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    • Questo forum è stato realizzato da Marok basandosi sul progetto open-source Vanilla 1.1.5a, realizzato da Lussumo. Su Internet trovate la Documentazione e la Comunità di Nerd che ci stanno dietro. A breve, rilascerò il codice sorgente di questo forum... giusto il tempo di rileggere con calma le minkiate che ho scritto! :)

Vanilla 1.1.5a is a product of Lussumo. More Information: Documentation, Community Support.

    •  
      CommentAuthorMeemmow
    • CommentTime09/05/2009, 18:15 modiFICAto
      1 punto
    Il rumore della motosega arrugginita che Don Diego brandiva tra le mani risuonava stereofonica nella tromba delle scale. Marok e Lavinia avevano portato Uollano in camera sua, e dopo essersi chiusi a chiave avevano spostato tutta quanta la mobilia possibile per impedire l'accesso alla zona franca che si erano creati su consiglio di Grumo, che nel frattempo si era armato rovistando tra i cassetti della cucina.
    In una mano brandiva un coltello da arrosto, nell'altra una frusta elettrica e una pentola in acciao inox ornava la sua testa come un elmo: il sudore gli imperlava la fronte come una giornata a Laigueglia sotto il sole cocente, i denti stridevano tra loro come pensionati irascibili in fila alle poste e le ginocchia si erano messe a fare Giacomo Giacomo Poretti Poretti. Certo non sarebbe stato affatto facile affrontare un uomo con la motosega con l'armamentario che aveva a disposizione, ma in un modo o nell'altro avrebbe garantito agli altri di salvarsi la pelle.
    Il fastidioso rumore proveniente dall'esterno cessò per un momento, Grumo tirò un sospiro di sollievo e si accasciò per terra stremato dai nervi. Si guardò attorno, come se Don Diego avesse ricevuto il dono dell'ubiquità da Padre Pio e potesse comparirgli da un momento all'altro per affettarlo in due come un vitello appeso ai ganci di un mattatoio, poi chiuse gli occhi e cominciò a pregare la bela madunina bisbigliando nel silenzio irreale che permeava casa Uollano.

    "Ecco, siamo arrivati", disse Francy parcheggiando in zona blu.
    Schopenauer e Giuppi si destarono dalla loro pennichella con le bocche impastate e gli occhi caccolosi di chi ha avuto da Morfeo la grazia del sonno riparatore, mentre Ivan si sgranchiva le ossa in una coreografia degna di Enzo Paolo Turchi. Casa Uollano distava dieci minuti a piedi, ma nessuno di loro osava aspettarsi quello che stava accadendo nel frattempo, eppure un sottile senso di disagio e malumore accompagnava Francy nonostante la presenza dell'assurdo trio che si era ritrovata in macchina.
    "Ascoltatemi bene", disse installando l'antifurto con un doppio clic dal mazzo di chiavi che teneva in mano, "Non sono venuta qui per cazzeggiare alla solita maniera della cumpa, stanno succedendo delle cose molto strane e ho bisogno di parlare seriamente con gli altri... Ivan, che ne dici se tu e Schopenauer portate Giuppi a Parco Sempione e gli fate vedere le locations dove gli Elii hanno girato il video?"
    "Figata! Figatissima!", esclamò Giuppi fingendo un improbabile accento lombardo.
    "Non è male come idea", disse Piombino, "Vuoi che ti raggiungiamo dopo da Uollano e si fa una pizzata tutti quanti assieme?"
    "Beh, mettiamola così", disse Francy, "Voi andate in pizzeria, prendete un tavolo per tre e se dopo riusciamo a raggiungervi in tempo uniamo due tavoli. Che ne dici?"
    "Okay Francy, nessun problema", disse Piombino, "Vieni Giuppi, andiamo a Parco Sempione!"
    "E io ti porterò a cavalluccio!", disse Schopenauer caricandoselo sulle spalle.
    "Ehi aspettate!", disse Giuppi mentre Piombino andava a trotto sulle spalle di Schopenauer.
    "Faber ti ringrazio", sussurrò grata Francy mentre vedeva i tre improbabili amigos allontanarsi.

    Grumo si ridestò dal sonno che lo aveva colto di sorpresa.
    Brandendo ancora nelle mani gli utensili da cucina esplorò la casa in cerca di eventuali effrazioni o violazioni domiciliari, poi si ritrovò in corridoio e bussò tre volte alla porta della stanza blindata dove si trovavano gli altri.
    "Chi cazzo è?", urlò Marok.
    "Sono Grumo, la situazione è sotto controllo"
    "... ne sei sicuro?", chiese Lavinia con voce flebile.
    "Sembra che Don Diego abbia smesso. Almeno credo"
    "Come sarebbe a dire almeno credo?"
    "Marok, senti nell'aria lo stridore di una motosega elettrica?"
    "No"
    "E allora, che cazz..."
    Un botto pauroso seguito da stridore metallico fece trasalire Grumo.
    Don Diego aveva sfondato la porta d'ingresso a calci, facendo ruggire la motosega tra le mura della casa. Grumo era spacciato, nessuno avrebbe potuto farlo entrare dentro al riparo e i passi dell'amico impazzito cominciavano a risuonare nel corridoio.
    "Adesso si che sono nella merda!", disse mentre l'ombra di Don Diego si stagliava minacciosa in sua direzione. Il cuore di Grumo batteva all'impazzata come ad una maratona di antilopi in calore, e il sudore riprese ad imperlargli la fronte come sotto la pioggia novembrina che coglie di sorpresa alla fermata dell'autobus.
    "Oh no!", urlò Lavinia da dentro la stanza di Uollano, "Grumooooo!!!"
    E come un dannato dantesco pieno di rabbia Don Diego apparve sulla soglia del corridoio, gli occhi rossi e la bava alla bocca, mentre la motosega ruggiva di ruggine in direzione del malcapitato eroe improvvisato.
    "Don, ti prego, fermati! E' una follia!"
    Don Diego avanzava lentamente, fendendo la ferraglia contro le pareti.
    "Don, cazzo, se questo è uno scherzo ti è venuto malissimo!"
    "Adesso basta!", disse Lavinia davanti alla mobilia che copriva la porta, "Non me ne starò qui a lasciar morire Grumo!"
    A Marok bastò un'occhiata verso la giovane donna e si ritrovò a spostare la mobilia che avevano usato come doppio strato di difesa. Ma più si liberavano dall'ingombro, più le invocazioni di Grumo e il rumore stridente della motosega si facevano intensi.
    "Via libera!", disse Marok, "Adesso gira la chiave e apri la porta!"
    "Non ho io le chiavi!", disse Lavinia.
    "Le ho ingoiate io!", disse Uollano disteso a letto.
    "MERDA!"

    Francy aveva trovato il portone di casa Uollano aperto.
    Salì le scale e si trovò di fronte all'ingresso spalancato a forza di calci e si ritrovò di fronte all'orribile scena: Don Diego, che le dava le spalle, teneva alta la motosega pronto a sferrare il corpo mortale che avrebbe affettato rumorosamente Grumo in due, se non fosse stato per una padella di rame che se ne stava sola soletta in un angolo del corridoio. Le urla dell'amico in difficoltà le infusero terrore e coraggio allo stesso tempo, afferrò la padella per il manico e la lanciò con tutta quanta la forza che aveva alla nuca di Don Diego, che cadde all'indietro sul pavimento reggendo ancora la motosega.
    Il mezzo ancora in funzione trascinò il Don lungo il pavimento fino a fargli scendere le scale con una sequela di bonk bonk bonk del cranio sui gradini. Una volta stramazzato in portineria, Don Diego chiuse gli occhi colmi d'omicidio piombando nell'incoscienza.
    Francy si ritrovò da sola, in corridoio, mentre Marok e Lavinia prendevano la porta della stanza a spallate e calci. Una volta la fuori, la videro in piedi, atterrita, con lo sguardo perso nel vuoto in loro ostinata direzione.
    "Che cosa sta succedendo qui?", chiese con un filo sottilissimo di voce pronto per essere spezzato dal pianto.

    Piombino, Schopenauer e Giuppi se la stavano spassando alla grande in quel di Parco Sempione.
    Si erano fermati nel punto esatto in cui i suonatori di bonghi inveivano contro i visitatori abituali del parco, prima che Rupert Sciamenna facesse la sua comparsata diabolica in mezzo ai cieli.
    "Wow, sembra di essere dentro il videoclip!", disse Giuppi ballando come un suonatore di bonghi.
    "Non so voi", disse Schopenauer, "ma a me è tornata fame"
    "Ancora, Schope?", disse Piombino, "E vabbene, se trovo un chiosco di panini e bibite faccio rifornimento. Tieni d'occhio Giuppi mentre sono via"
    "Agli ordini!", disse Schope all'amico facendogli il saluto militare. Poco dopo, Schopenauer si voltò e non vide più Giuppi.
    Il giovane piccolo uomo si era allontanato di un centinaio di metri attratto da un tizio somigliante a Billy Ballo, poi però si smarrì e si ritrovò nei pressi di un laghetto al cui centro si trovava un isolotto abitato da anatre starnazzanti. Giuppi si fece coraggio e chiamò a gran voce Piombino e Schopenauer, ma la eco del parco gli rimandava contro la sua vocina argentina.
    "Maledizione!", disse guardandosi attorno, "E adesso cosa faccio?"
    "Ti sei forse perso, piccolo balilla?"
    Giuppi volse lo sguardo e si ritrovò di fronte Mario Borghezio.
    Trasalì di fronte a quella presenza assurda e improbabile.
    "Vuoi che ti dia una mano a cercare la mamma e il papà?"
    "Stia lontano da me", disse Giuppi a muso duro, "Io non do confidenza agli estranei"
    "Ma io non voglio farti del male", disse Borghezio, "Voglio solo aiutarti a cercare i tuoi genitori"
    "Sono in compagnia di amici, e lei farebbe meglio a lasciarmi in pace!"
    "Andiamo, voglio solo essere tuo amico"
    "Ma vai a fare nel culo, ciccione cecato!"
    Borghezio allungò la mano sul braccino di Giuppi, stringendolo in una morsa minacciosa.
    "Diventa mio amico, e ti regalerò l'uniforme ufficiale della lega!"
    "Lasciami stare!", gridò Giuppi cercando di allentare la morsa.
    Il volto di Borghezio cominciò a deformarsi e ad assumere le fattezze di uno squalo dai denti aguzzi pronto a strappare la faccia del giovane malcapitato.
    "Non avere paura", disse Borghezio mentre gli occhiali gli si riempivano di una luce accecante e maligna, "Seguimi, e non dovrai più andare a scuola e obbedire a mamma e papà!"
    "Minchia sei proprio invadente, lasciami andare!", disse Giuppi cercando di strattonarselo di dosso.
    Borghezio spalancò le fauci emettendo un verso raccapricciante, simile ad un bufalo gettato vivo nell'olio bollente, quando una bottiglia di birra lo colpì in piena fronte.
    "Ehi tu porco, leva le mani di dosso al mio amico!"

    - continua -
    •  
      CommentAuthorKlàpač
    • CommentTime09/05/2009, 18:52
      0 punti
    Meemmow, ma tu non avevi un blog? :-P
    •  
      CommentAuthorMetallus
    • CommentTime09/05/2009, 18:56
      -2 punti
    Posted By: Klàpač Meemmow, ma tu non avevi un blog? :-P


    Questo non gli vieta di scrivere le cose qua... (: Bel racconto... XD
    •  
      CommentAuthorKlàpač
    • CommentTime09/05/2009, 18:57
      0 punti
    Madoooooooooooooooooooooooooo era una battuta!!
    •  
      CommentAuthorMetallus
    • CommentTime09/05/2009, 19:02
      -2 punti
    Allora scusami. XD
    •  
      CommentAuthorMeemmow
    • CommentTime09/05/2009, 19:27
      1 punto
    Posted By: Klàpač Meemmow, ma tu non avevi un blog? :-P


    Si, tengo tutt'ora un blog ma si tratta di una fiction della cumpa, e miglior sito di pubblicazione del Buko non poteva esserci :D
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      CommentAuthorGiuppi1996
    • CommentTime09/05/2009, 21:58 modiFICAto
      1 punto
    Ahahahah!Di tutto mi potevo aspettare tranne che Mario Borghezio!:)
    Grande Meemmow!
 

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