Finalmente il 30 maggio l'album Cicciput sarebbe uscito nei negozi. Operazione pressoché inutile, perché tanto tutti se n'erano già fatti un'idea precisa senza averlo mai ascoltato: per qualcuno era un capolavoro, per tutti gli altri era una merda.
Le mie giovani orecchie, appulciate dal preascolto di febbraio, nutrivano buone speranze sul nascituro. Anche il singolo Shpalman non mi dispiaceva, nonostante mi avessero cassato il mio bellissimo titolo Rondò della forca per il loro Budy Giampi (d'altronde se non capiscono l'arte...) e nonostante il testo della suddetta fosse rimasto drammaticamente inalterato: c'era pur sempre la versione karaoke e questo fatto mi rendeva felice.
Ma sotto sotto anche i più scettici vibravano nell'attesa del nuovo album. Sarebbe dovuto uscire il 30 maggio e si vociferava di una possibile anteprima per le fave il mercoledì 28. Ma chi poteva essere coglione da andare fino a Milano solo per sentire un disco che tanto due giorni dopo sarebbe uscito nel negozio sotto casa?
Care Fave vicine e lontane,
il giorno delle decisioni irrevocabili è prossimo. Cicciput®, il nuovo prestigioso longplaying degli Elio e le Storie Tese in uscita il 30 maggio è pronto a spiccare il volo verso la masterizzazione selvaggia. Il 28 maggio 2003 lo presenteremo ad una ristretta e prestigiosa selezione di giornalisti presso il Caffè Ventaglio di piazza Piemonte a Milano, di fianco al teatro Nazionale; nella stessa occasione gradiremmo farVelo ascoltare nella sua intierezza, così come qualche mese fa ve lo proponemmo nella sua parzialità. Perciò Vi invitiamo, qualora voleste intervenire, a prendere contatto con la splendida Silvia Bolbo che Vi illustrerà tempi e modi dell'incontro. La convocazione è per le ore 14.30, ma suscettibile di modifiche successive. L'incontro sarà di un'ora circa. Farete conoscenza con il Cicciput® globale,
completo del brano X che purtroppo NON troverete sul cd nei negozi in quanto una cricca di editori stronzi ci ha negato (com'era peraltro nel suo diritto) il nulla osta alla pubblicazione.
Ma bando alle malinconie. Vi attendiamo numerosi, e lo stesso speriamo di Voi.
I Vostri unici amici
Elio e le Storie Tese
ON THE ROAD
Il treno per Milano era mezzo vuoto e comunque, anche se fosse stato pieno,
Ivan Piombino l'avrebbe svuotato. Per prevenire l'ecatombe demografica, io e
Kava decidemmo di scendere a Santhià e di proseguire il resto del viaggio a bordo della macchina del
Favone Grassone.
Il primo motivo per cui aveva accettato di caricarci in macchina era che gli avevo promesso la cassettina con la traccia X censurata dal disco. Aveva persino rinunciato a chiedermi come minchia cazzo l'avessi avuta.
Il secondo era la soddisfazione di aspettare la domanda di Ivan Piombino: "Mi lasci la cassetta?" e rispondere: "NOOOO!!!" tra grasse e succulente risate.
"Però ce lo regalano il cd oggi, vero? Vero? Vero?"
"A noi forse sì, a te sicuramente NO!!!"
Anche questo è amore.
HANDICAP RELATIONS
L'appuntamento al Caffé Ventaglio era per le due e mezza, e nonostante il percorso a nodo scorsoio traverso ideato dal favone grassone eravamo in anticipo. Ne approfittammo per un breve spuntino insieme alle altre fave handicappate.
Intanto dentro al locale si teneva la conferenza stampa riservata ai giornalisti.
A loro veniva regalata una copia del disco, più cartella stampa, più lauto banchetto con manicaretti e champagne. A noi un cazzo.
E va be', in fondo non era così male stare ai giardinetti, almeno c'era il sole.
Poteva andare peggio!
All'improvviso si rannuvolò.
"Vuol dire che sta arrivando
Grumo - sentenziò
l'
anale Pelodia - prima viene il tempo di merda, poi arriva
Grumo, prende una cosa dallo zaino e te la dà! Succede sempre così!"
Ci voltammo, era arrivato
Grumo.
Aprì lo zaino e mi disse: "Tieni, ti regalo una cartina di Milano! Perché state ridendo?"
"No, niente!"
Il livello di handicap era più che soddisfacente, ma non bisogna mai accontentarsi.
"Visto che siete belli vi offro dei biscotti - dissi - a patto che la confezione la apra
Gnapppo!"
Passai la mezz'ora successiva a contemplare le mosse della formica di merda che, sommando la forza di sei arti, non riusciva ad aprire una confezione di Ringo, mentre le altre fave facevano la fila per farsi una
foto con Ivan Piombino.
Il livello di handicap era eccellente, ma si può sempre far di meglio.
"Scusate, ragazzi!"
Ci voltammo, una signora sulla trentina ci stava osservando con fare incuriosito.
"Sì?"
"Sapete se qua c'è il caffè Ventaglio?"
"Sì, guarda, è laggiù!"
"Lo so che è là!" rispose, stizzita, e se ne andò.
Per un po' regnò il silenzio e lo stupore, poi Piombino iniziò a sparare cazzate e il mondo ripiombò nello sciopero neuronale più completo.
Alle due e mezza vedemmo
la Bolbo
fare capolino dalla porta, così ci avvicinammo cautamente all'ingresso.
Lei ci fece entrare uno ad uno facendo l'appello come a scuola e regalandoci una ghiotta sorpresa: il lungo elenco di Fave comprendeva anche la tipa squilibrata di prima.
"Ma tu sei fava???"
"Sì, perché?"
"Potevi dirlo subito!"
"E io che ne sapevo che voi eravate fave?"
Una decina di handicappati con maglietta di Elio che parlano solo di Elio davanti al posto in cui c'è l'anteprima del disco di Elio e la cui foto è su mezzo internet alla voce 'Elio', "e io che ne sapevo che eravate fave?".
Ok, l'handicap c'era tutto, poteva entrare a pieno titolo nel nostro club.
Ora bisognava battezzarla, ma aveva un nome talmente strano che nessuno era stato in grado di memorizzarlo. Fu la fantasia del Favone Grassone a darci l'ispirazione: da quel giorno sarebbe stata FONIUGLIA.
Tutto è bene ciò che finisce bene.
PENETRAZIONE
Il luogo della presentazione si rivelò il set ideale per un'orgia a base di sesso, droga e rock and roll:

luce soffusa, divanetti morbidi, tavoli semitrasparenti, sostanze alcoliche dietro il bancone e maxischermi dappertutto.
Ma prima il dovere poi il piacere, così, in qualità di responsabile del concorso
Percfest di Laigueglia, consegnai a Christian il cd delle votazioni.
"Ma TU sei il responsabile del Percfest quest'anno???"
"Ehm... sì..."
"Siamo nelle mani di un PAZZO!"
"Be', dai, poteva andare peggio..."

Due secondi dopo arrivò Ivan Piombino e lo obbligò a guardare tre o quattro album di sue fotografie, aggiungendo ad ogni foto una mezz'ora di spiegazione verbale e facendogli anche domande qua e là per verificare che fosse attento.
Li abbandonai al loro destino e tornai nel reparto handicap, dove ci aspettava il menu riservato alle Fave (acqua Fiuggi) e, da bravi abbonati, il nostro posto in prima fila.
Solo allora gli Elii fecero pressione sul tasto play del cd e la presentazione ebbe inizio.
Il mondo non sarebbe stato più lo stesso!
CICCIPUT
L'intro la conoscevamo bene: era un pezzo di una cassettina di Gennaro D'Auria che la dislessica
Manovella MorLaiSt aveva fornito anni prima al simpatico complessino.
L'acustica del luogo era ciò che tecnicamente parlando si definirebbe una merda. In effetti in una sala orge pretendere anche un buon audio pareva brutto, però ripensandoci minchia cazzo vaffankulo.

Anche la traccia due era nota: BUDY GIAMPI, uguale alla traccia due del singolo.
La traccia tre invece era ignota: GIMMI I. Da quel poco che capivamo sembrava carina e gli schermi proiettavano il faccione dell'ospite vip:
Ike Willis.
"Ma queste immagini le avremo mai?" chiese qualcuno.
"Magari un giorno faremo un DVD..." rispose Rocco.
Brivido e gelo degli astanti.
Seguivano le nostre vecchie conoscenze: FOSSI FIGO, con ospite Morandi, CANI E PADRONI DI CANI, LA FOLLIA DELLA DONNA e SHPALMAN, con nientemenoche
Max Pezzali.

E finalmente era la volta della traccia X, che scoprimmo essere AL MERCATO DI BONN, già Tanti auguri a te. Correva voce che il brano non sarebbe stato pubblicato perché conteneva un frammento della canzone "Tanti auguri a te" che era depositata da gente simpatica. Come ampiamente previsto, gli elii dal vivo ribadirono il concetto in un modo ampiamente più colorito. Ospite del brano la bella Paola Cortellesi, che purtroppo non era fisicamente presente. Il Favone dovette consolarsi
in altro modo.

Seguiva la seconda sorpresa della giornata: LA CHANSON.
Protagonisti giovani uomini che contro ogni previsione si scoprono quarantenni. Cosa fare, cosa non fare... si va in discoteca e si tromba! Il tutto condito da un francese maccheronico nella prima parte, e da insulti in serbo-croato nella seconda.
Faso ci spiegò che il finale della canzone era la trascrizione di tutto ciò che il suo portinaio slavo (il sciur Gallio) urlava dietro a lui e a suo figlio quand'erano bambini e gli rompevano i coglioni. Bellissimo!
Ed era la volta dell'ottima PAGANO, già "Un dito nel culto", che fin dal prestigioso preascolto mi faceva sburrare assai. È uno dei brani migliori che abbiano mai secreto quei mattacchioni, mi piacciono quando fanno così.

Ed infine la terza sorpresa: ABATE CRUENTO. Era un pezzo del 1994, mai pubblicato perché dimenticato in un cassetto. Cazzo se è una figata! Come si fa a dimenticare cose così in giro? Mah...
Il resto del disco lo conoscevamo già: PILIPINO ROCK e LITFIBA TORNATE INSIEME (che qualcuno aveva messo online già un anno prima... mah...).
L'ultima traccia era la traccia karaoke di PAGANO, se qualcuno riesce a cantarci sopra a tempo non è umano, se canta e non è umano è Elio, se è Elio ci canta sopra a tempo. I conti tornano.
Porca troia, era davvero un bel disco, le new entry avevano superato le mie più rosee fantasie malate. Solo allora mi tornarono alla mente le parole di
Piombino, che per tutto il viaggio ci aveva rotto il cazzo per convincerci che alla fine gli elii gli avrebbero regalato il cd.
Non so cosa gli entrasse in tasca dal convincere noi, né come facesse a considerare l'impresa plausibile.
In ogni caso finimmo col dargli ragione, perché nella vita bisognava essere ottimisti: gli Elii magari avrebbero anche regalato il cd. Magari anche a tutti. Ma non a lui.
L'INSULTO FINALE
"Fave! - dissero gli elii - Prima che ve ne andiate, un piccolo regalo!"
Era il momento tanto atteso da Piombino.
"Abbiamo tre copie del cd da regalare. Ne regaleremo una alla fava col numero di tessera più piccolo, una alla fava col numero di tessera più grosso, e una alla fava che viene da più lontano!"
Piombino è la fava numero 31.
Le fave sono più di 1400.
Le probabilità che in quel momento fosse presente una delle uniche 30 fave che vantano un numero di tessera minore del suo era dunque inferiore al 2.21%.
"Una è per me!" disse
Silvio Bisi, fava numero 2.
Peccato, Piombino se l'era presa nel culo.
"L'altra è per me!" disse
Gnapppo,
vantando il suo status di grottagliese terrone, nonché formica raccomandata di mmmmerda. In realtà era partito da Ferrara, non dalla Puglia, ma l'omertà regnò sovrana!
Numero di tessera più piccolo andato.
Fava che arriva da più lontano andata.
Ma... il numero di tessera più grande?
Mi misi il cuore in pace perché in quanto fava stagionata ero escluso a priori dalla gara d'appalto.
Al di fuori dei confini del mio corpo invece si scatenò un'intensa guerriglia armata, individui che fino a ieri convivevano come fratelli riversarono l'uno addosso all'altro viscere di rancori ancestrali, giovani corpi diventavano poltiglia nel marasma informe, creando molotov dai propri gas e armi di distruzioni di massa dalle proprie cazzate, finché qualcuno non avvisò gli handicappati che anche il terzo premio era già stato assegnato ed era andato all'ultima persona a cui avremmo pensato: Foniuglia.
Si era appena fatta fava, quindi il numero di tessera maggiore (millequattrocentoevattelapesca) era il suo, quindi ce l'aveva messo a tutti quanti nel culo. Breve ma intenso.
Era la prima volta nella mia vita che andavo ad un raduno degli elii e non vincevo un cd: c'è sempre una prima volta. Fu mentre pensavo questa frase che vidi scappare il Favone Grassone in direzione macchina urlando: "Muovete il culo o andate tutti quanti a piedi fankulo sbooooorroooooh!".
Seguì il conio di dieci nuove bestemmie rivolte a Ivan Piombino per ogni metro di strada (media 180km/h, a voi il conto), ma il treno dei desideri arrivò subito e ben presto ci potemmo mandare tutti quanti affankulo.