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Capitolo 6 - L'ALBA DEI DIVERSAMENTE FIGATI

Alle ore 12:30 di un sabato di quasi estate, nella camera 11 dell'hotel Corallo di Laigueglia, la bella Choo aprì gli occhi e si ritrovò 1500 km più a sud, in un letto circondato da valigie ancora da aprire ed abbracciata ad un animale grasso, sporco e peloso. E considerò questo insieme di fatti assolutamente normale.

Pochi minuti più tardi, una ventata d'aria fresca invase la stanza, diffondendo una musica strana, ritmata, che non mancò di destare la mia attenzione: sembrava una base di batteria e percussioni.
D'istinto, feci quello che era giusto fare... cioè mi grattai il culo.

"Ma buongiorno! - disse la bella Choo - dormito bene?"

Choo aveva spalancato la finestra: era una delle prime cose che faceva, ogni volta che ci svegliavamo insieme.
Non avevo mai capito il perché.
Così, dedussi che la musica arrivava dalla spiaggia: stavano facendo il FITNESS!
In altre parole, quando il FITNESS aveva capito che MAI e poi MAI quel mattino saremmo scesi per andare a sentirlo, aveva deciso di venire LUI da noi.
Fu un pensiero gentile... grazie, fitness!

Con la massima lentezza, scendemmo di sotto, incrociando la signora Corallo: aveva appena terminato l'abituale riposo dopo pranzo.

"Come va? - chiese a Choo, guardando ME - Tutto bene nella stanza?"
"Sì, grazie...
- rispose Choo, che ignorava l'epica opera di bonifica che aveva preceduto il suo arrivo - ...avrei solo tanta voglia di un caffé..."
"NØ! -
esclamai - PRIMA andiamo in spiaggia a posare i SALVIETTONI! Dopo, caffé!"
"CAFFÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉ!!!"


Impietosita, la signora Corallo fece un salto in cucina e preparò a Choo un buon caffé, nonostante fosse davvero PRESTO per fare MERENDA.
E poi, finalmente, potemmo uscire.


I minori dovrebbero essere tutelati dal suonare il sabato mattina Happy Gilson Generazioni a confronto
Rese prende la birra dal frigo Maestro Ellade! Dormito bene?
Sveglia pigroni! Stasera facciamo l´alba! Gilson non è umano. Ecco le prove! Basta! È ora di mangiare!

MEANWHILE...
Esiste il sabato mattina. Ecco le prove!

LE ORE DEL MATTINO HAN L'ORO IN BOCCA
Prima di fare il bagno, Choo volle curiosare in tutte le edicole del paese, cioè DUE, per cercare l'ultimo numero di un fumetto chiamato "Ringo".
La cosa incredibile fu che, alla fine, lo trovò sul serio!
Per curiosità, chiesi se ci fossero novità per "Sorrisi & Canzoni" ma soka: GRUMO fankulo!

Arrivammo comunque in spiaggia che era ancora mattina presto: sarà stata l'una e mezza.
Infatti, eravamo i PRIMI ARRIVATI... a parte l'autistico GRUMO, naturalmente, che aveva fatto in tempo a fare colazione, vedere il fitness, cercare "Sorrisi & Canzoni", sentirsi rispondere soka, tornare in albergo a posare la macchina foto, ritornare in spiaggia e annullare gentilmente la pheega preesistente nel raggio di qualche metro, in maniera che ci fosse posto per noi.
E a parte Rese, che, anziché in macchina, aveva direttamente dormito in spiaggia, assieme a due amici che, curiosamente, sembravano normali.

Ignoravo cos'avessero combinato quella notte, ma l'acqua era CALDA e SPOOOOOORKA, sembrava di fare il bagno in un MINESTRONE di VERDURE servito ai VEEEEKKI dalle SUORE. Non mi sarei stupito di trovare una dentiera che galleggiava, là in mezzo, e che rideva da sola, tra i sacchetti di plastica, gli avanzi di cibo skifato persino dai pesci e l'arcipelago di rifiuti misti non differenziati.
Per Choo, comunque, era il primo bagno dell'anno... e fino al giorno prima... era... in... INGHILTERRA! Quindi, oggi era in Paradiso.

"Sole... c'è il SOLE... mare... sono al MAAAAAREEE..."
"Ma FA SKIIIIIIFO!"
"MaAaAaAaAaAaAaAaAaAaAaAaAaArEeEeEeEeEeEeEeEeEeEeE!!!"


La bella Choo era arrivata a Laigueglia con pochi bagagli, rispetto a Len. Così, mi chiese di prestarle la mia crema solare, perché ne aveva solo una ed era a bassa protezione: assolutamente inadeguata per un pubblico che arrivava dall'Inghilterra.

Le diedi la mia protezione 30... e lei disse: "Ma che SKIFO, è TRASPARENTE!"
"Eh, lo so...
- risposi - Fa un po' strano all'inizio, poi ci si abitua... io non mi sono ancora scottato!"
"Ma fa CAGARE! Sembra una bomboletta spray!"
"Beh... se non ti piace la mia, puoi fottere quella di GRUMO... è protezione 50!"


Seguì una lunga carrellata di parolacce femminili, che durò più o meno fino alle due... poi ci trasferimmo da Diversamente Mariasole, perché nel 2006 c'era pheega.

"Com'è dormire in spiaggia?" chiesi ai due amici di Rese.
"Ah, devi chiederlo a Rese! - mi risposero - Noi dormiamo in hotel, mica con lui!"

Rese giaceva di fianco a noi, ma non era collegato: stava fissando il cielo e non voleva essere disturbato.

"Ma in che albergo siete?" chiesi.
"Il nostro hotel? Si chiama CORALLO... ce l'ha consigliato Rese, ma, nonostante questo, è molto carino! E voi?"
"Probabilmente, siamo i vostri vicini di stanza!"


In quel momento, Rese si riattivò: dal tono della voce, aveva capito che ci poteva scappare un brindisi. Quindi, alzò in alto la bottiglia di birra, la fece tintinnare e poi ricominciò a contemplare Dio.
SCOMMETTERE CON LENTEZZA
Verso le due e mezza, decidemmo di scommettere una birra su chi si sarebbe fatto vedere per primo, tra Schopenhauer, E adesso dividiamo per colore!Len, Franz Crack, Milla e MiOpiO.
Puntai su SCHOPENHAUER, perché, tra gli assenti, era l'unico non trombante... e PERSI: la scelta vincente fu quella di Choo.

Me l'aspettavo: la mia sfiga al gioco era iniziata esattamente da quando stavo con lei... ed erano quasi cinque anni, ormai. Da allora, tutti i protagonisti delle mie puntate su totomorti.com erano diventati immortali. L'anno precedente, un vecchio onorevole democristiano, chiamato Nicola Rinaldi, era riuscito addirittura a diventare CENTENARIO... e tuttora, a differenza di me, godeva di ottima salute.

E così, Len & Franz Crack, i giocati da Choo, arrivarono quasi subito... e sembravano in gran forma, anche se lui non aveva ancora capito per intero la storia dei fagioli.
Schopenhauer in realtà si piazzò secondo, ma con parecchio distacco... ed era un CADAVERE: Ehi tu! Non si batte a tavola! le poche ore di sonno che si era concesso in due giorni avevano smaltito l'unica cosa che lo teneva in vita, cioè l'alcool. E adesso sentiva tutto il peso dei suoi 95 anni: camminava a fatica, accusava dolori ovunque ed era triste e malinconico come un pensionato la domenica, quando non ci sono i lavori in corso.

Poi arrivò Milla, però accompagnata da Marta, che non era neanche stata contemplata dai bookmakers. Le due fanciulle ci rivelarono che MiOpiO era ritornato ad ALASSIO a POSARE la macchina, perché non aveva VISTO neanche un parcheggio!
Effettivamente, era divertente: a 23 anni dal nostro primo giorno, MiOpiO riusciva ANCORA ad essere il più LENTO di tutta la compagnia.

Fu un vero peccato che Choo, di tutto questo, non avrebbe mai saputo un cazzo, perché da un pezzo ci aveva detto soka ed era corsa in spiaggia per leggere Ringo e, soprattutto, prendere questa cosa strana italiana che c'era in cielo: il sole!

Quindi, le devo ancora una birra.
Non mettetelo su Internet.
DIVERSAMENTE SPIAGGIA
Verso le tre e mezza, Marta, Milla e MiOpiO ci salutarono e noi ritornammo in spiaggia, trovando un'INTERA GALASSIA di pheega che ruotava attorno a un centro: la bella Choo.
Parecchi miei sogni iniziavano così... feci i complimenti alla regia.

"Marok! - disse Len - Non ci posso credere... tutte le ragazze si stanno DAVVERO coprendo le tette!"

Mi voltai ed era vero: al nostro arrivo, come sempre, la maggior parte della pheega aveva SMESSO di sorridere e, d'istinto, si era messa qualcosa sulle tette... un asciugamano, una borsa, un foulard, un burqa integrale... qualunque cosa! Però seguendo un moto ordinato, dalla periferia della galassia verso il centro.

Alla fine, anche la bella Choo percepì il nostro arrivo ed abbassò il fumetto di quanto bastava per vedere le nostre orrende fattezze... oscurando di conseguenza le ultime tette rimaste: le sue.
100%: la metamorfosi della spiaggia era completa.

Mi stesi a sonnecchiare sul "salviettone" per continuare il sogno, finché Choo non mi risvegliò.

"Marok! - disse - Guardati intorno!"

Aprii gli occhi e vidi che c'era TERRA BRUCIATA: Choo e Len erano rimaste le UNICHE presenze femminili in TUTTA la spiaggia!
E saranno passati... boh... cinque minuti... al massimo dieci!

"NOOOO! NON CI POSSO CREDERE!!! - urlò Len - È TUTTO VERO!!!"

Ma PERCHÉ la gente non prende sul serio i racconti di marok.org?
Mah...

Un'altra cosa strana era che Schopenhauer era ancora in piedi, senza motivo apparente: nemmeno con un binocolo, ormai, avrebbe potuto vedere della pheega.
La realtà era che si era reso conto di NON riuscire a SDRAIARSI, perché gli faceva male TUTTO... e si VERGOGNAVA a chiedere aiuto.
Len capì, si impietosì, gli tese le mani, lo aiutò ad abbassarsi, lui perse l'equilibrio, si lasciò andare di culo, sbagliò mira, atterrò sulla sabbia di fianco al "salviettone" ed infine lo raggiunse rotolandosi, con l'aiuto di Choo che glielo teneva fermo, mentre noi maaaaaski ridevamo, con le mani dietro la schiena.
Fu un bel momento.

C'era un'altra cosa che Schopenhauer non riusciva assolutamente a fare: ricordarsi il nome di Rese si scopre anormale. E gli piace.Rese. Si ricordava solo che erano quattro lettere, ma non le azzeccava COMUNQUE mai, neanche per sbaglio.
Così, alla fine, decise di chiamarlo "RENE", perché era la migliore approssimazione che riuscisse a memorizzare.
Del resto, nemmeno Rese era mai stato in grado di ricordare il nome di Schopenhauer, quindi lo chiamava "Sandokan". Li vedevo bene assieme.

Approfittando del VUOTO della TERRA BRUCIATA attorno a noi, Len e Franz Crack si misero a giocare a palla, ma per poco: alle quattro, Franz Crack si avviò verso il mastro stampatore del budello, per farsi una copia della Maglietta Falsa del PercFest.
Anche Len decise di seguirlo: stranamente, per una giovane donna che arriva dal Salento, fare il bagno in una minestra di verdure non sembrava rappresentare una delle priorità della giornata.

"Però vi lascio la PALLA! - disse - Usatela pure se volete!"
"Probaaaaaabile..." commentai.
"Ma che bello, dai! - disse Choo - "Giochiamo a PALLA in ACQUA?"

Schopenhauer rispose che era appena riuscito a sdraiarsi (dove "appena" voleva dire "venti minuti prima") e quindi non gli sembrava giusto buttare tutta quella fatica nel cesso.
Rese guardava in cielo.
Gli amici di Rese guardavano la pheega. Sullo smartphone.
Così, gli unici giovani sportivi che seguirono Choo in acqua furono GRUMO ed il sottoscritto.

Fu un momento di agonismo frenetico: ogni tanto, Choo lanciava la palla nella nostra direzione.
GRUMO non saltava, perché aveva male alle ginocchia, quindi si limitava ad allungare le braccia.
Io non allungavo neanche le braccia, perché avevo anche male al collo.
Andammo avanti così per una ventina di minuti, con Choo che lanciava la palla e poi aspettava che, camminando, la andassimo a prendere.
Poi si buttò in acqua, in mezzo all'immondizia, per dimenticare.

Alle cinque, Len e Franz Crack riapparvero in spiaggia... senza la maglietta.

"Che è successo al mastro stampatore? - chiesi - Ha perso il file?"
"Nonò...
- rispose Franz Crack - Gli si è proprio FUSO il PC!"

E fu così che Franz Crack fu L'UNICO a non avere NEMMENO la maglietta FALSA del PercFest.
Peccato.

A Schopenhauer, intanto, venne voglia di alzarsi... ma NON ci riusciva. Era una via di mezzo tra una balena spiaggiata ed una tartaruga caduta sulla schiena.
Così, chiese a Len se gli dava una mano... e Len NON SOLO NON gli diede una mano, ma Len si oppone al teletrasportosi mise di fronte a lui a fare la CANDELA... a spregio!
Fu una scena molto poetica... la signora Corallo aveva ragione: erano una bella coppia.

Subito dopo, tutti quelli che erano in grado di farlo si alzarono per andare in piazza Libertà, per il seminario di Gilson Silveira e Marco Fadda.
Non facemmo in tempo a fare QUATTRO PASSI che in spiaggia arrivarono dei suonatori, una sorta di marchin' band, che palesemente non c'entravano un CAZZO col PercFest, Il ControPercFestsuonavano male da Dio ed attirarono un'intero sciame di pheega.

Quindi, Schopenhauer si ritrovò esattamente in mezzo alla pheega... ma NON riusciva ad alzarsi per rompere i coglioni! Era bellissimo!!! Così, Len e Franz Crack tornarono in spiaggia, mandando il seminario affankulo.
Noi invece restammo per qualche minuto sul molo, a guardare chi i suonatori, chi la pheega, chi Len e Franz Crack che giocavano in acqua, felici.

"Uffa! Perché loro sì e noi no? Stronzi!"

In risposta, la palla fece una parabola senza senso e finì per incastrarsi sugli SCOGLI, nel punto più irraggiungibile del molo.

Vedemmo Franz Crack che cercava di UCCIDERSI per andarla a prendere, mentre le onde diventavano sempre più alte, generando vere e proprie CASCATE di IMMONDIZIA che gli cadevano addosso, dei veri e propri SBOCCHI di POSEIDONE.
In tutto questo, Schopenhauer era ancora immobilizzato sul "salviettone", che chiedeva aiuto.

Con queste immagini negli occhi, salutammo con stima, gratitudine e affetto e andammo al seminario di Piazza Libertà.
DIVERSAMENTE STRALAIGUEGLIA
Del lungo e prestigioso seminario di Gilson Silveira e Marco FaddaGilson Silveira e Marco Fadda , alla fine, vedemmo la bellezza di dieci minuti! Poi schizzammo al Corallo perché qualcuno doveva cambiarsi di abito, qualcun altro di macchina foto.

Presa la g1x, abbandonai la bella Choo alle sue attività femminili e lasciai in tutta fretta l'albergo per andare in piazza ad okkupare i posti, accompagnato da GRUMO, Len e Franz Crack.
Più o meno, camminavamo tutti alla stessa velocità... il che NON era positivo: GRUMO ed il sottoscritto non avevano più le ginocchia, a Franz Crack invece era venuto un crampo pazzesco mentre camminava nell'acqua, in bilico sugli scogli, in mezzo all'immondizia, in punta di piedi e con la testa all'insù, mentre FALLIVA nel recuperare la palla.

Anche Len, però zoppicava un po'... ed il motivo era semplice: quando aveva visto che Franz Crack era tornato senza la palla, aveva deciso di andarla a prendere lei, sempre nella stessa direzione... imprecando contro questi maaaski che non sanno fare un cazzo!
Davvero voi umani non fate la cacca nel camino? E aveva messo il piede su un riccio.

A completare il quadro dei velocisti, lungo la strada incrociammo Schopenhauer, che alla fine in qualche modo era riuscito ad alzarsi... e non sapremo mai come.
Peccato.

"EHIIII! DOVE ANDATE??? ASPETTATEMIIIIIIIIII!!!"

Sì, per Schopenhauer stavamo viaggiando a velocità luce.

"Abbiamo fretta... - risposi, scansando i pianeti che facevano la scia - Dobbiamo prendere i posti! Stasera è GUERRA!"
"VENGO ANCH'IOOOOOOO! DOTTOREEEEEEEEE!!! ARRIVOOOOOOOOOOOOOO!!!"


E fu così che Schopenhauer, ansimando e zoppicando, ci vide scomparire all'orizzonte... come se fossimo normali.

I nostri sforzi non furono vani: con l'incredibile scatto finale, riuscimmo a trovare posto in SESTA FILA per tutti, compreso il nostro badato Schopenhauer. Un attimo più tardi, la piazza fu piena: tutti erano arrivati contemporaneamente.
E mi preparai all'inizio della GUERRA.
ALLE SETTE DELLA SERA
In realtà, da seduta la folla appariva mansueta: per lo meno, non notai gente che si accoltellava, c'era addirittura qualcuno che ascoltava il Bebo Ferra ciéksoundcheck.
La pace sopravvisse persino a Schopenhauer, che tanto era badato dalla bella Choo.

"Dottore! Andiamo a mangiare una crèpe? Ho visto un bel posto... si chiama PANEM!"
"PANEM?"
"Sì, è lungo il budello..."
"Ah, ok... PACÀN!"
"Sì, PANEM!"


Pacàn faceva davvero delle ottime crépes, ma era anche il ristorante più lento del mondo.
Comunque, in assenza di guerra, era inutile che rimanessimo tutti assieme ad occupare le sedie: bastavamo io e GRUMO, che di crépes da Pacàn ne avevamo già mangiate un'infinità... anche se avevamo dovuto pagarle.

"Andate pure voi! - risposi - I posti li teniamo io e GRUMO! E le crépes di Pacàn meritano, sono ottime!"

Choo decise comunque di rimanere con noi a tenere i posti, mentre gli altri diversamente figati approfittarono dell'occasione e si avviarono verso il budello, incrociando la loro punizione divina: IL Il VEEEEKKIOVEEEEKKIO!
Proprio così! Il VEEEEKKIO aveva appena finito di INSULTARE il tipo del mixer, si era girato e, chiaramente, li aveva riconosciuti: "Voi siete quelli che venite qua a fare CASINO!"

Notare che era LA PRIMA VOLTA che vedeva Franz Crack nella vita.

"Noi? No... noi siamo qua per... il silenzio!"

Il vecchio emise una risata rauca agghiacciante, poi se ne andò, borbottando parolacce in ligure stretto, per far vedere che non era piemontese, e si avviò verso casa, lanciando occhiate di disprezzo, disgusto e schifo a tutti quelli che occupavano le sedie sotto casa sua.

E così, una volta realizzato di trovarci esattamente SOTTO alla E tra poco... CASINO!!! Yeeee!!!finestra del veeekkio, GRUMO, Choo ed il porko sottoscritto si misero l'anima in pace e si prepararono ad una morte lenta e dolorosa... tanto eravamo abituati con la vecchiaia, non avrebbe fatto alcuna differenza.

Ad un tratto, un supereroe capellone ci venne incontro per salvarci: era Davide Merlino, uno degli ultimi concorrenti che avevo seguito, quand'ero nello staff del PercFest. Al concorso era arrivato secondo, dopo Dario Congedo, ma prima degli Ossi Duri, che avevano fatto l'imperdonabile errore di non invitare l'Uomo Maiale.

Da quando non ero più nello staff, Davide Merlino era terribilmente addolorato: aveva subito riprovato il concorso... e l'aveva VINTO!!!

"Marok! - mi disse - Domani mi vieni a sentire?"
"Solo se non è al mattino!"
"Ahahah... no, tranquillo, sono alle 6, in piazza Libertà... dopo Gilson!"
"Eh? Ma il programma non lo dice..."
"Sì, lo so... se lo sono dimenticati!"


Ci saremmo alzati per le sei di sera, domenica mattina?
L'avremmo scoperto solo vivendo.
SANFRU CONTRO MIOPIO
Alle nove in punto, arrivarono... udite udite... SANFRU e la tipa!

"Uè Marok! - disse Sanfru, con la consueta voce monocorde - Com'è? Tutto Gilson ciék bene?"
"Benone!
- risposi - E voi? Quando siete arrivati?"
"Proprio adesso... abbiamo parcheggiato qua dietro, sull'Aurelia, e siamo venuti!"


Non ci potevo credere: SANFRU, arrivando alle NOVE DI SERA, aveva trovato PARCHEGGIO a due passi dalla PIAZZA... mentre MiOpiO non aveva VISTO neanche UN posto da NESSUN'ALTRA PARTE, arrivando al MATTINO!

Ma poi, soprattutto... adesso SANFRU GUIDAVA LA MACCHINA!
È incredibile il numero di cose che un maaaskio sarebbe disposto a fare, per la pheega.

"Oh, se me lo dicevate, vi tenevo due sedie!"
"Tranquillo, Marok, qualcosa troviamo..."
"Eh, la vedo dura, sai?"

Non avevo neanche finito di pronunciare queste parole che due tizi, seduti alla fila dietro la nostra, si alzarono e se ne andarono.

"Dai, sediamoci!" disse Sanfru, sorridendo divertito.

Di fronte a tanto, mi arresi all'esistenza di un progetto divino.
E capii che il mio posto era in fondo a destra.

Franz Crack, Len e Schopenhuer riapparvero contemporaneamente, più o meno verso le nove e un quarto, e Schopenhauer sembrava essersi ripreso bene: non zoppicava più, anzi, era vispo e scattante!
Gli altri iniziarono ad elencarmi le robe assurde che era riuscito a bere, tutte insieme, mentre aspettavano le crépes, ma la lista si troncò al quinto bicchiere: iniziò il concerto.
THE GREAT JAZZ CONCERT SURPRISE
Anche stasera, l'inizio fu puntuale: 21:30 spaccate.
Come il giorno precedente, il Capo salì sul palco accompagnato dal maestro Ellade Bandini. Gli occhi, le orecchie ed i nasi del pubblico erano tutti puntati verso di loro, perché NESSUNO aveva IDEA di che CAZZO avremmo sentito quella sera. Il programma recitava testuali parole: "The Great Jazz Concert surpriseThe Great Jazz Concert Surprise" ... e fin qua, tutto bene.
Il problema è che la grafica indicava dei PACCHI!
Era un ottimo presagio.

Rosario Bonaccorso rimase sul palco, in compagnia del suo contrabbasso. Poi salirono Dado Moroni, Riccardo Fioravanti e Bebo Ferra e, tutti assieme, suonarono "Laigueglia", la canzone composta da Gino Paoli per il PercFest.
Poteva andare peggio: ci poteva essere Gino Paoli.

Comunque, in quattro minuti di canzone, Schopenhauer aveva già fatto in tempo ad alzarsi, entrare in un pub e ritornare, con quattro bicchieri enormi, pieni fino all'orlo.

Il secondo brano si chiamava "Adele".

"Questo brano - disse il Capo - si chiama ADELE, ma in realtà vuol dire AD ELLADE, il batterista dal suono ROTONDO!".

GEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEELO.

"Ho come l'impressione che stasera finirai il bloc notes!" dissi a GRUMO.
"Non sei messo meglio, Che la forza sia con te mi sembra!" rispose l'autistico, indicando la pila di fogli su cui, in tempo reale, cercavo di prendere nota delle cazzate.

Sarebbe bello registrare tutto... e, tecnicamente, non sarebbe neanche difficile: sul mio Edirol, una normale scheda da 16 giga sarebbe sufficiente per registrare a qualità massima l'intero PercFest, fitness compreso.
Tuttavia, a parte la scomodità e l'annullamento della pheega, il problema vero è che nessuno riascolterebbe un cazzo: ci sono magie che, fuori contesto, non funzionano. Il PercFest andava vissuto dal vivo... come testimoniavano gli accessi zeeero degli spezzoni su youtube e l'incredibile dilatazione formato CX che aveva dovuto farsi installare il Pastrano, per farsi entrare tutti i DVD del PercFest nel culo.

Subito dopo, il Capo disse: "Ce ne abbiamo tanti di percussionisti, ma alcuni sono davvero bravi!"

GEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEELO.

E ricominciammo a scrivere, mentre la band eseguiva tanti classici del jazz... ma alcuni erano davvero belli.

Alle ore 22:30, salì sul palco quel gran bell'uomo di Fabio Concato TrioFabio Concato, accompagnato da Julian Oliver Mazzariello, piano, e Fabrizio Bosso, tromba.
La formazione mi piaceva molto, anche se l'acustica non gli rendeva granché giustizia!
Comunque, beato lui.

Oh, non dico che i nuovi fonici non fossero bravi: magari negli ultimi anni avevano semplicemente spostato dei muri e dei palazzi nella piazza, o aggiunto un generatore di eco... può succedere! Comunque, ogni tanto, la voce di Concato si perdeva sotto il rumore di posate Pubblico intellettualeFabio Concato della Coenda, di fianco al palco.

"Chiederei al bar di fare meno rumore..." disse il Capo, ottenendo l'effetto che tutti avevamo immaginato, cioè un cazzo.
Così, Schopenhauer si alzò ed andò alla Coenda di persona... in modo che il messaggio fosse più chiaro.
Ne uscì subito dopo, con le birre più grandi del mondo.

Fabio Concato, intanto, si stava dimostrando un ottimo intrattenitore: "Scusate se canto con gli occhiali da sole... - disse - L'occhio è bello, ma è DELICATO. E, dopo questa CAGATA, possiamo andare avanti!"

Tutta la piazza scoppiò a ridere... probabilmente anche il VEEEEKKIO, che ci spiava di nascosto dietro ai vetri della finestra, prendendo, con calma, la mira.

"Adesso, una canzone di quando eravate GIOVANI!"

Fabio Concato attaccò "Che domenica bestiale", che era dell'82.
Una voce commentò: "Le mamme delle minorenni NON erano ancora NAAAATE!"
Per la privacy, non ne rivelerò l'autore.
E comunque, a mezzanotte, il concerto terminò... e noi stavamo ancora facendo i conti.
DIVERSAMENTE JAM
Era appena iniziato il 21 giugno, eravamo nel giorno più lungo dell'anno.
Saremmo riusciti a renderlo tutto completamente inutile?
Nel dubbio, schizzammo verso l'Albatros, carichi di immense aspettative... e non trovammo nulla che ci potesse deludere!
Nel senso che non c'era un CAZZO.

Milla e MiOpiO decisero che sarebbero rimasti COMUNQUE là! Noi invece andammo a bere al Mayflower, perché vaffankulo.

Da Mayflower, ad onor del vero, Venite anche voi nella grande jamuna sorta di jam c'era. Forse, percussionisti e batteristi non erano al livello di John Bonham, Giulio Capiozzo, Christian Meyer, Roberto Gatto o Ruben Bellavia, ma, sicuramente, in tutto il locale, nessuno sapeva suonare la batteria meglio di loro... quindi, ci piacevano.
Così, ci sedemmo tutti attorno a un grande tavolo, a bere, a sparare cazzate e a scrivere cartoline: perché aspettare l'ultimo giorno?

Ora, stimate con attenzione il livello incredibile di tripudio e divertimento del pubblico femminile, ai lati della seguente diapositiva:

TANTISSIMA voglia di teletrasporto

Alla fine, Len e Franz Crack si misero a suonare una bottiglia.

Diversamente jam Diversamente jam - Makin´ of
Così, Choo e Marta decisero che, a turno, sarebbero andate fino all'Albatros a controllare che davvero non ci fosse un cazzo.

Alle 2:00 in punto, di fronte al fallimento di ogni ricerca, Marta ci disse che sarebbe andata a dormire. Choo, invece, iniziò a suonare con Fave Jamgli altri handicappati.

Alle ore 2:30, apparve Milla, trafelata.
E urlò: "SIETE DEI COGLIONI!!!"

Tutto il locale si girò a guardarla, lei fece un salto in aria ed atterrò sul PIEDE di Choo.

"AAAAAAAHHHHHH!"

In fondo, aveva fatto bene: di tutti gli anziani over 34, Choo era sempre l'unica a camminare senza problemi... era una vera ingiustizia.

Fave Jam Una volta preso fiato, Milla ci raccontò che, all'Albatros, c'era stata una jam fantastica! Era iniziata tardi, alle due, ed era durata solo mezz'ora... ma era stata la migliore jam di tutti i tempi!!!
Quindi, noi eravamo dei coglioni.

Il ragionamento non faceva una piega, così decidemmo di andare tutti a bere da Sirò, perché era l'unica cosa che non c'entrava un cazzo.

"Sirò? Ma è TRISTE... - disse Milla - Anzi, FA SKIIIIIIIFO!"

Subito dopo, ordinò da bere, dicendo che tanto pagava Schopenhauer.
Schopenhauer scoppiò a ridere e rispose che quella sera aveva, sì, tanta voglia di pagare da bere a tutti... ma solo, rigorosamente da Sirò!
Subito dopo, uscimmo tutti assieme, osservando Milla che pagava quello che aveva già ordinato e MiOpiO che diventava Rese, cioè guardava in alto e si metteva in standby.
AFTER DA SIRÒ
Una volta da Sirò, Schopenhauer fu di parola: offrì da bere a tutti... e, ad ogni sorso, sembrava che ringiovanisse di un anno. Quindi, o c'era una pozione magica nei suoi bicchieri, oppure c'era un acido nei nostri.

Franz Crack after Rumble at Night Express!
Dopo il secondo o il terzo giro di shortini, Franz Crack volle provare il "Il mondo beve il mio Rumble at Night Express!Rumble at Night Express": l'aveva letto nell'ultima recensione e si era incuriosito.

Nell'ultima recensione c'era anche scritto che, dopo averlo bevuto, mi si era spappolato lo stomaco... ma lui non volle sentire ragioni e lo mandò giù tutto d'un fiato.

Dopo mezz'ora, o forse anche meno, Franz Crack andò in coma.
Secondo Len, non era colpa del cocktail: Franz Crack after Rumble at Night Express!Franz Crack funzionava proprio così. Ad una certa ora, che non si poteva conoscere prima, si spegneva e andava in coma.
Doveva essere divertente andare in macchina con lui.

Alle 3:30, Franz Crack si ripigliò quel tanto che bastava per alzarsi in piedi e così, tenendo fede al suo ruolo di badante, Len lo portò sottobraccio in albergo, mentre l'autistico GRUMO li seguiva a debita distanza, con le mani dietro la schiena.

Li salutai con le parole: "Il giorno che avrò sonno a quest'ora, starò crepando o avrò lavorato!"
Poi ricominciai a bere, ma era un'impresa disperata: Schopenhauer continuava a PAGARCI roba sempre più POTENTE, a una rapidità tale che NESSUNO riusciva a svuotare il proprio bicchiere prima che ne arrivasse un altro.
Probabilmente, non si era nemmeno accorto che c'erano tre persone in meno... e soprattutto, anche se ne fosse accorto, non gliene sarebbe fottuto un cazzo.

"Senti un po' - dissi a Choo - Secondo te, l'edicola del Favone Grassone, domani, è aperta? Apre una domenica su due... la probabilità è del 50%!"
"Io scommetto di sì..."
rispose la giovane donna, che al gioco aveva sicuramente più fortuna di me.
"Ok, dai... alle cinque gli mando un sms!"

Preparai il messaggio e, alle 5 in punto, lo inviai: "Hommage  FavoneBuongiorno! FRANZ CRACK fa AIR GUITAR con SANFRU e SCHOPENHAUER. Noi andiamo a dormire. Perché?"

Il Favone rispose immediatamente: "Tu non stai bene!"
Choo aveva di nuovo vinto la scommessa e fu BELLO: erano passati 13 anni dal primo "Buongiorno!" al Favone che si alzava per aprire l'edicola, ma era sempre una soddisfazione.

Contemporaneamente, i signori Sirò ci dissero che dovevano chiudere, ma per Schopenhauer non fu un problema: si fece fare un CASINO di bicchieri di GIN TONIC e li portò tutti fuori, da solo, senza bisogno di aiuto.
L'ALBA SUL MARE
Nonostante fosse stata una costante degli ultimi DIECI anni, l'agilità di Schopenhauer da sbronzo riusciva ancora a stupirmi: era la stessa persona che, qualche ora prima, NON era in grado di SDRAIARSI in spiaggia, e adesso rideva e saltellava per piazza Garibaldi abbracciando bicchieri pieni fino all'orlo di gin tonic, senza versarne neanche una goccia.

"Dottoreeeeeee! Vieni, dottoreeeee! Non stare lì fermo, impalato! MUOVITI!!!"

Anche Rese si era risvegliato, ma continuava comunque a vivere con lentezza.

"Vi va una focaccia?" - disse - "O una brioche?"

Forse la scelta migliore sarebbe stata camminare fino al forno dietro alla chiesa, ma noi ci accontentammo della panetteria del budello: il profumo lanciò un invito e Io no volere usare flash. Avete gamma dinamica da prestare me? Grazie! la fame chimica accettò.

Poi andammo ad aspettare l'alba sul molo, mentre il vento giocava con la sabbia, i gabbiani col mare e Schopenhauer affidava alle cure di una panchina il suo tesoro più prezioso: la collezione di bicchieri di gin tonic.
Ed intanto, sotto di noi, entrambi i lati della spiaggia erano interamente okkupati da una moquette di sacchi a pelo.

"In fondo... - dissi, osservando i saaaakki - Questo è l'unico momento in cui NON facciamo scappare la pheega dalla spiaggia! Sta dormendo..."
"Ho sonno... - rispose la tipa di Sanfru - Andiamo?"

Sanfru scoppiò a ridere, sospirò e, seppure a malincuore, ci salutò.
Contemporaneamente, Schopenhauer e Rese SPARIRONO.

L´alba Choo ed io ci guardammo negli occhi e capimmo: il sole stava per sorgere ed era giusto volersi bene, di fronte all'alba sul mare! L'unico rimpianto era che, così lontani, non avremmo visto né sentito le reazioni delle malcapitate di turno.

Nonostante fosse il giorno più lungo dell'anno, alle sei meno un quarto il sole non era ancora sorto: anche a lui piaceva vivere con lentezza! Però ci chiamò Schopenhauer.

Choo all´alba "DOTTOREEEEEEEEEEE! DOVE SIETE?"
"Sempre sul molo... e tu? Grossi colpi?"
"MA NOOOO... RENE È ANDATO A DORMIRE, CHE PACCO! NON VOGLIO FARE L'ALBA DA SOLO!!!"
"Vieni..."
"CORROOOOOOO!"


Da lontano, vedemmo una SCHEGGIA targata Schopenhauer schizzare per il lungomare, ridendo e canticchiando cose incomprensibili.
Arrivò appena in tempo: a pochi minuti dalle 6, il sole sorse dal mare, per un I sopravvissutipubblico di tre spettatori.
Appena dietro di noi, sulle panchine, una collezione sterminata di bicchieri di gin tonic iniziò finalmente a brillare ed una folla di gioventù, chiusa nel sacco a pelo, si perdeva uno degli spettacoli più belli del mondo: la prima alba dell'estate.

Forse l'indomani Milla sarebbe passata da loro, uno per uno, a pestargli i piedi... ma tra noi ed il nuovo giorno c'erano ancora tantissimi bicchieri di gin tonic da smaltire. Così, decidemmo di lasciarli tutti sul molo, La colazione è servitatranne quattro: tre per noi ed uno per Rese.

Sì, Rese: era andato a dormire in macchina, che era una delle cose che più lo rendevano felici nella vita, e chiaramente non aveva niente per fare colazione. Perciò, sarebbe stato carino, da parte nostra, fargli trovare un gin tonic sul cofano!

Tanto, Schopenhauer l'aveva accompagnato, quindi avrebbe saputo ritrovarlo... forse.

Come da copione, iniziammo a girare a vuoto per Laigueglia... ma mi Gioventù e vecchiaia rimaneva una curiosità.

"Ma dimmi... - chiesi a Schopenhauer - Prima, com'è andata?"
"Eh, dottore... non ci crederesti mai..."
"Grossi colpi?"
"Tutt'altro! Siamo andati, sì, verso la Suerte, a cercare pheega... hai presente, il chiosco dei grossi colpi? Siamo andati oltre... e abbiamo beccato dei TOSSICI con le orecchie SFREGIATE che scappavano dopo una RISSA!!!"


Venivo a Laigueglia all´albaLaigueglia dalla fine degli anni '70 e non mi era MAI capitato di trovare una RISSA: Schopenhauer, in tre giorni, ne aveva sfiorate DUE. E la cosa più grave era che stava camminando velocissimo: quand'era sbronzo, stargli dietro era un'impresa!
Per fortuna, i suoi percorsi erano curvilinei, perché prima si dirigeva verso un punto A, non ci arrivava, ma si accorgeva che comunque sarebbe stata la direzione sbagliata, quindi tornava indietro al punto B, che però non era quello di partenza, perché si era GROSSI COLPI! sbagliato nel tornare indietro. Quindi, guardava dov'eravamo rimasti noi e faceva qualche passo nella nostra direzione, ma, a metà strada, gli veniva in mente che forse bisognava andare da un'altra parte, il punto C. Così, esisteva sempre una scorciatoia per seguirlo, senza eccessiva fatica.

Trovammo la macchina di Rese alle 6:42, solo perché era parcheggiata lungo la via Aurelia, a pochi passi dal Corallo. Effettivamente, era il posto ideale per dormire: non esistevano strade più frequentate e trafficate in tutta la Liguria, a parte l'autostrada.

E così, senza svegliarlo, È pronta la colazione!gli lasciammo il Gin Tonic sul cofano, per la colazione: era il minimo che potessero fare dei veri amici.
E poi, di fronte a lui, brindammo, bevemmo alla goccia e, senza farci beccare dalla signora Corallo che stava facendo tutt'altro tipo di colazione, salimmo di corsa sul tetto dell'albergo ad urlare "SAAAAAAAKKOMAN!", per il gusto di vedere Schopenhauer che faceva le scale.

Alle ore 6:47, bisbigliammo: "SAAAAAAAKKOMAN!" dietro la porta dell'autistico GRUMO. Del resto, dormiva nella camera 12... e la camera 12 era, per definizione, la camera di SAAAAAAAKKOMAN.
Poi, tutti e tre, andammo verso la stanza mia e di Choo... e ci accorgemmo che GRUMO ci aveva lasciato un biglietto sulla porta: "BUONANOTTE SCHOPE!".

Era stato gentile, da parte sua... così presi carta e penna e gli infilai, sotto la porta, la risposta: "GRAZIE! SAAAAAAAKKOMAN."
Eravamo sicuri che avrebbe apprezzato.

E anche quest'anno si erano fatte le sette del mattino: era il modo migliore per iniziare l'estate.
Dopo attenta riflessione, Buonanotte Schope!Schopenhauer decise che avrebbe aspettato la signora Corallo sul tetto, così avrebbe fatto di nuovo colazione con lei! E noi salimmo di nuovo su con lui, a guardarlo per un'ultima volta... ci piaceva ricordarlo così.

"E fermatevi anche voi! Dai, dottore! Poi andiamo a fare un giro, torniamo in centro, dai! Ma scusa, CHE SENSO HA DORMIRE, in una mattina come questa? Oh, mica avete sonno? Dai, ci sono ancora i gin tonic sul molo! Ci ripigliamo un attimo e poi andiamo... Dai, non si fa così però!"

Non sono sicuro delle ultime parole, perché nel frattempo avevamo chiuso la porta del terrazzo... ma senza girare la chiave, altrimenti avrebbe pisciato dal tetto.
E lo avevamo mandato allegramente, simpaticamente e tonicamente affankulo.