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Elio e le scorie live in Torino 21/3/2004 - NON FATE CASINO!
4/1/2004 - L'ANTEFATTO
Era una fredda giornata di gennaio quando i giovani I giovani Konico e KronikaKonico e Kronika accompagnati dal dottor Marok trasformavano in bordello il surreale silenzio del teatro Alfieri.

Di lì a poco sarebbe iniziato Storie d'amore e d'anarchia. Troie, fascisti, parolacce, sangue, sesso... tutto secondo la norma?
Apparentemente sì.
E invece no.

Fu il giovane Konico ad increspare le acque dell'evanescente bidé chiamato destino: "Marok, lo sai che io e Kronica il 21 marzo ci sposiamo?"

"Ah - commentai - allora il 21 marzo ci sarà per forza Elio a Torino..."
MARZO 2004 - LA CONFERMA
Pochi giorni dopo si seppe che il 21 marzo Elio e le Storie Tese avrebbero suonato al Teatro Colosseo, così mandai un'email a tutte le fave del Nordovest per avvisarle, censirle e, già che c'ero, mandarle cordialmente affankulo.

Konico rispose con Konico Favaun'immagine ambigua che proprio non riuscii ad interpretare.
"Ma dai, è una figata - osservai - così puoi invitare gli elii a mangiare da te al pranzo di nozze!"
"Elii al pranzo di nozze? - commentò - F-A-N-T-A-S-T-I-C-O!!!!!!!!!"
"Be', non è così difficile, se il locale in cui lo fate è vicino al teatro..."
"Mah... lo facciamo in un paesino del canavese chiamato COLLERETTO! Che dici?"
Perfetto, puro handicap al 100 per 100.

La risposta più allarmante tuttavia arrivò dagli altri handicappati: "Ah, figata! Prendici i biglietti!".
L'unico a graziarmi fu Ivan Piombino, che sapeva benissimo che se lasciava fare a noi gli avremmo assegnato un posto sul cesso.

Prendere i biglietti? Un gioco da ragazzi!
La prima volta mi dissero che non me li potevano dare perché si era rotta la stampante.
La seconda telefonai prima di andare, arrivai lì e mi dissero che potevano stampare qualunque biglietto tranne quelli di Elio e le storie tese perché si era rotto il timbro con la scritta "Elio e le Storie Tese".
"Va be'... scriveteli a mano..." gli dissi.
Questo fu il risultato

Alla fine presi 16 posti tra prima e seconda fila (solo il Favone GrassoneFavone Grassone me ne aveva chiesti NOVE), totale 320 euro. Se per qualunque ragione non avessi rivisto i miei soldi avrei chiamato i miei soci del Bin Laden Fan Club e la serata avrebbe assunto risvolti assolutamente divertenti.

E va be', almeno nutrivo grandi speranze sull'acustica del teatro.
"URLERÒ A PIÙ NON POSSO PER FINIRE NEL CD!" disse Piombino.
Perfetto, potevo prendere il minidisc e buttarlo nel cesso.
21/3/2004 - IL GRAN GIORNO!
Contro ogni previsione il primo giorno di primavera arrivò in perfetto orario, e fu il primo giorno nuvoloso dopo un mese di sole: Grumo batte primavera 1 a 0.

Ma le Fave non si fermano di fronte a queste inezie e così, radunati il cacologico Kastrox, l'artistica Foniuglia, l'autistico Grumo ed il giovane Iko, ci recammo carichi di ottimismo e speranza per il futuro al teatro Colosseo, dove ci accolse a braccia aperte l'elvetico batterista Bobo che stava sclerando dietro alle operazioni di montaggio/smontaggio della sua Yamaha, cercando di disintegrare qualunque cosa animata o inanimata si frapponesse tra lui e il portone del teatro.
Ogni volta che vedo i preliminari di un batterista mi chiedo se non farebbe meglio a suonare l'ottavino. Mah...

Nel teatro incontrammo Colonnello Nunziatellail colonnello Nunziatella, Max Kava ed altri individui in maglia gialla non meglio identificati. Alcuni mi chiesero se ero Marok del sito di Marok, altri se ero quello della rissa al Night Express, mandai tutti affankulo indistintamente e tutti capirono che ero io.

L'ambiente in ogni caso era molto favorevole: le porte per entrare nel teatro erano tutte aperte, ma l'area soundcheck era delimitata da una linea invisibile oltrepassata la quale arrivavano dei tipi grossi a dirci che se non invertivamo il verso del movimento del nostro culo ce l'avrebbero aperto e ci avrebbe fatto molto male.
Fu più o meno allora che l'obesità ebbe il sopravvento e l'odoroso vento di primavera ci retrosoffiò il Favone Grassone accompagnato dai compari South a Phoss con relative fighe al seguito.

"Ciao Marok!"
"Vaffankulo fuori i soldi!"
Banconote di piccolo taglio, potevo ritenermi soddisfatto.

Un po' meno soddisfatta la nostra amica Foniuglia, consapevole di essere lei l'eletta per sedersi a fianco ad una certa Sara Caiazzo, che non aveva mai incontrato e nei cui confronti nutriva un terrore totale.
Ogni volta che si avvicinava una tipa, lei impallidiva e ci chiedeva: "È lei? È lei???"
"Ma nooooooooo! - le rispondevamo - Non vedi che è umana???"
Solo quando una strana creatura si avvicinò all'ingresso ed iniziò a prendere il vetro a testate bestemmiando contro tutti i santi che le venivano in mente (quindi pochi) perché non riusciva a capire che per passare dall'altra parte doveva aprire la porta, Foniuglia capì senza richiedere alcun aiuto: la Caiazzo era arrivata!

E non era sola, l'accompagnava un bizzarro personaggio dal nome molto fantasioso: Carambola e la CaiazzoCarambola. Mi riportava ai bei tempi di Sergina e Turtella.
La Caiazzo iniziò a saltare addosso a qualunque essere animato o inanimato le capitasse a tiro, tutti tranne l'autistico Grumo perché persino a lei faceva schifo.

Ci salvò il nostro angelo custode La Bolbo, annunciando l'inizio del soundcheck favico con un severo monito per i posteri: "Entrate pure ma... MA NON FATE CASINO!"
SOUNDCHECK
Non fate casino.
Rivolto a Piombino + Caiazzo + Kastrox + Max Kava + Favone Grassone + Grumo + Marok Caiazzo Kastrox Piombino + altri barbari che prima che la Bolbo finisse di sillabare la frase erano già corsi dentro pogando, cantando, urlando e bestemmiando... fossi in lei riproverei dicendo a Berlusconi: "Mi raccomando, non faccia gaffe quando va all'estero!"
Sarebbe stata una bellissima giornata.

In ogni caso ormai eravamo dentro. In teoria, si sa, il soundcheck dovrebbe essere riservato a chi ha la tessera del Fave, ma tanto lo sanno tutti che alla fine entrano cani e porci e nessuno controllerà mai.
Invece l'autistico Grumo, pur essendo fava, andò dalla Bolbo a costituirsi: "SILVIA, NON POSSO ENTRARE PERCHÉ NON HO LA TESSERA!"
"Ne parliamo via email la prossima settimana!" rispose la Bolbo con aria ricca di stupore scientifico misto a pietà.
Peccato, se l'avesse fatto uscire sarebbe entrato nella leggenda.
All'interno del teatro trovammo un abbioccato Mangoni che cercava invano di dormire nonostante il bordello degli strumenti sul palco. Eravamo arrivati noi, poteva perdere ogni speranza.

Ivan Piombino si sedette di fianco all'architetto e, appena i tecnici del palco iniziarono a provare i microfoni, fece a gara con loro su chi urlava di più, vincendo senza difficoltà.
Handicaps La Caiazzo si sedette dall'altro lato per bilanciare stereofonicamente le urla di Piombino.
I South a Phoss iniziarono a limonare con le rispettive tope.
Kastrox andò al cesso con l'accendino perché se no non trovava l'uccello.
Avrei voluto disegnare uno striscione "Non fate casino!" e appenderlo sulle nostre teste, ma mi mancava il materiale. Sarà per la prossima volta.
I RIFORNIMENTI
Nel corso dell'ultima incursione degli elii al Colosseo avevamo mangiato con loro nell'omonima pizzeria che fronteggia il teatro.
Dovevano serbare un ottimo ricordo di quell'esperienza perché non appena finito il soundcheck partirono per destinazione ignota fronteggiando la nostra domanda: "Ciao Elii dove andate a mangiare?" con sinonimi più educati ma non meno pertinenti del più classico "Vaffankulo!"

E va be', ce ne andammo alla pizzeria Colosseo per i cazzacci nostri, dove incontrai un certo dottor Magneto "Ma tu sei Marok del sito di Marok!" che, in cambio dell'onore di stare al tavolo con noi VIP mi mandò una new release dell'mp3 di Al mercato di Bonn... sono cose che fanno pensare.

Pizza! E così ingannammo il tempo con insulti, bestemmie, cazzate e molestie sessuali reiterate, finché il conseguente invecchiamento non ebbe la meglio e, dopo una doverosa tappa in quindici nel cesso, iniziò l'allegro concertone!
Di Elio e le Storie Tese? No. Di Alan Magnetti.
IL FENOMENO
Alan Magnetti Stranamente al mondo alcuni ancora non lo conoscono, eppure questo giovane artista pieno di talento è molto famoso, soprattutto nel suo condominio e soprattutto per perle come "Il volo della Fenice", destinata a diventare la nuova hit dell'estate.

Il Favone per lunghi attimi osservò il personaggio ammutolito, poi, quasi in trance, sentenziò: "Sara Caiazzo ride alle battute di Ivan Piombino" e ripiombò in catalessi.

Si consolò poco dopo con le soavi voci del cantante Fioretto ("Er Colosseo al tempo de li Romani") e dell'immortale Barbieri Fernando, finché il buon Gennaro D'Auria non riportò l'amore, la pace e la speranza per il futuro.
MUSICA!
Il live iniziò nel più classico dei modiEspressione disinvolta con la splendida intro strumentale BABE, poi GIMMI I ed infine le prime due tracce del cd brulé: CARRO e PSICHEDELIA.
"Comprate il cd brulé - diceva Elio - e se urlate forte troverete anche le vostre voci!"

Questa affermazione richiedeva un commento intelligente.
"SI PAGA!!!" urlò Ivan Piombino.
"IVAN PIOMBINO! - disse Elio - E adesso ne compra 20 copie!"

Fantasma dancing Seguiva CARTONI ANIMATI GIAPPONESI "Piombino Giapponese edition" e LA DITTA, dedicata "a rappacificare i giovani come Ivan Piombino al jazz!"

Il lodevole tentativo d'infartare all'istante la fotomaniaca fava purtroppo fallì miseramente, Ivan Piombino si limitò a saltellare sulla sedia gesticolando e girandosi indietro dicendo: "Sono io Ivan Piombino!!!", scoprendo che dietro di lui c'era solo il Favone Grassone che lo stava per impalare sul microfono con la sola forza dell'onda sonora emanata dalle sue bestemmie.
Rimase solo un'utopia, e lo show proseguì con LA VENDETTA DEL FANTASMA FORMAGGINO, ABITUDINARIO, CATALOGNA, CATETO, BURATTINO SENZA FICHI, MIO CUGGINO "Silvia Bolbo bistecca's edition" e LARGO AL FACTOTUM in cui Elio per la felicità dei presenti.si "dimenticò" un fatidico "ro".

Fu allora che la mia macchina fotografica, finito il rullino, decise di non riavvolgerlo tutto ma solo fino a metà, perché se no pareva brutto e perché Minolta vuol dire simpatia. Baguette Per fortuna l'unica foto che andò bruciata ritraeva l'incontro ravvicinato tra Kastrox e la Caiazzo... alcune volte il mondo non deve sapere.

Anche il cd brulé era finito, ma il concerto continuava con FOSSI FIGO, PHILIPPINO ROCK e LA CHANSON, introdotta dai "successori di Alan Magnetti" Jean Paul Formagg e Jean Luke Le Fevre.
E, tutt'd un tratt'... PAGANO!!!

Del resto lo sapevamo tutti che l'avrebbero fatta, cani, porci, puttane e vaffankulo, ma sentirla dal vivo è sempre un'inseminazione auricolare degna di tutto rispetto. Certo, c'era un trio di handicappati di cui non posso fare i nomi (cioè Kava, Kastrox ed il colonnello Nunziatella) che per tutto il tempo continuava a gridare "ALAN, ALAN!" Shpalman ma insomma, nessuno è perfetto!

Conclusione in bellezza con EL PUBE ed ESSERE DONNA OGGI, e breve sparizione dietro le quinte allietata dal nuovo inno del pubblico rock: non più Forza Panino ma "Muori Piombino!".
Anche questo è amore.

La Bolbo Il sipario si riaprì sull'eco delle curiosità sessuali del diciassettenne Carambola (non l'amico della Caiazzo, l'altro), un po' confuso perché un suo amico dell'alberghiero gli aveva spiegato cos'era la figa e lui reagiva al trauma limonando con lo specchio.

Bei momenti, viva l'amore, viva la figa, viva SHPALMAN, ma la sorpresa maggiore doveva ancora arrivare: l'inedita OH SILVIA BOLBO, dedicata alla Capofava dei nostri sogni erotici proibiti che, contro ogni previsione, lasciava quel giorno il Fave Club!!!
Scarica l'mp3! Guarda il filmato! Scarica l'inedita OH SILVIA BOLBO!
(clic col tasto D E S T R O!!!!!)
Mp3 4.2Mb - Video 13.3Mb
Tra lo stupore generale è da segnalare il commento dell'autistico Grumo: "Ma la Bolbo mi aveva detto che mi avrebbe scritto la settimana prossima per la tessera!"
Sono cose che fanno pensare.

E poi TAPPARELLA e fu subito backstage.
Tapparella
DIETRO LE QUINTE
Ogni nostro tentativo di andare dietro le quinte fu respinto a colpi di vaffankulo, così migrammo mestamente verso l'atrio, dove la coda al banchetto per avere il cd brulé aveva già raggiunto proporzioni apocalittiche.
Occorreva assolutamente uno schiavo che facesse la coda per noi. Ma era meglio prenderlo sveglio o handicappato? Ovviamente handicappato: se fosse sveglio non farebbe lo schiavo.
"Ciao Carambola, ci prendi i cd?"
"Sì, con piacere!"

Perfetto, il caso brulé sembrava risolto. E così, mentre lo schiavo schiavava in coda, ci facemmo quattro chiacchiere con i nostri amici artisti.
Elio sembrava abbastanza felice e ciò è male: un artista non può creare in queste condizioni!
"Ti ricordo - sussurrai - che Ivan Piombino ha mollato la sua donna per seguire TE!".
Lui si rattristò e se ne andò. Ora era pronto per comporre ancora!

La Caiazzo aveva fretta di andare via perché era quasi mezzanotte quindi era tardi per lei che è molto piccola (ventun'anni), così prese per mano uno sconosciuto e lo trascinò via pensando che fosse il suo amico Carambola.
Si accorse dell'equivoco solo qualche chilometro dopo, quando vide che stava stringendo un polso umano e nulla più: il tizio piuttosto di seguire lei si era segato un braccio ed era scappato. Convenimmo che aveva fatto la scelta migliore.

Anche la Bolbo ci salutò.
"Ma quando ci rivedremo?" le chiese il colonnello Nunziatella.
"CI RIVEDREMO ALLA CONVENTION!"
Non avrei potuto pensare ad un addio migliore.

Ingannammo il tempo stuprando Foniuglia e questo accorgimento un po' accelerò la monotonia dell'attesa, tuttavia il nerdorologio parlava chiaro: erano passati quaranta minuti da quando il nostro schiavo Carambola stava facendo la coda al banchetto dei cd brulé.
Gli erano passati davanti TUTTI, cani, porci, puttane, PIOMBINO e KASTROX, e nessuno da dietro il banco l'aveva ancora cagato.

Solo allora capii che l'idea di scegliere un handicappato come schiavo non era felice, così presi il Favone, lo usai come ariete per arrivare alla cassa, mi feci dare i nostri brulé e me ne andai.
Carambola dev'essere ancora là che aspetta il suo, ma non so se l'abbia mai avuto perché i simpatici buttafuori del Colosseo come da copione cacciarono fuori sia noi sia gli artisti VIP.
Prendemmo l'unica decisione possibile: fanculizzammo tutti e ci levammo dai coglioni salpando verso lidi altrettanto handicappati, ma almeno più alcolizzati.

Prima al vicino Porkiss, pub travestito da macelleria suina nonché meta abituale della Cumpa in cui le tipe che portano il reggiseno al bancone hanno diritto a un litro di birra gratis (a Foniuglia non avevamo ancora accennato i nostri progetti ma insomma...), ma era chiuso.
Poi al Killary, pub irlandese molto simpatico in cui per tradizione si versa la birra sul piano di sotto, ma era chiuso.
Poi all'English Tavern, pub inglese famoso soprattutto perché da un balcone hanno sboccato in testa a Grip, ma era chiuso.
Poi al Babylonia, pub di merda che come vitalità fa invidia a un cimitero, ma era chiuso.
Poi, finalmente e doverosamente nella nostra meta abituale.
Ovvero affankulo.