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Sei in: Home > Elio > Recensioni > Tavagnasco 27/4/2008


Nazi Rock - 27/4/2008

"27/04/2008 - Tavagnasco (To). Volete mettere un bel concerto eliatico in mezzo ai monti, tra la pace e la tranquillità? Io e Dagarlass presenti!"

Così scriveva con fare giocondo la giovane Klàpač. E il primo atto fu il pacco del buon Dagarlass: in fondo, non era così handicappato.

Fatto sta che avrei dovuto seguir l'esempio... ed invece, come un exe moribondo Borghezio fans club giravo da giorni senza lo scempio di un perché: da Parma, da Vigolzone e soprattutto Carpaneto, che è tempio dei Pisarei e del Gutturnio, a Annone e Agliano d'Asti, tra Farinei, polenta e sagra del Barbera.
E, infine, il copione ci riportava a casa Marok, trenta centimetri e quattro piani al di sotto di Borghezio.

Zingarata violenta, che era piaciuta a tutti! Dei diciotto iniziali eravamo rimasti QUATTRO: Klàpač, Iváno, Sae ed il culo rotto del sottoscritto. Ma PiombinoKastrox.
I PACCHI
"Ma siamo davvero sicuri che domani abbiamo voglia di andare a Tavagnasco?" chiesi, mentre mandavo l'sms di "Buongiorno!" al Favone Grassone.
"Io per esempio domani torno a Roma!" rispose Iváno Guardia di PortaIváno.
"Ah... come mai?"
"Devo andare a votare per le comunali... devo scegliere tra ALEMANNO e RUTELLI!"

Abbracciai forte Iváno e piangemmo a lungo assieme. Poi gli regalai qualche jpeg ed un sorso di genepy.
Raramente mi ero commosso per il destino di una persona in modo così acuto... non tanto per il giorno delle votazioni, quanto per i cinque anni che ne sarebbero seguìti.
Al confronto, ero quasi contento di andare a Tavagnasco.

"Ma pooooootaaaaaaaa! - diceva Klàpač - Domani siamo in mezzo alle montagneee! Figaaaataaaa!"

Sospirando, ripensai all'ultima volta che ero stato a Tavagnasco.
È uno degli ultimi paesi della valle della Dora Baltea, a monte di Ivrea, meno di mille abitanti, ultimo avamposto del Piemonte prima della Val d'Aosta, non più di 100 chilometri dalla Svizzera e dalla Francia e non più di 20 in linea d'aria da quel Ronco Canavese che tanto caro è ai lettori di marok punto org.


Insomma, uno degli angoli più remoti d'Italia, che ospita uno dei principali eventi del Piemonte: Tavagnasco Rock. Gli Elii ci erano già stati, dieci anni prima, ma ci avevano suonato anche Guccini, Jannacci, De Gregori, i Nomadi, i Lou Dalfin, i Pitura Freska, i Modena, il Banco, Daniele Silvestri, Mauro Pagani... e, soprattutto, gli Ossi Duri e... udite udite... i Farinei.

A Tavagnasco, i concerti sono in una "tensostruttura", vale a dire un cazzo di telo che, di solito, gli organizzatori chiamano "palatenda".
Chi ascolta i Farinei conosce bene questi posti: per l'acustica impeccabile, il design futurista e, soprattutto, le ventole modello Kjoe che sanno cambiare le stagioni, i Farinei li hanno ribattezzati "capunere", che in Piemonte sono le gabbie dei polli.
Ma non solo: i Farinei dedicano vere e proprie odi d'amore agli architetti delle capunere, ai progettisti, ai macchinisti, agli uomini di fatica ed a tutta la loro discendenza fino alla tredicesima generazione... se mai fossero riusciti a riprodursi.
Quello che i Farinei non sanno è che i concerti di Elio nei teatri e negli auditorium si sentono nettamente peggio.

Di solito le capunere sono "mobili", cioè periodicamente Iváno at work vengono strappate via dalla mano pietosa del destino. Quella di Tavagnasco, invece, era fissa: da vent'anni parte integrante dell'handicap e della vallata.

Sotto le capunere si mangia, si beve, si canta, si balla e si paga per entrare. Sempre.

Il prezzo è comunque giustificato dal fatto che l'acustica è una merda: per legge, gli unici concerti che si possono sentire bene sono quelli gratis. A Tavagnasco, però, si sarebbe sfiorato il capolavoro: 20 EURO!!!
Per andare alla pari, gli Elii avrebbero come minimo dovuto suonare in playback, con sotto la base dei Finley...

Andai a dormire soddisfatto: sapevo che la realtà avrebbe superato tutti i morbi della mia fantasia.
ALLE UNDICI DEL MATTINO IL MONDO È ANCORA IN ORDINE
Ci svegliammo all'alba: era appena passato mezzogiorno.
L'handicap di Iváno era già lontano: era uscito di casa alle SEI DEL MATTINO per prendere il metrò ed andare in stazione.
Per la cronaca, a Torino di domenica mattina il metrò parte alle otto, prima bisogna attaccarsi al pullman. Il lieto fine in questa Saluti da Ivánodiapositiva.

E va be', adesso era ora di pensare al futuro: Foniuglia.

Ogni volta che c'era un evento pubblico serio e di cruciale importanza, come un concerto di Elio e le Storie Tese, Foniuglia mi teneva fino all'ultimo sulle spine: decideva di uscire di casa solo se non si vedeva oRRenda.

Purtroppo, la comunicazione avveniva sempre via telefono... sarebbe stato più divertente con una webcam.

"MaRok - disse - è teRRibile... la mia vita è teRRibile... sono oRRenda!!! Ma non è colpa mia: in tv hanno detto che in AfRica è Ricominciata la caccia alle stReghe! Mi stanno peRseguitando! Dall'AfRica!!! In queste condizioni non posso usciRe..."

Con la massima calma, e come se fosse la cosa più naturale del mondo, spiegai a Foniuglia che i concerti di Elio annullano la caccia alle streghe. Sae modello Poi lei era Fava e quindi, per gli africani, il fatto di essere strega sarebbe passato in secondo piano. Sì, anche se non aveva rinnovato l'abbonamento.

Comunque, se gli specchi di casa sua le dicevano che era orrenda, era solo perché li avevano costruiti in Africa per farle un dispetto.
E, soprattutto, visto che non era più fava, gli Elii l'avrebbero sicuramente fatta entrare gratis. Ed io le avrei offerto dell'ottimo Genepy!
Alla fine, Foniuglia disse sì.

Ero rimasto quasi un'ora al telefono con lei, in quell'ora gli Afrikani avevano fatto in tempo a cacciare e bruciare almeno cento fave.
Klàpač e Sae invece avevano scaricato la posta.
Ed erano rimasti colpiti da un messaggio sul forum di Elio, scritto dal rompicoglioni per antonomasia, Paul Hood.

"C’è qualche gruppo di fave torinesi che si riunisce per andare in treno a cui io posso aggregarmi? Non sporco, non abbaio e non do molto fastidio. Premetto che non so se ci sono treni per Tavagnasco da Torino. Cioè, non so nemmeno se a Tavagnasco c’è la stazione del treno. In realtà non ho ancora capito dove kazoo si trovi Tavagnasco."

I casi della vita... noi eravamo quattro Fave, a Torino, in una macchina da sette posti. E andavamo proprio a Tavagnasco!!!
Purtroppo, non andavamo in treno... peccato.
FAVE ON THE ROAD
Uscimmo di casa alle due di pomeriggio, era ora di fare colazione.

"Beh... io vi saluto!" disse Sae ricorda i vecchi tempiSae.
"Come? Non vieni a Tavagnasco?"
"Sì! - rispose - Ci vediamo là!"
"Ma vieni con noi, abbiamo la Potamobile da sette posti!"
"Non posso, devo andare in treno a Vercelli a prendere la macchina, perché viene anche Mapo con tre miei amici!"
"Eh??? Ma la vostra macchina non può guidarla Mapo?"
"No, perché non conosce i miei amici!"

Assecondammo l'handicap e gli dicemmo addio, come si fa coi malati terminali e con la pheega.
La realtà si era capita fin troppo bene: Mapo_Sae avevano una patente in due e per guidare ci sarebbero dovuti essere entrambi. Se qualcuno è nella Cumpa c'è sempre un perché.

Foniuglia, per esempio, era di ottimo umore... specie dopo il primo incontro ravvicinato con il Genepy.
"MaRoK - disse, sorridente - Poco fa mi è successa una cosa meRavigliosa!"
"Apperò! Hai scoperto Lourdes?"
"No, stRonzo! Spostando un aRmadio ho tRovato un cavo che usciva dal muRo..."
"L'autodistruzione?"
"Noooo, teRminava Rotondo... e mi son chiesta cosa potesse esseRe... alloRa ho avuto il colpo di genio: ho pRovato a metteRlo nel televisoRe!"
La colazione secondo Klapac "Nel televisore?"
"Sì, nel televisoRe! Ed impRovvisamente si sono visti tutti i canali!!!"
"Eh? Ma, perché, prima tenevi il televisore senza antenna?"
"Non sapevo di aveRe l'antenna... è un palazzo vecchio..."
"Ma la televisione come faceva a vedersi?"
"Infatti si vedeva malissimo... una meRda!!!"
"Ma, scusa, da quanto tempo abiti in quella casa?"
"Quindici anni... peRché?"
"E tu in quindici anni hai visto la tv da skiiifo perché non avevi capito che il palazzo aveva l'antenna?"
"Sì... peRché?"
"Nonò, niente..."

Ogni volta che Foniuglia raccontava un dettaglio della sua vita, per quanto inutile ed insignificante, apriva dei mondi... universi interi... era uno spettacolo.

"MaRok - continuò - Ti RicoRdi l'altra volta quando mi hai fatto le foto, pRima del conceRto? È stata l'unica seRata in cui sono aRRivata a casa felice..."
"Davvero?"
"Sì, ma sai peRché? Le tue foto mi hanno Rubato l'anima! PeR questo, nonostante tutta la gente che c'eRa... io eRo felice!"
"Ah..."
"Quindi, poco pRima che inizi il conceRto, mi fai altRe foto?"

Foniuglia aveva l'incubo di trovare troppa gente, ma era altamente probabile che a Tavagnasco le uniche fave saremmo state noi... sempre che Paul Hood non avesse deciso di mettersi in viaggio.

"Foniuglia! - dissi - Sai che sei seduta al posto di Paul Hood?"
"Paul Hood? DovRei conosceRlo?"
"Be', l'hai visto al Colosseo... pensa, è una fava del 1991! 20 dF!"

La faccia di Foniuglia si contorse in una smorfia di dolore, terrore, paura e schifo.

"Del 1991!?"

L'esclamazione aveva in realtà il tono di una supplica, una richiesta di grazia, un grido di disperazione e di pietà da inoltrare ad ignoti.
"Mi vuoi diRe che esistono fave del 1991???"
"Se è per questo esiste anche Giuppi - spiegai - che è del 1996!"

Foniuglia spalancò la bocca ed emise un sussurro rauco, un urlo muto, stupore misto a spavento. Per parecchi interminabili secondi rimase in silenzio, occhi bassi e capo chino.
Ed infine sussurrò: "PaRla già?"

Persino Klàpač, che fino ad allora si era contenuta, non ce la fece più e schizzò in faccia a Foniuglia una risata squillante, incontrollabile, esplosiva!
Foniuglia si annullò e non disse più una parola fino alla fine del viaggio.
WELCOME IN TAVAGNASCO
Nonostante il PotaNavi e nonostante una lunga serie di cartelli che si contraddicevano tra loro, arrivare a Tavagnasco non fu poi così difficile.

Il panorama, poi, era splendido: la valle Dora corre da nord a sud e quindi, secondo il sussidiario delle elementari, il cielo è sempre limpido! Tavagnasco Infatti eravamo DENTRO AD UNA NUVOLA.

Forse era la prima volta che attraversavo quella valle da sobrio, perché tutto mi sembrava diverso: le montagne salivano ripide e calavano a picco sui tetti delle case e delle chiese ed il fondo era un dedalo sinuoso di traffico impazzito... tante le strade, le piazze, i muri, poche le tracce ed in fondo lei, la capunera.
Di fronte all'ingresso, il tour manager più massiccio del mondo.

"Ciao Lorenzo! - urlammo - Siamo le Fave!"
Lorenzo ci aveva visti appena due giorni prima. A Parma.
La sua faccia fu più eloquente di mille parole.

E va be', il soundcheck non era ancora iniziato, ma Klàpač però sapeva come passare il tempo: "Potaaaaaaaa io vado al cessoooooo! Veniteeeeeee? Daiiiiiii!"
ARTISTI AL CESSO
Era il primo cesso della mia vita con tre opzioni: UOMINI, DONNE e COSE.
A dire il vero, la scritta "cose" sulla terza porta non c'era, ma era bello immaginarla così!

Naturalmente, entrai nel cesso delle cose.
Non era male... forse avrei trombato di più, se fossi nato oggetto.

Una volta fuori, trovai Lorenzo, Paola Folli e Daniele Comoglio, tutti spinti dallo stesso bisogno interiore... noi artisti abbiamo sempre qualcosa in comune.
Poi la porta "DONNE" si aprì... ed uscì Klàpač.
Aveva un'aria strana, confusa, quasi colpevole.

"Allora? - disse Lorenzo - Che cos'hai fatto in tutto questo tempo, eh???"
"Eh, potaaaaaa - rispose Klàpač - dentro c'è un tubo che perde e..."
Lorenzo cacciò dentro la testa e poi, tutto serio, esclamò: "MA COS'HAI COMBINATO QUA DENTRO? COS'HAI FATTO???"
Paola Folli scoppiò a ridere e chiese: "SOLIDO O LIQUIDO?"
Ad ogni frase, la pelle di Klàpac esplorava nuove frontiere dello spettro luminoso.
"Ma noooo potaaaaaaa daiiiiii! È il tuboooo che perdeeeeee!"
"Ma non vi si può lasciare in giro da nessuna parte a voi altri!!!"

Klàpač assunse tutti i colori dell'arcobaleno, poi andò a suicidarsi.
Ero curioso di sapere come saremmo tornati a casa.
NAZI ROCK
L'interno della capunera, comunque, era carino. Appesi alle pareti dell'ingresso facevano la loro porca figura vent'anni di foto di concerti: in quello sperduto angolo di mondo era passata più vita che nelle province di Novara, Vercelli ed Aosta sommate. Poco più sotto, un banchetto raccoglieva volantini colorati da fottere, tra cui: " NaziRockNAZIROCK, come sdoganare la svastica ed i saluti romani, un documentario sulla destra radicale, sui giovani e sullla musica".
E ribadisco "sullla".
Non avevo idea di che cazzo fosse, ma appeso alle pareti di casa mia ci stava da Dio.

"Dopo il concerto ti porto in un bel posto - dissi a Foniuglia - Si chiama NAZIROCK! Guarda il volantino!"
Fu l'errore più grande della giornata.
"Ehi! Che cos'è quello?"

Mi voltai e vidi un tizio alto e grosso, con i capelli rasta chiari: la versione reggae del Techno Viking. Mi fissava con odio.

"Chi ha messo qua questi volantini???"
"Non io! - mi affrettai a rispondere - Ne so quanto te..."
"Ma cos'è questa roba???"
"Ah, non saprei..."
"Cioè, questi SI INFILTRANO TRA I GIOVANI, VENGONO ANCHE QUA DA NOI A ROMPERE IL CAZZO... MA IO GLI APRO IL CULO!!!"

Il rasta vichingo si guardò intorno per cercare applausi di amici e di fan e crani rasati di bastardi nazisti a cui aprire il culo. Solo che intorno a noi non c'era NESSUNO.
Ma poi quel "NaziRock", qualunque cosa fosse, era chiaramente un evento CONTRO il Nazismo, non un'apologia... oltretutto, nessun gruppo realmente fascista o nazista metterebbe mai "fasci" o "nazi" nel proprio nome... al limite "libertà", "nuovo", "giovani", un verbo a caso ed una croce celtica sullo sfondo!

Naturalmente, mi guardai bene dall'intraprendere il discorso col rastaviking, soprattutto perché, oltre ad essere rincoglionito ed incazzato, era anche grosso... e mi defilai il più velocemente possibile.
Foniuglia mi seguì a ruota.

"Minchia! - dissi - Sta a vedere che il signor Tavagnasco pensa che i volantini li ho messi io e che sono fascista..."
Foniuglia sgranò gli occhi, mi squadrò da capo a piedi, poi sorrise e rispose: "MaRok, nessuno ti potRebbe mai scambiaRe peR un fascista!"

Non sapevo se l'idea della frase fosse partita come un complimento od una presa per il culo, ma era una delle cose più belle che una donna mi avesse detto da quando ero nato.
LA SVOLTA
L'idea di stare per due o tre ore in mezzo alla capunera vuota a vedere il soundcheck era meravigliosamente bella... infatti decisi di andarmene affankulo e girare un po' per le strade del paese, seguito da Foniuglia e dalla riluttante Klàpač.
"Ma daiiiiiiii potaaaaaaa! Perché usciamoooo? Stiamo dentrooooo!"
"Ma vaffankulo! - risposi - Andiamo a vedere un po' il paese... stare dentro è da sfigaaaaaaaaati! E poi mi devi ancora dire cos'hai combinato nel cesso..."
"Ma potaaaaaaaa, stronzoooooooo!"
In quel momento fui abbaiato da due meravigliose tette.
Poco più in alto, Francy.

"Marok! - disse Francy - Che vi pìa? Perché state uscendo?"
"Mah... - risposi - andiamo a fare un giro..."
"Ma io ho voia di stare dentro... Sound-check! Sound-check! Sound-check!"

Anche dentro, in fondo, la vita non era poi male, nei magazzini vuoti dell'acciaglieria il destino mi aveva regalato una birra gratis ed un corpo largo ed unto che diceva tante parolacce: il Favone Grassone.
"Ciao frocio!"
"Ciao stronzo!"
Non era dimagrito, poteva ancora essere mio amico.

Furono dei nostri anche alcuni amici del Favone, tutti rigorosamente maaaaski tranne Ely, l'ottima corista dei South A Phoss.
Erano simpatici, sparammo una notevole portata di cazzate e poi c'era da mangiare, da bere... scherzi a parte, alla fine avevo fatto bene a rimanere dentro, mi era completamente passata la voglia di uscire.
E due meravigliose tette si voltarono verso di noi.
"Usciamo fuori? - disse Francy - Ho voia di fumare una sigaretta..."

Fuori la vita non era poi male, tra i sampietrini, i bar al neon e i music club.
Non sono autorizzato a descrivere a parole le ragioni di tanto entusiasmo, perciò mi limiterò a mostrarvi le foto.

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Lesbo XXX Free - #4 Lesbo XXX Free - #5 Lesbo XXX Free - #6
Lesbo XXX Free - #7 Favone, arrivi tardi! Foto de-eccitante per pubblico non pagante
L'ORGANIZZAZIONE
Alle sette della sera iniziarono ad incrementarsi gli handicappati, tra cui Mapo_Sae, Dav1d3 ed un altro tizio a me ignoto, che però possedeva una cosa che gli invidiavo moltissimo: un registratore dat portatile.
Nel caso non fosse chiaro, erano tutti rigorosamente maaaaaaski.

Per dare un'idea della magia di quei momenti, vi dirò che provò anche a telefonarmi una decina di volte LA CAIAZZO.
Ed io, naturalmente, non risposi. Mai.
Così la Caiazzo chiamò Francy e lei rispose al volo: si doveva ricaricare il telefono. Poi, dopo una trentina di secondi nei quali invecchiò di un anno, passò il cellulare a Klàpač.

Era la prima volta che Klàpač parlava al telefono con la CAIAZZO... nella sua ingenuità cercava davvero di ascoltarla, di seguire i suoi discorsi, ci metteva impegno! E deperiva, minuto dopo minuto, sguvendosi come la neve al sole mentre Klapac vs LA CAIAZZO il mondo intero la pigliava per il culo. Fossi stato in lei, avrei preferito ricaricare il telefono di Francy dandole dieci euro di tasca mia.

Comunque, per Klàpač era la giusta punizione, dopo quello che aveva fatto nel cesso.

A ricordarmi che era ora di pensare a fottere l'ingresso gratis, ci pensarono due telefonate: quella di Paves e quella di Furio Terzapi.

Pàves era un giovane uomo che abitava vicino al Favone e, per la gioia di entrambi, aveva messo su una coverband dei Farinei, i Mej dal Mass. A parte due piccoli dettagli, la pheega ed i capelli, la vita di Paves e quella del Favone correvano in parallelo: avevano più o meno la stessa età, entrambi si alzavano ad ore allucinanti del mattino, entrambi cantavano nella coverband del proprio gruppo preferito, entrambi riempivano i locali da quanto sapevano tenere da Dio il palco ed entrambi erano di fatto artisti disoccupati, perché tutti gli altri del gruppo si erano rotti il cazzo e non volevano più suonare.
C'era però una differenza fondamentale: Paves ascoltava volentieri anche Elio e le Storie Tese ed era venuto più volte a sentire il Favone coi South A Phoss... al contrario, il Favone aveva collocato i Farinei nella sua black list al terzo posto dopo Ligabue ed Ivan Piombino, e mandava affankulo chiunque ne parlasse senza insultarli. Infatti avrei dovuto convincere Paves a cantare qualcosa al Favone, per filmare le bestemmie e salirle su marok punto org.

Furio Terzapi, invece, era un universo a se stante.
Era vecchio quasi quanto Foniuglia, ascoltava Elio da vent'anni ed abitava ad uno sputo da casa mia, ma era nato nel 2007, al concerto di Non Rivalta. Prima, Furio si limitava a vivere in sola lettura ed a gestire un sito, digo.com. Ora che mi aveva conosciuto, però, voleva aprire la versione porno: pornodigo.com.
Un giorno il mondo mi farà causa.

Alla fine, Paves e Furio mi avevano chiesto un paio di accrediti a testa, perché sarebbero venuti con le rispettive dolci metà.
Francy andò e ritornò. Con gli accrediti. La pheega risolve.

Però, perché tutti potessimo entrare gratis, mancavano ben quattro accrediti.
Anzi, tre, perché Sae aveva già comprato il biglietto.
Dal Favone.
Che entrava con l'accredito.
"Ahahahahah coglione! SBORROH!"

Come fare per i tre mancanti?
Semplice: si decise che gli ultimi arrivati se la sarebbero presa nel culo.
Il dottor Marok risolve.
QUELLI CHE ASPETTANO
Alle otto meno un quarto, senza sprecare neanche un accredito, tre dei nostri eroi riuscirono a penetrare: Francy, Klàpač ed il sottoscritto.
Vi risparmio i dettagli più scabrosi.

Popolare con soli tre corpi quel posto enorme era inquietante... Le fave che aspettano sembrava di essere alla festa di laurea di Grumo. Però c'era pheega. E, soprattutto, grazie alla nostra mossa c'erano accrediti per tutti... infatti, mi telefonò Foniuglia per ringraziarmi.

"StRonzo!!!" disse, con fare gentile.

"Ma non sei contenta? - obbiettai - Ti tengo un posto in prima fila e tra poco entri gratis..."
"No - rispose - PeRché mi hanno detto che la lista accRediti non c'è... ce l'ha LoRenzo... e LoRenzo è al RistoRante! E nessuno sa quando toRna!!! E io sono qua fuoRi ad aspettaRe, sola come una meeeeRda!!!"
Le Fave che aspettano - reprise Tutto ciò era meraviglioso.

"E io cosa posso fare per te?"
"Chiama LoRenzo! Digli di muoveRe il culo!!!"

Mandai un messaggio a Lorenzo, e la cosa incredibile fu che mi rispose al volo.
"La lista sta per arrivare! Appena posso la porto!".
È sorprendente quali e quanti giri di parole si possano inventare per esprimere l'equivalente di: "soka!".

Alle otto e mezza i gorilloni aprirono i cancelli e fecero entrare TUTTI TRANNE FONIUGLIA, perché non c'erano ancora gli accrediti. E fu allora che vidi il Paves con Silvia, la giovane consorte.
"Ma voi come avete fatto ad entrare?" chiesi.
"Abbiamo pagato! - mi rispose Paves - La lista accrediti NON SI SA NEMMENO SE ARRIVA!"
Ed in tutto ciò Foniuglia era ancora fuori.
A sclerare.

Alle nove e mezza, finalmente, Foniuglia fece il suo ingresso trionfale nella capunera, scortata da Furio e Furia Terzapi... che naturalmente erano arrivati nell'esatto istante in cui era comparsa la lista accrediti.
Non c'era tantissima gente e, a forza di tirare pugni, Foniuglia meets Francy Foniuglia riuscì ad arrivare fin da noi in prima fila. Era PEGGIO che SCLERATA... era ai limiti dell'isteria... meravigliosa.

"NANO idealista!!! - urlava - NANO idealista di meeeeeeRda!!!"

"Con chi ce l'hai?" chiesi
"Con uno stRoooooonzo Rottinculo di meRda! Stava all'ingResso a daRe i biglietti e diceva che GLI STAVO SUL CULO peRché eRo accReditata! A lui quelli accReditati stanno sul culo! E non mi faceva entRaaaaaaRe! StRooooooonzo!!! NANO idealista di meeeeeeeRda!!! BastaaaaaaaRdo!!!"
Era bellissima.

Comunque, l'attesa era finita nel migliore dei modi: ero in prima fila, in mezzo alla pheega, con Foniuglia di fianco, che sclerava.
Solo il Favone era scomparso... niente cover dei Farinei! Peccato.
ROCK!
Alle dieci rock fu.
Prima l'unplugged di Un perfetto sconosciutoun perfetto sconosciuto vincitore di qualcosa giovani. Forse Nazi Rock.
E poi le prime note di Plafone irrisero il mio pessimismo: l'audio non faceva schifo... più semplicemente, NON ESISTEVA.
Non c'erano voci nè suoni, solo l'eco dell'anticristo.
There was no data, only XUL.

Subito sotto, una folla impressionante di fotografi si autoeliminava in onore di Darwin, sgomitando di fronte alla prima fila.
Io non capirò mai come ragionano i fotografi accreditati... a parte la malattia mentale Daniele Comoglio di girare con obiettivi lunghi dieci o venti volte i loro cazzi, è gente che ha come hobby quello di uccidersi per aggiudicarsi la posizione più sfigata da cui fare foto ad un concerto.
Se i fari sono orientati in modo corretto, loro non possono che essere in controluce. Se il palco è mediamente alto, da sotto si vede solo la parte anteriore, mentre tutto quello che sta dietro è coperto.
Ma non solo: dopo i primi tre brani, di norma nessuno può stare sotto il palco, quindi vengono cacciati... e le luci nei primi tre brani fanno sempre, rigorosamente, cagare! Le foto migliori si fanno da Elio KAAAAAASTROX! metà concerto in poi, ed in particolare nel finale, soprattutto perché levano quelle cazzo di due congas.
Non conveniva stare larghi e comodi tra il pubblico, appoggiati alla transenna, invece di ammazzarsi in cinquanta in quello spazietto del cazzo?

La più contenta della propria condizione, comunque, era Foniuglia. Lei adorava i fotografi.
"Ma questi bastaRdi che cazzo vogliono???"
"Vi volete levaRe di toRno?"
"Io voglio vedeRe un conceRto, non le vostRe facce di meRda!"
"Le foto fatevele a casa vostRa, stRonzi!!!"

Poi si accorse che, tra i fotografi, c'era anche il nano idealista.
E fu l'inizio della fine.
Cesareo rock "NANO idealista Rottinculo di meeeeRdaaaaa!!!"

Quando Foniuglia iniziò ad allungare le mani, le si avvicinò un gorillone della security, le disse qualcosa nell'orecchio e lei si calmò.
"Ti ha minacciato di morte?" le chiesi.
"No, tutt'altRo! Mi ha detto che ho Ragione ad incazzaRmi, che quei fotogRafi di meRda stanno sul cazzo anche a lui e che peRò non mi devo pReoccupaRe peRchè possono staRe solo peR tRe bRani e poi li butta fuoRi a calci, quegli stRonzi!"

In guerra, niente rende fratelli quanto un nemico comune: i fotografi.
Chi odia i fotografi sta sempre simpatico a quelli della sicurezza.
Così pensavo, mentre scattavo la mia Bobo battefoto numero 51336.

Comunque, la scaletta del concerto era la medesima delle altre volte, col vantaggio che non si capiva davvero un cazzo.
Dall'inizio del tour, l'unico posto in cui avevo sentito peggio era all'Estragon di Bologna.

E Furio Terzapi si era portato dietro l'Edirol perché voleva fare un bootleg!
L'uomo giusto al posto giusto... prima o poi sarebbe finito nella Cumpa.

Gli spiriti migliori, comunque, emergono nelle difficoltà, infatti Mangoni era in una forma strepitosa: mimetizzato in mezzo a quella jam di rumore ed eco, spiccava come l'essere umano più intonato del mondo.

"Ora basta! - disse ad un tratto Elio - ELEGANZA è sinonimo di CORTEZZA! Ed Supergiovane un concerto TROPPO LUNGO È VOLGARE!"
La maggioranza dei maaaaaaski presenti si sentì all'improvviso elegante, ed in loro onore gli Elii suonarono il loro ultimo brano, Tapparella.
A seguire, come sempre, un'altra ora di concerto.

Il pubblico rock sembrava apprezzare... soprattutto un tizio dietro di noi.
"ABRAMO! FATE ABRAMO! VOGLIO ABRAMO!!!"
Avrà avuto una quarantina d'anni ma anche di Faso Vs Paola Folli tasso alcoolico, visto quant'era sbronzo.
"ABRAMOOOOOOH!"
Era coreografico, mostrava agilmente il dito medio mentre l'altra mano faceva il bungee jumping ad un bicchiere di birra.
"ABRAMOOOOOOOOOOH!"
Chissà, magari lui era uno dei NaziRock.

Andò avanti così per tutto il concerto, finché non iniziò il Medley Dance.
Al termine del Pipppero gridò con tutto il fiato che aveva in corpo.
"ABRAMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOH!"
Gli Elii attaccarono con La Chanson.
Elio a luci rosse "VAFFANKULO ELIO, SE LA PROSSIMA NON È ABRAMO ME NE VADO!"
E poi fu Discomusic.
"STRONZOOOOOOOOOO!" urlò l'ubriaco. E se ne andò.

Due minuti dopo, il Medley arrivò al quarto ed ultimo atto: Born to be Abramo.
Purtroppo, il minchione era già fuori.
Peccato.

A fine concerto, il più entusiasta era Furio Terzapi: "HO REGISTRATO TUTTO! TUTTO!!! - disse - FIGATA!!!"
Di tutta la sua registrazione, avrei salvato solo 25 secondi.

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Conosco gente che dura anche meno.
Pubblico rock - #1

Pubblico rock - #2

Pubblico rock - #3

Pubblico rock - #4

PENETRAZIONE
Come ampiamente previsto, le fave in coda per il backstage non erano tante: è il bello dei concerti in culo al mondo.
Il problema, semmai, è che c'era anche un macello di altra gente che pretendeva di entrare pur non essendo fava... e c'era persino della pheega! Che schifo.

Del resto ormai si era sparsa la voce: per entrare al backstage, bastava dire "Io sono fava!" e nessuno avrebbe potuto dimostrare il contrario! Dal 2004 non c'era più una tessera, una maglietta, una qualunque cazzo di cosa che attestasse l'essere fava o meno... a parte l'handicap.

"Ma peRché hanno fatto questa poRcata??? - si lagnava Foniuglia - Non eRa meglio pRima, quando c'eRa la tesseRa???"
"Certo che era meglio prima - risposi - Ma considera anche il lato positivo: tu sei in regola con l'abbonamento?"
"Ma col cazzo! Funziona tutto di meRda!"
"Bene! Quindi, se il sistema funzionasse in modo corretto, tu stasera NON potresti entrare!"
"Ma che c'entRa... io RinnoveRei se ci fosse diffeRenza di tRattamento tRa chi Rinnova e chi no... ma visto che ci pRendono peR il culo..."

Non feci in tempo a rispondere a Foniuglia che uscì fuori il gigante Lorenzo, pronto a far entrare la gente nel backstage. Ed un'intera folla gli si riversò addosso.
"Calma! - disse - Ho in mano L'ELENCO STAMPATO DEGLI ISCRITTI AL FAVE CLUB! Solo gli iscritti possono entrare! Ditemi il vostro nome ed il vostro cognome ed io farò entrare solo le fave!"

Incredibile ma vero, sulla folla scese il gelo.
Lorenzo aveva effettivamente in mano dei fogli... e la sua faccia esprimeva tutto, tranne che indulgenza.
Per la prima volta, il Fave Club stava funzionando!

Prima ancora che iniziassero i controlli, la stragrande maggioranza della gente se ne andò.
Se anche Lorenzo avesse avuto in mano un pacco di fogli bianchi od un semplice rotolo di carta da culo, l'effetto sarebbe stato lo stesso: la coda si era ridotta ad una decina di persone.
Tutte Fave.
Tranne una.

"Foniuglia! - dissi - Sei contenta che da stasera finalmente le cose si fanno come si deve? Sei fiera di stare fuori dal backstage per un mondo migliore?"

La faccia di Foniuglia esprimeva tutte le bestemmie contro tutti i santi di tutte le religioni del mondo... ma soprattutto quelli con la eRRe.
Era commovente... quasi un peccato lasciarla lì da sola ed entrare al backstage.

Noi però avevamo sempre un asso nella manica: la pheega.
Francy, abbracciando Foniuglia, si avvicinò a Lorenzo e disse: "Tu ci conosci, siamo Fave! Possiamo entrare?"
"Ma certo!" disse Lorenzo, in quanto maaaaaaaskio.
Ed ancora una volta... la pheega risolve.
Happy Bobo BACKSTAGE
Insomma, fu uno splendido backstage: c'era da bere e da mangiare gratis. Ed io passai il tempo a ricordare a Christian i bei tempi del Percfest, mentre lui, annuendo, faceva finta di ascoltarmi e guardava la pheega.

Al backstage, persino il Favone mi seppe stupire: ricomparve dal nulla con in mano un album di foto con gli Elii, scattate dieci anni prima, sempre a Tavagnasco.

Come PIOMBINO.

Premio della critica alla foto con Mangoni, che potete ammirare nella seguente diapositiva.
Mangoni meets Favone - 1998
FAVE ON THE ROAD AGAIN
Salutati gli Elii, le Fave e gli handicappati, la Potamobile invertì la rotta in direzione sud.

C'era allegria tra di noi: Klàpač aveva saputo che, nel tour estivo, gli Elii avrebbero confermato la formazione estesa, cioè Paola Folli alla voce e Ghidoni/Comoglio ai fiati, e tanto bastava per renderla felice.
Ha solo dei problemi con i cessi, per il resto non è una cattiva persona.

Anche Foniuglia, miracolata dalle tette di Francy, era finalmente serena: il nano idealista di meRda, i fotogRafi di meRda ed i nati nel 1996 erano ormai un lontano ricordo.
Passò buona parte del viaggio a tessere le lodi di LoRenzo, il gigante buono del Fave Club, quello che era duro ed inflessibile con chi non rispettava le regole, ma umano e comprensivo con le persone che se lo meritano... in altre parole, lei.

"LoRenzo è pRopRio una bRava peRsona... l'unica peRsona degna in mezzo ad un bRanco di Rincoglioniti e stRonzi di meRda! Che bRavo LoRenzo... finalmente un uomo come si deve! Poi è simpatico... dovRebbeRo esseRe tutti come lui..."

"Ok - commentai - Adesso torniamo indietro nel tempo e mettiamo il caso che Lorenzo avesse fatto fino in fondo il suo dovere, non si fosse fidato di Francy, fosse andato a verificare nell'elenco delle fave e, di conseguenza, non ti avesse fatto entrare! Che cosa ne penseresti di lui?"
"SaRebbe stato uno StRonzo, un bastaRdo, un Rottinculo, un pezzo di meeeeeRdaaaaa!".
Fu un'immagine meravigliosa.

"Daiiiiiiii ma potaaaaaaa non andiamo subito a casaaaaaaaaa! - esclamò Klàpač - Andiamo prima a fare un giroooooo!"
"Sìsì - disse Foniuglia - andate puRe dove vi paRe ma pRima mi lasciate a casa mia, peRché io domani mattina alle SETTE devo andaRe a lavoRaRe!"
"Una giovane donna come te? - sbottai - A lavorare? DI GIORNO??? Ma no, dai... non fare così... poi non facciamo mica tardi, siamo stanchi anche noi!"
"Be'... se è una cosa veloce potRei anche veniRe... peRò ho fame... ho voglia di un hot dog con la maionese... voglio la maionese... taaaanta maionese!!!"
"Ok!"
"Marooooook - disse Klàpač - Ma è complicato arrivare a SUPERGA?"

Fissai Klàpač per qualche secondo, per cercare di capire se stesse pigliando per il culo Foniuglia... poi vidi che era seria.

"Nonò - risposi - non è complicato, la strada la so bene!"
Superga è una basilica in cima ad una collina, a 700 metri di quota ed a pochi chilometri in linea d'aria dal centro di Torino. Erano passati tre anni dall'ultima volta che ero andato lassù e ne avevo un bel ricordo: ci avevo visto un concerto di Alan Magnetti, in macchina con Ivan Piombino.

"Ma state scheRzando??? - disse Foniuglia - Ma col cazzo che vengo fino a SupeRga!!! Domani io mi devo alzare alle sette, bastaRdi!"
"Ok - risposi - Mettiamola ai voti... Chi vuole andare a Superga?"
Klàpač ed il sottoscritto alzarono la mano.
Due su tre: la maggioranza aveva vinto.

"StRonzi! BastaaaaaRdi!!! Fatemi scendeRe!!! Ma col cazzo che faccio di nuovo la stRonzata di usciRe con voi, pezzi di meRda!!! Fatemi scendeReeeeeeee!!! E poi io ho faaaaaaame!!!"
"Ma potaaaa daiiii! Ci sarà da mangiare a SUPERGA!"
Quella era la cazzata del secolo.

Per fortuna, vicino al capolinea della dentiera c'era un locale aperto. Non sembrava neanche male.
"Fate ancora da mangiare?" chiesi.
"Da mangiare? No, ormai la cucina è chiusa... però abbiamo dei toast... e qualche patatina..."
"Non impoRta - supplicò Foniuglia - va bene qualunque cosa... ma con TANTA maionese!!!"

La vista della maionese rese finalmente Foniuglia felice.
Probabilmente, ricordi di gioventù.

Tutto sembrava andare per il meglio, a parte un lieve attimo di tensione quando Klàpač si diresse verso il cesso, perché avevamo paura che facesse danno.
Neanche Foniuglia aveva più fretta di andare via. Solo quando il gestore spense la musica, le luci ed aprì la porta, ci venne in mente che forse era ora di levare il culo.

"Ed ora... SUPERGA!!!"
"No, no, stRonzi... andiamo a casa..."
"Ma dai, sono solo le tre..."
"Le tReeeeee??? StRonzi! Pezzi di meRda!!! Domani mi alzo alle sette! Dai, RipoRtatemi a casa, bastaaaaaaaRdi!!!"
"Potaaaaaa! SUPERGAAAAAAA!!!!! Alèèèèèèèèèèèèèèè!!!"

Klàpač avrà i suoi bravi problemi con i cessi, però guida bene: la strada per Superga è stretta, curva e ripida, eppure arrivammo su in un attimo. Quando l'avevo fatta con Piombino avevo pensato di morire almeno una decina di volte.

Era il 7 giugno del 2005, concerto dell'Infinito, una data che mi ricorderò per sempre: quella notte, Mazzu ed io avevamo inventato le FOTO SPERIMENTALI.

Tutto era nato per caso: stavo fotografando scie di luce e Piombino e Mazzu, per caso, avevano sparato due flash da due direzioni diverse. Il risultato furono dei fantasmi che annegavano in un mare di colore.
Mazzu aveva dietro un flash esterno e dei copriflash colorati... così ci venne l'idea di provare a ricreare l'effetto apposta, aumentando la profondità di campo ed allontanando e desicronizzando i flash dalla macchina fotografica. Non era facile: mentre un handicappato scattava la foto, qualcun altro doveva sparare un flash laterale e colorato.
Ci volle un po' di rodaggio ma, dopo le prime cagate, avevamo imparato a sincronizzarci al secondo... ed i risultati erano stati spettacolari.

Foto sperimentale 8 Foto sperimentale 9
Foto sperimentale 10 Foto sperimentale 11
Scusate, questa è venuta normale...

L'indomani stesso ero andato in un negozio dell'usato a comprarmi un flash esterno, pagato ben 15 euro, ed il mio modo di intendere la fotografia era radicalmente cambiato.
Intanto, 500 metri sotto di noi, alcune migliaia di persone stavano trombando.
Sfigati.

View from Superga

"Daiiiiii potaaaaaaaaa! - disse Klàpač - Andiamo a fare un girooooooooooo!"
"Ma sei fuoRi? - esclamò Foniuglia - Un giRo dove?"
"Ma pota non so... dietroooooo!"
"Ma voi siete pazzi... dietRo c'è il cimiteRo... e sono le tRe di notte!!!"
"Ma potaaaaaa che figataaaaaaaaa! Daiiiiiiiiiii! Ci-mi-te-ro! Ci-mi-te-ro!"

Klàpač ed io ci incamminammo verso il cimitero. In un mondo perfetto avremmo trovato un raduno dei NaziRock.
Foniuglia, pur di non rimanere sola, ci seguiva a distanza brontolando e sbuffando, cercando il consenso di un pubblico inesistente.
"BastaRdi! Se saltasse fuori qualcuno dal bosco e mi Rapisse non se ne accorgeRebbeRo neanche! StRonzi! Ma cos'ho fatto di male peR meRitaRe questo? PeRchéééé?"

La strada era completamente al buio, non c'erano Nazisti nè Rock, l'unica cosa che si intravedeva era il monumento al grande Torino, sul retro della Basilica. Commemorava l'indicente del 4 maggio del 1949, quando un aereo si era schiantato contro la cima della collina e l'intera squadra di calcio del Torino ci aveva lasciato le penne. Era una delle mete dei pellegrinaggi di KASTROX.

Di fronte alle meraviglie dell'arte, Foniuglia per un attimo si rasserenò: "Ma che bello qua! Non me lo RicoRdavo così questo posto..."
"Certo che non te lo ricordavi così - commentai - Tu ci sei stata l'ultima volta nel '48... ed il monumento non c'era ancora..."
"StRonzo!!! Pezzo di meeeeeRdaaa! E stRonza io ad usciRe con voi!!! Vaffankulo a te ed al momento in cui ho deciso di usciRe di casa!!! Mai più nella vita!!! BastaRdo!!!"

Visto che nessuno di noi aveva fretta, ci fermammo ad aspettare i Nazi Rock sul piazzale davanti alla basilica. Era un'ottima occasione per rifare le foto sperimentali, come nel 2005.
In tre anni mi ero organizzato molto meglio. Certo, non avevo roba colorata da mettere di fronte al flash, però il mio nuovo flash esterno era più bello, più tascabile e più tecnologico del carcassone da 15 euro comprato nel 2005: scattava in automatico a distanza, senza bisogno di premere nulla, preciso anche ad 1/500 di secondo. Quella sera aveva solo un problema: non si accendeva.
Provai una, due, tre, quattro volte... e NON si accendeva.

"PORCA PUTTANA!!!" urlai.
"Sì?" rispose Foniuglia.
"Non dicevo a te - spiegai - stavo parlando col flash!"
"Vanno al cimiteRo di SupeRga alle tRe di notte... paRlano con i flash... E POI SONO IIIIIIO LA PAAAAAZZAAAAA!!!"

Fu un bel momento, ma il potentissimo flash si era davvero SCARICATO, perché usava due ministilo della minchia.
Quindi feci una foto col flash interno, che venne uno schifo.
Persino come fotografo facevo più cagare adesso che nel 2005.
Fave a Superga
FANKULO
Quando arrivammo a CasaFoniuglia erano già passate le quattro.
Prima di alzarsi per andare a lavorare, le restavano due ore abbondanti di sonno... forse anche due ore e mezza... proprio non capisco perché fosse così incazzata.
Le promisi che, se avesse fatto la brava, l'avrei portata al concerto dei NaziRock.
Non sembrò gradire. Peccato.

Klàpač ed io restammo svegli fino alle cinque, perché dovevamo mandare l'sms di "Buongiorno!" al Favone Grassone.
E mi rispose la CAIAZZOCaiazzo.
PiombinoKastrox.

Solo a quel punto capii che era giunto il tempo di compiere l'ultima mossa di ogni giornata: spensi il computer.

E poi, con le ultime energie rimaste, la coda dei miei occhi seguì Klàpač che entrava nel mio cesso.
"Non fare daaaaaaanno!" urlai.
"Potaaaaaaaa stronzoooooo! Guarda che se scrivi su Internet la storia del cesso ti ammaaaaazzoooooooo!"
Il resto è storia.

E fu così, come in tutte le fiabe, che finalmente giunse il momento tanto atteso: quello di mandarci felicemente, reciprocamente, inderogabilmente e PiombinoKastremente affankulo.