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    • Questo forum è stato realizzato da Marok basandosi sul progetto open-source Vanilla 1.1.5a, realizzato da Lussumo. Su Internet trovate la Documentazione e la Comunità di Nerd che ci stanno dietro. A breve, rilascerò il codice sorgente di questo forum... giusto il tempo di rileggere con calma le minkiate che ho scritto! :)

Vanilla 1.1.5a is a product of Lussumo. More Information: Documentation, Community Support.

    •  
      CommentAuthorMeemmow
    • CommentTime02/05/2009, 17:19 modiFICAto
      1 punto
    Lavinia guardava con insistenza l'ora sul cellulare affinchè il treno giungesse a destinazione il più presto possibile, l'immagine di suo fratello afferrato e dilaniato dalle braccia lebbrose che lo avevano trascinato dentro il frigo continuava a tormentarla come un branco di avvoltoi affamati sui pochi resti di una carogna essiccata al sole.
    Sapeva che non era frutto della sua immaginazione, e che aveva disperato bisogno d'aiuto da parte delle uniche persone che avrebbero potuto capire quanto le era successo nelle ultime quarantotto ore. Aveva lasciato sulla scrivania della sua cameretta un messaggio scritto in fretta e furia ai suoi genitori, nel quale diceva di non preoccuparsi per la sua assenza apparentemente ingiustificata e che avrebbe fatto di tutto pur di risolvere quanto tragicamente accaduto in cucina, e che Sebastiano sarebbe stato vendicato per il torto subito. La parola vendetta cominciò a ronzarle nella testa da quando era salita sul primo treno diretto a Milano Centrale, e quando Lavinia si metteva una cosa in testa era assai difficile farle cambiare idea a proposito.
    Il treno era giunto finalmente a destinazione, e all'apertura delle enormi porte scorrevoli si fece largo tra i passeggeri e scese a terra guardandosi attorno in cerca di volti amici, ma la stazione si presentava come un puttanaio caotico di corpi in continuo movimento senza precisa destinazione.
    Voltava la testa a destra e sinistra e lo sguardo mirava sempre diritto, ma ogni faccia che le passava davanti non le diceva nulla e la faceva stare ancor più a suo disagio. Si fermò un momento in mezzo alla massa, cercando un centro di gravità provvisoriamente permanente, quando una mano le si posò sulla spalla.
    "CAZZO VUOI!", sbraitò Lavinia per il nervoso abbondante che aveva addosso.
    "Uollano mi ha mandato a prenderti", disse Grumo con gli occhiali storti e l'occhio nero provocati dal pugno che Lavinia gli aveva inconsapevolmente inferto.
    "Grumo... mi spiace io..."
    "Fa niente", disse il pover'uomo, "Oggi non è proprio giornata per nessuno"

    Arrivati a casa Uollano, Lavinia comprese che la situazione era ancora peggiore di quanto ci si potesse immaginare. Il padrone di casa era steso sul divano come dopo un incontro col Mike Tyson dei tempi d'oro, una borsa dell'acqua sulla testa e un termometro in bocca, biascicando parole incomprensibili sotto lo sguardo affrancato e pietoso del dottor Marok.
    "Certe scene vorrei filmarle, ma non me la sento", furono le parole d'accoglienza del dottore.
    "Da quando è così?", chiese Lavinia.
    "Da quando mi ha raggiunto in stazione. Diceva di essere inseguito dal suo direttore con gli occhi cavati e gli abiti smerdati. Poetico, non c'è che dire, ma il caro amico Uollano è messo davvero male"
    "Sentite questa invece", disse Grumo interrompendo Marok, "Francy mi ha appena mandato un sms dove mi ha detto che sta venendo proprio qui e che ci spiegherà tutto quanto dopo. E' in macchina da quasi una mezz'ora, e quindi..."
    "... e quindi?", chiese Marok.
    I tre si guardarono come a cercare una risposta plausibile, mentre Uollano proseguiva nel suo farfugliante delirio.

    Francy aveva messo su un'antologia di Faber per cercare di godersi il viaggio, ma le continue occhiate alla borsetta la distoglievano dall'ascolto. Aveva cambiato cellulare dopo lo schifo che aveva lanciato contro il muro, e sperava che la cosa non si ripetesse una seconda volta. Pagato il casello si fermò al primo autogrill per sgranchirsi le gambe e godersi un caffè in santa pace, giusto per stendere i nervi e pensare di arrivare il più presto possibile a casa Uollano.
    Parcheggiò la macchina e scese mettendosi la borsetta a tracolla, non senza provare un leggero disagio, e una volta messo piede dentro non volle credere a quello che i suoi occhi le stavano facendo vedere: Piombino, Schopenauer e Giuppi che mangiavano piadine e bevevano coca cola al bancone del bar.
    "Uèi Francy!", disse Ivan masticando rumorosamente, "Felice di vederti!"
    "Ciaooooooo Fraaaaaancy!", urlò Schopenauer entusiasta saltellando in sua direzione, "Ma fatti abbracciare un pò, da quanto tempo minghia!"
    "... che cosa ci fate qui?", chiese la giovane donna, "E che cosa ci fa Giuppi qui?"
    Giuppi le sorrise garbatamente mentre terminava la piadina e mandava la coca tutta giù nel gargarozzo.
    "E' una storia assai lunga", riprese Piombino, "E stiamo anche cercando un passaggio perchè prima del casello Giuppi ha insistito tanto che gli facessi guidare la macchina e ci ritroviamo un pò nella cacca. Non è che avresti tre posti da te?"
    Francy avrebbe voluto scoppiare a piangere e a strapparsi i capelli dall'assurda disperazione che la stava cogliendo, ma la gran calma e diplomazia geneticamente codificate nel suo dna non glielo permisero.
    "Fatemi prendere un caffè e poi montiamo in macchina. Sto andando da Uollano..."
    "Che bello che bello che bello!", disse Giuppi festoso, "Finalmente potrò conoscere di persona i membri della cumpa in carne e ossa!"

    Quando Grumo lesse il nuovo sms di Francy non ci volle credere, e risparmiò la lettura a voce alta a Marok e Lavinia che assistevano un Uollano sempre più delirante. Si affacciò alla finestra che dava sul cortile interno in cerca di momentanea distrazione, quando una presenza agghiacciante gli fece cadere gli occhiali per terra e sgranare gli occhi, compreso quello nero che gli aveva inferto Lavinia alla stazione. Voleva che non fosse proprio lui, ma Don Diego sbraitava con la bava alla bocca tenendo una motosega ruggente e arrugginita tra le mani, fendendo l'aria come se volesse disboscare il pubblico di un concerto dei Dari.
    Si allontanò dalla finestra e si lanciò verso l'ingresso di casa Uollano serrando la porta con tutte quante le serrature a disposizione, mentre Lavinia lo osservava preoccupata.
    "Grumo, che sta succedendo?"
    "Don Diego..."
    "Don Diego? Cosa..."
    "Lavinia ascolta! Dì a Marok di portare Uollano in camera sua, e per l'amor di Dio chiudetevi a chiave!"
    "Ma di che cosa stai parlando?"
    "Ascoltami cazzo!", le gridò Grumo in faccia, "Don Diego è giù in cortile con una motosega, e non credo sia venuto a farci una visita di piacere!"
    Lavinia si precipitò immediatamente da Marok e Uollano, mentre Grumo cercava nel resto della casa qualcosa che potesse servirgli da scudo e arma contro l'amico su di giri che continuava a fendere l'aria in preda a chissà che cosa.

    "Allora, vuoi che ti racconti per bene come sono andate le cose da ieri pomeriggio fino a stamattina?", chiese Ivan a Francy mentre Giuppi e Schopenauer sonnecchiavano dietro come dopo un baccanale tra liceali.
    "Raccontami anche la storia della tua vita, mi avete fatto passare la voglia di Faber", disse Francy mantenendo il suo ferreo self control.
    "Ok, allora vado. Io e Schope ci siamo rivisti dopo tanto tempo e siamo andati in giro a cazzeggiare, quando in via Po chi non andiamo a incontrare se non Giuppi che era venuto a Torino per incontrare Meemmow di persona pur di non aspettare che scendesse giù in Sicilia? Ci ha raccontato che aveva inventato una balla ai genitori dicendo che i Pirippi erano stati scelti come opening band dei Taberna, e con la complicità dei suoi amici e la carta di credito di mamma e papà è arrivato a Caselle e si è fatto lasciare a piazza Castello, poi ha incontrato noi e non sapevamo che fare. Lo abbiamo portato da Meemmow ma non era in casa, uno dei suoi inquilini - credo che fosse quello del coniglio nano e delle tartarughe - ci ha detto che non si faceva vedere e sentire da un paio di giorni, e così Giuppi è rimasto con noi e abbiamo deciso di fargli vedere anche Milano che Schopenauer ha casa lì. Poi mi è venuta in mente l'idea di fare guidare Giuppi, la macchina è andata però nessuno di noi si è fatto male ed eccoci qui"
    Nella sua mente, Francy immaginò di accostarsi ad una di quelle aiuole dove di solito si fermano le macchine quando il guidatore è stanco e ha bisogno di raccapezzarsi sulla direzione, fare scendere Piombino e Schopenauer e abbandonarli lì per poi portare Giuppi a Milano e avvisare i suoi genitori che sarebbe rientrato a Palermo in giornata con il primo volo da Malpensa. Tuttavia non lo fece, anche se l'idea non sarebbe stata così malvagia.
    Era appena arrivata in città e casa Uollano distava ancora una di quelle mezz'ore che cominciavano a rompere i coglioni, quando fu distratta dai bisbigli onirici di Giuppi.
    "No... no ti prego... non fare del male ai miei amici... ti prego... ti prego..."

    - continua -
 

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