" ripeteva KASTROX, unico torinese con l'accento piemontese.

Se per anni KASTROX era stato il male, la terapia Schopenhauer era la cura: KASTROX si stava davvero sensibilizzando contro il casino e persino contro Elio, il suo Ludwig Van, fino a pronunciare la storica frase: "MA BASTA, FANNO SEMPRE GLI STESSI PEZZI!"
Firmato: KASTROX, che per tutto il giorno aveva cantato solo El Pube e Cara ti amo. Senza parlare del fatto che in scaletta c'erano HOMMAGE À VIOLETTE NOZIERES, inedita live, e GIOCATORE MONDIALE, fuori scaletta dal 1990.

Ad Elio in ogni caso eravamo piaciuti, specie quando cantammo a squarciagola Alfieri per farla finire nel brulé. Harry Porcu Anzi, alla fine disse che eravamo il miglior pubblico che avesse mai avuto e ci fece i complimenti perché, essendo la festa di Rifondazione, eravamo tutti comunisti e nessuno della Juve.

"IO SONO DELLA JUVE!!!" urlò Piombino.
Perfetto.

A fine show, gli Elii ci regalarono due sorprese: l'unica versione di ALFIERI in cui il Civas è riuscito a non ridere (almeno fino al 2005 ma probabilmente anche dopo) ed il VITELLO DAI PIEDI DI BALSA con un ascolto forzato d'eccezione: PIATTAFORMA, intera.
BACKSTAGE
Finito il concerto, la vita ci propose l'ennesimo bivio: brulé o backstage.
Allo stand del brulé c'era già una coda di chilometri, quindi soka.
Anche il backstage a Milano è quasi sempre fantascienza, però a Villa Arconati ce l'avevamo fatta... perché non riprovare?

Handicap mix Dissi agli handicap di tirare fuori i pass di Alan Magnetti e ci assiepammo vicino alle transenne.
Da dietro il palco, Chiara della Casi Umani vide dei casi umani, capì e provo pietà.
"Marok - disse - mettiti qua all'ingresso e fa' entrare solo le Fave!"
Rispettai scrupolosamente le istruzioni e, sotto gli sguardi di approvazione di tutti i buttafuori, feci entrare @tutti quelli con il pass di Alan Magnetti più Uollano e, soprattutto, le due pheeghe ubriache che aveva procurato Schopenhauer e che nessuno della security manifestò la minima intenzione di bloccare.

Adesso però rimaneva un problema: ritirare i cd brulé.
La foto numero MILLE della S2IS!!! (in una settimana) Nessuno aveva la minima voglia di uscire e mettersi in coda per chiedere a quelli con i capelli, però avevamo un asso nella manica: il presidente Cops!

Gli mandai un sms: "Siamo al backstage e non abbiamo un cazzo di voglia di uscire. Mettici da parte i brulé!".

Il presidente non rispose, però comparve di persona, prese i tagliandi, andò allo stand e ritornò con i brulé.
Se mai la città delle Fave avrà un monumento, sarà il presidente Cops.

Il condimento principale del backstage furono come sempre le cazzate dell'artista poliedrico Ivan Piombino, Roberto Gualdi meets Grumo che in tutto il concerto non era ancora riuscito a sfiorare la piccola Cate senza avere in mezzo mamma, papà e fratellino. Però era contento.

Elio e Faso per questa volta l'avevano scampata: erano già andati via, ufficialmente per commentare una partita di baseball. Piombino però non si diede per vinto ed andò dritto da Christian Meyer per dirgli che aveva fatto un nuovo album che era bellissimo.

"Si chiama CONTROSENSO - disse Piombino - Eccolo, te lo regalo!"
Christian Meyer ascolta Ivan Piombino Poteva finire qua... e invece...

"Marok! Tira fuori il lettore e fa' sentire a Christian il mio mp3! Dai dai dai!"
Christian, incuriosito dalle nostre facce schifate, disse che voleva sapere.
Dotai di cuffie l'elvetico batterista e misi su una traccia a caso: IO VORREI ESSERE IVAN PIOMBINO.
Il mondo tirò fuori la macchina fotografica per documentare lo schifo.
Io mi limitai a fare il filmato.
CHRISTIAN MEYER ASCOLTA IVAN PIOMBINO!



skarica DIVX (8MB)
PHEEGA IN FUGA
In un ipotetico concorso sulla frase più bella pronunciata in una critica musicale, Mangoni, ne devi eliminare uno dei due. Chi scegli? quella di Christian si sarebbe sicuramente piazzata nella top ten: "Non capisco, quando inizia la musica?"
Ma anche la risposta di Ivan Piombino non fu male: "Be', ma non c'è musica... perché?"
Fantastico.

La prova fu troppo dura e Christian Meyer se ne andò, schifato. Meno uno.

Schopenhauer invece era scomparso, ma nessuno si pose il problema di cercarlo. Meno due.

Piuttosto, anche le due tipe ubriache erano scomparse, e questo era ben più grave. Che ci fosse una correlazione? Nel caso, Schopenhauer ce l'aveva messa nel culo a tutti quanti. E comunque, meno quattro.

Persino Contenta di essere Fava?Choolaudia ci disse soka e se ne andò... non so quanta parte di questa decisione fosse influenzata dal fatto che era stata completamente lavata da KASTROX che, con la scusa di battezzarla, le aveva versato addosso di tutto pur di bagnarle le tette... probabilmente non la rivedremo mai più. Meno cinque.

Anche @Biba e Uollano ci salutarono, avevano trovato un passaggio da @Zio Cantante. Meno sette.

L'unica giovane donna rimasta era la piccola Cate, ma i genitori dissero che era ora di andare a casa a fare la nanna.
"Vengo anch'io!!!" disse Piombino, e salì in macchina con la piccola Cate, mamma, papà e fratellino. Ad occhio e croce, l'avrebbero scaricato in autostrada. Meno dodici.

Insomma, con tutta la gente che c'era, alla fine ci ritrovammo in quattro handicappati, rigorosamente maschi: Don Diego, Grumo, il sottoscritto e KASTROX.
Perfetto.
POGATSCHNIG
Una rapida occhiata all'orologio e ci accorgemmo che si erano fatte le due.
Non c'erano mezzi ed eravamo fuori città.
Trovare un passaggio in macchina da sconosciuti per quattro persone, tutti maschi, di cui uno col kilt? Probabile.

Ci incamminammo verso la civiltà, in attesa che ci venisse un'idea.
"Dai, chiamiamo un taxi - proposi - Diviso per quattro non costa un cazzo!"
"Ok! - rispose Grumo - Solo che non so come si chiama questa via, cosa diciamo al taxi?"
"Be', andiamo avanti, prima o poi ci sarà scritto..."

Prima di avvistare un cartello ci toccò fare dieci minuti buoni a piedi.
Alla fine però un cartello saltò fuori.
Bello, candido, sfavillante.
Ok, ora bastava andare vicino, leggere il nome della via e chiamare il taxi!
Cosa poteva andare storto ormai?

Lessi il cartello.
Diceva: "via Ok, lo chiamate voi il taxi?POGATSCHNIG!"
Perfetto. Un quarto d'ora di matte risate, perché noi sì che ci sappiamo divertire, e l'idea del taxi se ne andò affankulo.

E va be', andammo avanti in cerca di un segno divino ed il segno arrivò: un pullman, fermo ad un semaforo.

Una corsa a perdifiato e riuscimmo a saltarci sopra, al volo.
Il culo era nostro amico!!!

Sul prezioso mezzo, la La concorrenzaconcorrenza di marok punto org era già all'opera, ma pazienza: l'essenziale era che nessuno di noi avesse un biglietto, né la più vaga idea di dove il pullmann fosse diretto... ci saremmo anche potuti ritrovare all'aereoporto. Di Palermo.

Di culo, l'autobus ci scaricò in centro.
"E adesso che si fa?"
"Be', tu sei di Milano - dissi a Grumo - portaci in un posto con della buona birra! Dove vai la sera quando esci?"
L'autistico Grumo mi fissò e rispose: "NON ESCO. E LA BIRRA MI FA SCHIFO."
PiombinoKastrox.

Per puro caso capitammo davanti al Batik, un locale dove eravamo andati a brindare con l'acqua minerale dopo la laurea di Grumo. L'ultima volta che ci eravamo entrati c'era KASTROX ed era vestito da cowboy. Handicap Questa volta aveva il kilt. Due settimane dopo sarebbe entrato ALAN MAGNETTI. Prima o poi chiameranno un prete esorcista.

Il Batik diede veramente una svolta: era la prima volta dall'inizio della giornata che tiravamo fuori dei soldi. Non costa poi così cara la vita a Milano.

E va be', dopo una breve pausa alimentare, doverosa visto che l'ultimo pasto che avevamo assunto risaliva a mezzogiorno, salutammo il Batik e ci dirigemmo a casa di Grumo, perché KASTROX doveva scrivere "God does" sul ghestbuk firmandosi Anticristo (ma non ditelo a nessuno e non mettete la foto su Internet) ed io dovevo fare la foto artisti al cesso e filmare l'autismo.
AUTISMO - the movie



skarica DIVX (69MB)
DULCIS IN FUNDO
"Era la vita che giàààà avevo immaginato mààààà diversa nel finale" cantava il poeta.
Era il momento delle riflessioni: se la vita è fatta di bivi e se il nostro presente dipende dalle scelte del passato, da qualche parte decisamente dovevo avere sbagliato.
Perché, sì, potevo capire andare a letto con una pheega, potevo capire andare a letto con un cesso, potevo capire andare a letto da solo... ma Mmmm che profumino! Pulpette´e'mmerda?KAAAAAASTROX!!!

Ci risvegliammo all'alba.
Mezzogiorno.

"Buongiorno KASTROX!"
"NESSBETH!!!!!!!"
"KAAAAASTROX!"

Visto che non avevamo un cazzo da fare, ci facemmo un giro sul forum degli Elii per vedere se ci fossero novità o commenti sul concerto e notammo un thread chiamato "Panino Day".
"FANTASCIENZA!!! - urlai - c'è il PANINO DAY!!!"
"Figata! - disse Grumo - Quando?"
Andai nelle news, e lessi: "Lunedì 19 settembre 2005, a Crema!"

"Tra CINQUE giorni!!! E lo dicono ORA???"

Gli Elii avevano organizzato un evento come il PANINO DAY di LUNEDÌ SERA ed avevano dato un preavviso di CINQUE GIORNI.
Era l'apoteosi del Fave = Fankulo.
UN KAZZO!
L'orologio ci disse che era ora di levare i nostri culi, così andammo in Stazione Centrale. O, almeno, ci provammo, perché ad ogni angolo dovevamo fermarci ad aspettare KASTROX che voleva che facessi foto a qualche cagata ed io, puntualmente, lo mandavo affankulo.

L'unica foto la fece Grumo in metropolitana, perché un cartello diceva che era vietato. Titolo della foto: Un kazzo UN KAZZO.

Nei pochi chilometri che separano casa Grumo dalla stazione, fummo obbligati a due pause sigaretta ed una pausa caffé, ovviamente per colpa di KASTROX.

Superfluo dire che il treno ci disse soka e partì senza di noi, ma era l'ultimo dei nostri problemi.
Dopo la serata con Schopenhauer, KASTROX era diventato un clone del FAVONE GRASSONE, con un po' di accento barotto in più: "Eh ma non è possibile che la prima volta che mi riesco a vedere un concerto in prima fila arriva un rompicoglioni dietro che passa il tempo ad urlarmi nelle orecchie! Cioè, non è normale che vado a vedere Elio e mi ritrovo 'sta gente! Quello non è venuto lì neanche per vedere il concerto, è venuto lì per rompere i coglioni! Io non ci vengo più a vedere i concerti se c'è 'sta gente! Cioè, posso capire che siamo a vedere Elio, posso capire che il contesto è demenziale, posso capire fare casino, posso persino capire uno come Piombino, ma..."
"...ma KAAAAAAASTROX!!!" urlammo io e Grumo.

Era nato un nuovo KASTROX.
Guardarlo era meraviglioso.

KASTROX iniziò a borbottare in piemontese che noi non capivamo un cazzo e frequentavamo solo handicappati, cosa peraltro facilmente dimostrabile, finché l'ultimo bivio non separò le nostre strade.
Era il tempo dei saluti.

"Boh, ci vediamo! - dissi - Ciao KASTROX!"
"NESSBETH!!!!!!!!"
"KAAAAAAAAAAAAAAAAASTROX!!!"

Fu l'ultimo KASTROX della giornata, ma di sicuro non sarebbe stato l'ultimo della settimana: sabato ci saremmo sparati sei ore di treno per arrivare a Roma, per la notte bianca!
Meglio non pensarci: sabato è un altro giorno e adesso era giunto il momento di mandarci doverosamente, improrogabilmente, schopenhaueriamente e piombinokastroxemente affankulo!