

Rapito dal loro racconto decisi di fare anch'io un breve salto in spiaggia, giusto in tempo per ingaggiare una lotta acquatica con la Cicalona che si voleva imboscare le mie foto della Biba, e per ammirare la straordinaria ricomparsa dell'amico Mumble, miracolosamente risorto dopo la dipartita delle belle etrusche.
In compenso era scomparso Manu dalle nostre vite, probabilmente per sempre.
E anche oggi si erano fatte le sei e mezza.
Ripensando alle scorse serate, mi precipitai a prendere dei posti nella piazza, accorgendomi anche stavolta di come ogni sedia fosse già drammaticamente occupata, e contemplando Emilio, il Capo e Shan che, avendo avuto la mia stessa idea mezz'ora prima, ci avevano accaparrato gli ultimi nove posti rimasti.
"Ma... e il Favone e Coglierto?"
Il coro unanime fu: "Cazzacci loro!".
Mi associai al pensiero collettivo e mi svaccai sulle sedie aspettando l'inizio del concerto; altrettanto fece un vecchio, che si appollaiò tra il Capo e Rese.

"Ehm... scusi... questi posti sono occupati!"
"Ah, non vi preoccupate - sussurrò il vecchio - io ne occupo solo uno, questo qua!"
"No... ehm... anche quello è occupato!"
"Occupato? E da chi? Qua non c'è nessuno..."
"Eh... deve arrivare altra gente!"
"Be', aveva solo da arrivare prima!" urlò stizzito.
Dopo questa perla l'arzillo vegliardo si blindò in un imperturbabile mutismo, a cui facevano eco le risate del Favone e dell'amico Coglierto, rassegnati a stare in piedi con l'ultima delle Fave Ignoranti che sarebbe arrivata.
Intanto gli altri posti vuoti, che occupavamo con noncuranza, stavano catalizzando contro di noi i malumori dell'intera piazza, che si apprestava al nostro linciaggio. Fu più o meno allora che, senza che ce ne potessimo rendere conto, si era passati dal soundcheck al concerto.
Primo gruppo i
TAMTANDO,
ottima "marching band" di Aosta che Rese salutò stappando una lattina con la grazia di un elefante affetto da Alzheimer e allagando completamente il vecchio rincoglionito. Fu la prima buona azione della serata, e forse della sua vita.
Nel frattempo stavano pervenendo le giovani donne, con calma, perché tanto non c'era fretta. Iniziammo a pensare che il vecchio aveva fatto bene ad insediarsi al loro posto.
Unica assente la Cicalona "sì sì, ma poi arriva!" che, non contenta, aveva anche spento il telefonino.
Verso le dieci Lees@ si ricordò di aver prenotato una decina di posti a sedere a nome Fave nel bar in fondo alla piazza, dove la gente in questo momento si stava scannando per un posto in piedi. Annotammo sul nostro memoriale di non mettere più piede in quel bar se non travestiti da fan di Piero Pelù.
Comunque i Tamtando erano davvero grandi, belli i ritmi sudamericani ed eccellenti i percussionisti, non a caso ad ogni loro pezzo strappavano gli applausi di tutto il pubblico tranne una persona a caso: il vecchio rincoglionito. Era l'unico a non battere le mani, fissando imbalsamato l'universo dimostrava a tutto il mondo che di quel concerto non gliene poteva fregare un fottutissimo benemerito cazzo.
Alle dieci e mezza un focoso applauso salutò l'arrivo del grande
TULLIO DE PISCOPO.
Deciso a prolungare fino all'orgasmo l'estasi della sua batteria, ci regalò una performance ai limiti dell'umano, trattenendosi a grande richiesta come ospite presso il gruppo successivo: era in arrivo The Great Naco Orchestra.
La
GREAT NACO ORCHESTRA è un'orchestra di percussioni che, come la Biba, è formata da musicisti di fama nazionale ed internazionale, in "vacanza" dalle proprie abituali tourné. Ogni anno si esibisce l'ultima sera del jazz festival di Laigueglia in memoria di
Giuseppe "Naco" Bonaccorso, un grande percussionista scomparso in un incidente stradale mentre tornava da un concerto a Laigueglia una notte del 1996.
Ospiti quella sera, oltre a Tullio De Piscopo, anche
Teresa De Sio
e Michael Rosen,
ottimo sassofonista americano che la sera prima, stremato dalla jam session, non aveva trovato di meglio che il corpo umido e sudaticcio del favone grassone come egregia stampella per raggiungere sano e salvo l'agognato Nirvana.
Nonostante i quattro sconosciuti bevuti e fumati che dai bar gridavano: "Forza Tullio!", stavamo assistendo a uno dei concerti più belli della nostra vitaccia lurida e zozza.
Il gran finale vide tutto il pubblico coinvolto nell'orecchiabile ritornello suggerito dagli artisti che, scesi dal palco, si mischiavano alla folla in delirio, ma... tutto il pubblico venne coinvolto? Tutto?
Ovviamente no, tutti tranne uno: il vecchio rincoglionito, che nel frattempo, annoiato, se n'era andato. Sono cose che fanno pensare.