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Capitolo 2 - Mercoledì 27/6/2007 - COMECAZZOSISEGA

Mi svegliai di buon mattino: era appena passato mezzogiorno.
Non avevo mai dormito così bene, ed il bello è che ero sempre nella stessa camera degli anni scorsi: quella con vista sul meccanico, con tutto il bordello di rumore che ne derivava. Ormai avevo addestrato ogni pertugio del mio organismo a generare onde sonore sottrattive, così avevo trasformato quella cazzo di topaia in un anecooico paradiso tropicale.

Quella sera ci sarebbe stata la prima puntata del concorso Percfest e, come l'anno precedente, la roulette aveva sorteggiato come primo esordiente il prode Comecazzosichiama.
Era il terzo anno di fila che provava a partecipare al Percfest: la prima volta l'avevano segato già nei demo, la seconda aveva cambiato gruppo e l'avevano segato in semifinale. Stavolta aveva di nuovo cambiato gruppo, era alla sua TERZA formazione, ed ero proprio curioso di vedere se sarebbe riuscito a farsi segare per la TERZA volta con TRE gruppi diversi.

Angelo voleva i concorrenti in piazza alle quattro, per il soundcheck.
Dissi a Comecazzosichiama ed ai suoi avversari di trovarsi in piazza alle TRE: l'anno prima avevano tutti un'ora di ritardo costante. Proprio per questo, si era deciso di introdurre una penalità nei voti della giuria per chi fosse arrivato in ritardo alle prove... essere segati per quello sarebbe stato il massimo!

Perso in queste amene riflessioni, mi andai a svaccare in spiaggia con gli altri handicappati... incredibilmente c'era ancora il sole, per il secondo giorno di fila: bisognava approfittarne.

Feci appena in tempo ad ingurgitare un panino da Non MariaSole, quando vidi il telefono squillare.
"Ciao Marok! Sono Marcello Mameli, sono in piazza! Dove sei?"
Marcello Mameli, l'avversario di Comecazzosichiama!
Era arrivato puntuale: erano le tre!!!
Non ci sono più i concorrenti di una volta.

SOUNDCHECK

Corsi verso la piazza bestemmiando contro il mondo.
Sulla scheda, Marcello Mameli aveva scritto che si sarebbe presentato in duo con un altro batterista, Alberto Firpo. In piazza invece erano in cinque, che parlavano del più e del meno.
"Avrà portato gli amici!" pensai. E gli andai incontro.

In due mi si presentarono come batteristi, ed erano Marcello Mameli ed Alberto FirpoAlberto Firpo. E fin qua i conti tornavano.
Gli altri mi dissero di essere un chitarrista, un bassista ed un cantante.
"Non vorrei disturbare - dissi - ma sulla scheda mi avevate scritto che eravate in due!"
"No - mi rispose l'altro - noi siamo un quintetto!"
"Ah... be', tanto meglio... siete alla pari col gruppo di Renato Tassiello, che sarebbe il vostro avversario!"
"Ah sì? Io mi ricordavo che suoniamo assieme!"
"Eh? Ma voi non suonate con Marcello Mameli?"
"Sì, ANCHE!"

Pensando che mi stessero facendo una candid camera, fui ad un passo dal mandare tutti affankulo. Poi venne fuori che avevo davanti il duo Mameli-Firpo, più tutta la band di Comecazzosichiama tranne Comecazzosichiama, che era andato a parcheggiare la macchina. E non solo: la band di Comecazzosichiama era dello stesso paese di Marcello Mameli e tutti assieme suonavano in uno stesso gruppo! Nessuno di loro sapeva che gli altri erano al Percfest, né che avrebbero suonato l'uno contro l'altro: l'avevano scoperto il giorno stesso.
E, soprattutto, mentre capitava tutto ciò, Max degli Angelo & Friends camminava avanti e indietro sullo sfondo portando in testa Maxun cappello da handicappato. Sì, era una splendida giornata.

Visto che eravamo parecchio in anticipo, portai i cinque a bere una birra da Zazà e spiegai loro le regole principali del concorso, mentre Comecazzosichiama arrivava con in mano pezzi di batteria ed Angelo lo guardava perplesso.
"Voi siete quelli che fanno la cover dei Deep Purple?" chiese.
"Sì - rispose lui - Perché?"
"No, niente... bravi!"

La notizia degli handicappati che portavano una cover dei Deep Purple al festival jazz aveva fatto il giro di Laigueglia. Ed il più contento era il fonico GP, che doveva settare i volumi dell'ampli distorto e lo schifava solo il pensiero. Sarebbe stata una bella semifinale.

I PRESAGI

Tra i tanti curiosi che animavano la piazza, il più attento era un ragazzone dall'aria mite e tranquilla.
Mi venne incontro e mi salutò: "Tu sei Marok?"
Non so mai cosa rispondere in questi casi: il mondo è pieno di gente che mi cerca per saccagnarmi di mazzate, e questo era bello grosso!
"Piacere - disse - Sono Luciano De Fortuna, devo suonare al concorso PercFest!"
"Ciao! - risposi - Non ti vorrei turbare, però tu devi suonare venerdì, non oggi!"
"Sìsì! Sono venuto solo a dare un'occhiata!"

Lorenzo stava facendo la stessa cosa che facevo io quando andavo a sentire gli esami degli altri prima di passare all'orale: spionaggio industriale.
Tanto meglio... avrei avuto meno da spiegare venerdì pomeriggio.

Capra Quel giorno, Luciano non fu l'unico concorrente a tenermi compagnia.
Un misterioso personaggio chiamato Federico Paulovich, che avrebbe dovuto suonare l'indomani, aveva deciso di far arricchire la propria compagnia telefonica: per tutto il pomeriggio si lanciò in telefonate stile Caiazzo.
Mi chiamò non una, non due, ma una decina di volte per chiedermi dettagli sulla batteria su cui avrebbe dovuto suonare... robe tecniche assolutamente incomprensibili per me ma persino per Angelo, che ormai mi mandava affankulo ogni volta che mi vedeva.
Alla fine avevo elaborato la tecnica di rispondergli in modo casuale, però credibile e rassicurante: "Sì, questo figurati se non c'è! Eh, quest'altro non lo so perché dipende se si libera dall'altro che suona prima, comunque, guarda, ti assicuro che faremo l'impossibile per trovarlo! Quest'altro ancora, be', non potresti portarlo tu? Ah ah no figurati scherzavo, ma certo che ce l'abbiamo!".
L'indomani sarebbe stata la catastrofe... perfetto.

IL MOMENTO DELLA RISCOSSA

Terminato il soundcheck, il mio pomeriggio era finalmente libero! Era un'ottima occasione per vedere un po' di seminari, così Massimo ed io gironzolammo nel budello alla ricerca di percussioni ed incontrammo una persona che non mi aveva mai visto: MiOpiO.

"Ciao handicap! - gli dissi - Vieni al Percfest e non mi rispondi all'email?"
Dopo un po', il sonar di MiOpiO mi localizzò.
"Email? - rispose - Quale email?"
"Be', ti avevo scritto del Percfest..."
"Ah, mi avevi scritto via email? Non avevo VISTO!"

Per il resto della giornata, Massimo ed io fummo i cani guida di MiOpiO e lo portammo in giro per i seminari.
"Che palle! - diceva Massimo - Hanno incasinato l'ordine di tutti i seminari, quello che doveva essere di qua adesso è di là, quello che doveva essere prima adesso è dopo... non ci capisco più un cazzo!"
"Beh, dai, potrebbe essere peggio - risposi - Potremmo essere al banchetto!"

Fu allora che arrivò il Capo.
"Marok! Non ci crederai ma TI RIASSUMO AL BANCHETTO!!!"

Calma.
Pensare prima di parlare.
Errare è umano, perseverare è handicappato.
"Eh, guarda, mi piacerebbe ma non ce la faccio! - risposi, serio - Il concorso mi impegna troppo! Però..."
"Però?"
"Però c'è GRUMO! Lui è libero!"
"Ah, va bene! Mandamelo che gli parlo!"

Grumo at work Corsi a cercare Grumo per tutto il budello, lo trovai ad un seminario di Luca Capitani alla Taverna dei Saraceni.
"Grumo, non ci crederai ma sono riuscito a convincere il Capo! Ho sudato sette camicie ma CE L'HO FATTA! Croce bianca fankulo, ci sei di nuovo TU al banchetto!!!"
Raramente avevo visto Grumo così felice.
Partì di corsa per andare incontro al Capo, che gli diede le consegne e se ne andò soddisfatto.

Quel giorno tutti furono felici: Grumo aveva di nuovo il suo posto al banchetto, Massimo ed io non avevamo più il nostro posto al banchetto, ed il Capo aveva trovato qualcuno che stava al banchetto. Avevamo creato dal nulla un angolo di Paradiso.
Il dottor Marok risolve.

COMECAZZOSISEGA

Anche quella sera faceva un freddo maiale: dal mare soffiava un vento porco, che portava un'umidità suina ed una temperatura scrofa. Per gli sfidanti del concorso Percfest però era l'ultimo dei problemi: la semifinale fu un duello all'ultimo sangue.
ComecazzosichiamaComecazzosichiama diede davvero il meglio di sé ed alla fine tutti i giurati erano concordi nell'apprezzarlo come batterista. Peccato che si fosse letteralmente suicidato con la scelta del brano: presentarsi con una cover di The Mule dei Deep Purple al concorso Percfest equivale a spararsi nei coglioni.

Così la vittoria cadde nettamente a favore dei loro avversari, il duo di batteristi Firpo/Mameli, che comunque si erano prodigati in un'ottima performance: erano bravi davvero!

Insomma, un duello tra batteristi che spaccano di brutto è sempre il modo migliore per iniziare il Percfest! Certo, anche incontrare due modelle che mi facevano un pompino sarebbe stato un bell'inizio... però sarebbe stato banale. Meglio Comecazzosichiama.




AIRES TANGO E CAMMARIERE

Il concerto polare andò avanti con due vecchie conoscenze del Percfest: Javier Girotto e Luciano Biondini. La loro esibizione del 2002 con gli Aires TangoAires Tango era stata una delle cose più belle che avessi mai sentito al Percfest, ed anche questa volta non delusero le mie aspettative.

Dal vivo sono dei grandi, ma il loro pregio principale è l'incapacità totale di pubblicare dischi.
Il primo l'avevano fatto nel 1996, si chiamava "Malvinas" e non è mai entrato in commercio: il giorno dopo averlo stampato, l'etichetta era fallita.
Analoga sorte per il secondo, "Madres" ed il terzo "Poemas".
La vera svolta sarebbe dovuta arrivare nel 2000, quando era in programma la diffusione di un nuovo album in un circuito non jazzistico: si chiamava "Cronologia del Novecento" e sarebbe dovuto essere allegato alla rivista "Il Manifesto". In realtà non se n'è mai fatto nulla perché il giorno prima avevano messo una BOMBA Cammariere Quintet nella sede del giornale ed avevano fatto saltare in aria tutto.
Prima o poi sarebbero entrati nella Cumpa.

Seguivano il ritmo e la melodia di Alessandra Belloni, con la danza della Taranta.

Ed infine, a concludere la serata, il supergruppo di Sergio Cammariere, con Fabrizio Bosso alla tromba, Bebo Ferra alla chitarra, Luca Bulgarelli al contrabbasso, Bruno Marcozzi alle percussioni ed Amedeo Ariano alla batteria.

Era stata una serata spettacolare... eravamo solo a mercoledì, eppure la piazza era già pienissima e la gente non la smetteva di applaudire! Li potevo capire, uno di loro ero io.


Cammariere Quintet


AFTER

Dopo il concerto, andai a raccattare MiOpiO, Massimo e Grumo al banchetto per poi andare assieme a bere qualcosa.

I primi giorni di banchetto di solito non sono pesanti... eppure Grumo era visibilmente incazzato.
"Che succede? - chiesi - I conti non tornano?"
"NO! - rispose - Perché c'è uno che al posto di 2 euro mi ha dato Cento lire100 LIRE!!!"
Quando la realtà supera l'immaginazione.

"Ah... e tu come cazzo hai fatto a scambiare 100 lire per 2 euro?"
"Erano grattate davanti, e pure incrostate! Oltretutto, erano appoggiate in un posto del tavolino in cui c'era poca luce!"
"Ma sai chi è stato?"
"No! Ma, se lo becco, GLI FICCO UN'ASTA DEL MICROFONO SU PER IL CULO, ARROVENTATA e DI TRAVERSO!"

Fu una bella immagine.
L'ultima prima che l'alcool del Mayflower sfumasse le sagome dell'handicap frullando i colori della notte in un unico minestrone di biodegrado caldo, succoso e fumante.

"Voi pheega niente eh?" mormorava Remo, ogni volta che passava dal nostro tavolo.
Solo quando il locale si svuotò e rimanemmo noi gli ultimi handicappati ancora eretti, decidemmo che era ora di restituire al sonno l'allegria e, con le ultime energie rimaste, pronunciammo l'ultimo, inevitabile e doveroso vaffankulo.